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  1. #1
    Simply...cat!
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    Predefinito Il contributo degli extra a Torino

    Nelle gallerie sotto la città la polizia municipale dà la caccia
    alla nuova mala di pusher magrebini di 14 anni
    Come topi nel ventre di Torino
    le baby gang invadono le fogne

    Ragazzi senza più paura di nulla, disperati e aggressivi
    Vivono e forse muoiono là sotto
    di MAURIZIO CROSETTI


    TORINO - Si entra qui, in questa specie di bocca di caverna sotto il parco del Valentino. Qui, dove le fogne si gettano nel Po, gli spacciatori bambini si infilano nell'intestino della città. Età media, quattordici anni. Altezza media del cunicolo, un metro e sessanta. Altezza dell'acqua, uno e venti. Larghezza del tubo di scarico all'uscita sotto il tombino, un chilometro e mezzo più avanti: settanta centimetri. Puzza, buio, paura. Escrementi, piscio, hashish, urla. Scappare. Catturarli.

    E' successo tre giorni fa, in pieno pomeriggio: gli uomini della polizia municipale intercettano i baby spacciatori, li rincorrono, quelli vanno verso il fiume - si tufferanno? cosa diavolo hanno in mente? - e poi spariscono. Nella fogna. E i vigili dietro, carponi. "All'inizio si passa abbastanza bene, c'è una specie di cascatella, poi il condotto diventa più ripido" racconta uno di loro, M., una vita in borghese e in incognito, berrettino di lana nero sugli occhi, basso di statura, tarchiato. "Siamo stati lì dentro quasi due ore, loro erano una decina, bisognava capire dove fossero, è un labirinto incredibile, è tutto scuro, avevamo le torce elettriche ma anche loro le avevano, sono attrezzati, ci sono buchi nelle pareti dove tengono la droga e le pile, mica improvvisano".

    Come topi, tutti, gli spacciatori e i poliziotti. Sopra, la città dei cantieri olimpici, dei fragori di ruspe e betoniere. Sotto, loro. Insieme ai cani dell'unità cinofila K9. "Sono riemersi qui, nello scavo del metrò davanti alla stazione di Porta Nuova". La scena è da vecchio fumetto di Topolino, o da bizzarro film d'azione. Il coperchio rotondo di un tombino che si solleva da solo, dieci giovani marocchini che ne sbucano come tappi di champagne o minatori stremati, dopo l'ultimo tratto di arrampicata, i poliziotti dietro, gli operai con le pale in mano e neanche una parola in bocca, solo stupore. "Ne abbiamo presi tre, rincorrendoli dietro la Sinagoga verso San Salvario, il quartiere nero di Torino, gli altri sono scappati". La solita scena, i pusher che non hanno documenti e dichiarano dieci, dodici anni, sono sempre gli stessi, minorenni sì ma non così piccoli. Però nelle fogne non erano mai scesi.

    Hanno le mappe in testa, sanno bene dove infilarsi. Dal Valentino c'è un sentiero sterrato, pieno di immondizie e sterpi, sotto alberi invernali scheletrici. Un posto da paura anche in pieno giorno, terra di delinquenti, zona franca (e accidenti com'è minaccioso il cartello del Comune che intima: "Vietato il gioco del pallone"), ma ormai anche il centro storico oltre il corso Vittorio Emanuele è in ostaggio agli spacciatori africani, via San Massimo, via Mazzini, via dei Mille, qui polizia e carabinieri non riescono a fare nulla, non ci sono quasi mai. Arresi. La caverna è lì sotto, accanto a un imbarcadero. Si entra passando sotto una specie di arco naturale, poi la volta della fognatura s'abbassa di colpo e allora bisogna chinarsi. "Due ore nell'acqua sporca che arrivava a mezza gamba e anche più su, a un certo punto la sfioravo con la faccia" racconta il poliziotto. "Mi sentirò la puzza addosso per giorni, qui non bastano venti docce".

    L'intestino di Torino non è un luogo di fughe improvvise, è un territorio organizzato dalle bande. Queste erano le gallerie di Pietro Micca, il kamizake contro i francesi, e delle carrozze del Re, oggi è un incrocio di strade nere per lo spaccio di droga, per sparire e riapparire altrove sotto una grata divelta o un tombino. C'è chi ci vive, come i quindici bambini e ragazzi magrebini trovati negli scantinati della casa che fu di Gramsci, in piazza Carlina, cuore barocco torinese.

    Succede sotto il centro storico, sotto il parco più importante della città, sotto la stazione di Porta Nuova e San Salvario ma anche sotto Porta Palazzo, la zona del mercato, dove i "napuli" di Mimì Metallurgico sono stati sostituiti dagli africani, dagli islamici con le moschee nei palazzi decrepiti e i loro negozi, le bancarelle del tè verde e delle spezie, le macellerie soprattutto. Qui, in via Noè, è stato appena scoperto un nodo di gallerie che collegavano un phone center con il cortile di una casa popolare di ringhiera, dallo spacciatore al consumatore senza mai uscire alla luce. Come non uscivano certi clienti del phone center, così gli agenti del commissariato Dora Vanchiglia hanno pensato che non potevano essere spariti nel nulla. Nel nulla no, nella pancia della città invece sì.

    "Io guadagno anche trecento euro al giorno e non penso proprio di tornare a casa, in Marocco, è un posto troppo brutto" racconta Nabil, spacciatore di tredici anni che ne dichiara sei e indossa solo scarpe da ginnastica firmate. Come lui, altri cinquanta ragazzini fanno i corrieri della droga, nelle strade e in piazza Vittorio Veneto, e adesso nelle fogne, l'ultima novità dello spaccio. Poi ci sono i bambini rumeni che invece borseggiano e scippano, ci sono le piccole prostitute, i mendicanti ai semafori, un mondo sommerso che sa di sottosuolo anche quando non entra e non esce dai tombini. "Nell'arco di un anno intercettiamo circa quattrocento minori" spiega Laura Marzin, responsabile dell'Ufficio minori stranieri del Comune. "Non si può fare molto a parte esserci, offrire l'esempio di un adulto positivo, ma questi sono ragazzi senza più paura di nulla, disperati, aggressivi".

    Come i bambini di Bucarest, vivono e scappano e spacciano e si bucano e qualche volta muoiono lì sotto, con poca aria e ancora meno voglia di respirarla, dove un tubo di scarico è largo mezzo metro ma sempre più di qualunque futuro, molto di più.

    (14 marzo 2005)

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  2. #2
    piemonteis downunder
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    Le leggi del mercato. C'e' la domanda (di droga e prostituzione),
    c'e' l'offerta...e in mezzo c'e' lo stato itagliano che, tramite
    il proibizionismo, garantisce ai maghrebini l'esclusiva
    del traffico, esentasse, senza controlli e con terribili
    conseguenze di criminalita' e degrado sociale.

    Ah gia', il proibizionismo lo vogliono bossi e fini
    e il resto della destra...e allora non lamentatevi.

    Sempre per essere polemico: notate che la politica
    proibizionista della destra ha fatto arrivare in Padania
    molti piu' immigrati e di carattere molto peggiore
    di quelli incoraggiati ad arrivare dalla politica
    multiculturalista della sinistra. Lo scrivo a beneficio
    di quelli che dicono "non importa piu' l'autonomismo,
    le battaglie di liberta', ecc, l'unica cosa che conta
    e' battere la sinistra perche' portano immigrati".

  3. #3
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    In origine postato da aussiebloke


    Sempre per essere polemico: notate che la politica
    proibizionista della destra ha fatto arrivare in Padania
    molti piu' immigrati e di carattere molto peggiore
    di quelli incoraggiati ad arrivare dalla politica
    multiculturalista della sinistra.
    Ma non pensi che se la sinistra ha perso le scorse elezioni sia anche a causa di come ha gestito il problema dell'immigrazione? La ricordi la Turco-Napolitano? Non cercare la polemica dove non esiste. Sono d'accordo che l'autonomismo/indipendentismo debba restare in primo piano, ma un movimento padanista non può ignorare i problemi della società padana e le domande di sicurezza e legalità che emergono dalla "maggioranza" silenziosa. Anzi: bisognerebbe conciliare l'autonomismo con la necessità di avviare politiche di maggior controllo delle strade, cosa possibile solo se si predispongono ampi strumenti locali di "prevenzione" e repressione della micro-criminalità. Sull'anti-proibizionismo ho molti dubbi: a parte il lato "culturale" della vicenda, non credo risolverebbe molti problemi. Si tratterebbe di una legalizzazione di certe prassi, il che non sottrarrebbe eventuali "legali" dalla concorrenza "nera". Inoltre dubito che, sottoposto a referendum, l'anti-proibizionismo su droga e prostituzione vincerebbe.

  4. #4
    piemonteis downunder
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    Zena, non ho dubbi che la sinistra abbia perso
    le elezioni per la questione immigrazione, e sono 100%
    d'accordo con te che sia importante per la gente, ecc.

    Non so come andrebbe un eventuale referendum sul
    proibizionismo...sarebbe democratico almeno farlo, pero', non credi?

    Il mio argomento e' che la politica proibizionista
    della destra purtroppo fa ancora piu' danni e porta ancora
    piu' delinquenti allogeni della politica multiculturalista della sinistra.
    E quindi non sarebbe male se in partiti anti-immigrati
    come la Lega si potesse per lo meno discutere
    apertamente se il proibizionismo sia utile o dannoso.

  5. #5
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    In origine postato da aussiebloke
    Zena, non ho dubbi che la sinistra abbia perso
    le elezioni per la questione immigrazione, e sono 100%
    d'accordo con te che sia importante per la gente, ecc.

    Non so come andrebbe un eventuale referendum sul
    proibizionismo...sarebbe democratico almeno farlo, pero', non credi?

    Il mio argomento e' che la politica proibizionista
    della destra purtroppo fa ancora piu' danni e porta ancora
    piu' delinquenti allogeni della politica multiculturalista della sinistra.
    E quindi non sarebbe male se in partiti anti-immigrati
    come la Lega si potesse per lo meno discutere
    apertamente se il proibizionismo sia utile o dannoso.
    Alla fine, giustamente, dovrebbe essere il popolo a pronunciarsi, nel rispetto delle diverse sensibilità che si riscontrano a ogni angolo. Non si può chiaramente lasciare al Parlamento "nazziunale" l'autorità per prendere decisioni di questa sorta.

  6. #6
    PADANIA LIBERA!
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    Predefinito Re: Il contributo degli extra a Torino

    In origine postato da Dragonball
    Nelle gallerie sotto la città la polizia municipale dà la caccia
    alla nuova mala di pusher magrebini di 14 anni
    Come topi nel ventre di Torino
    le baby gang invadono le fogne

    Ragazzi senza più paura di nulla, disperati e aggressivi
    Vivono e forse muoiono là sotto
    di MAURIZIO CROSETTI

    L'intestino di Torino non è un luogo di fughe improvvise, è un territorio organizzato dalle bande. Queste erano le gallerie di Pietro Micca, il kamizake contro i francesi, e delle carrozze del Re, oggi è un incrocio di strade nere per lo spaccio di droga, per sparire e riapparire altrove sotto una grata divelta o un tombino. C'è chi ci vive, come i quindici bambini e ragazzi magrebini trovati negli scantinati della casa che fu di Gramsci, in piazza Carlina, cuore barocco torinese.

    (14 marzo 2005)

    Due cose...la prima è che il merito di questo va alla gentaglia che guida Torino.Provate a dire al sindaco che gli immigrati portano problemi.

    Seconda cosa...perchè offendere la memoria di Pietro Micca,chiamandolo kamikaze,come se fosse uno degli esaltati musulmani che si fanno saltare in aria sia nei pressi di un asilo che in ospedale.
    Saluti Padani

  7. #7
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    In origine postato da aussiebloke
    Le leggi del mercato. C'e' la domanda (di droga e prostituzione),
    c'e' l'offerta...e in mezzo c'e' lo stato itagliano che, tramite
    il proibizionismo, garantisce ai maghrebini l'esclusiva
    del traffico, esentasse, senza controlli e con terribili
    conseguenze di criminalita' e degrado sociale.

    Ah gia', il proibizionismo lo vogliono bossi e fini
    e il resto della destra...e allora non lamentatevi.

    Sempre per essere polemico: notate che la politica
    proibizionista della destra ha fatto arrivare in Padania
    molti piu' immigrati e di carattere molto peggiore
    di quelli incoraggiati ad arrivare dalla politica
    multiculturalista della sinistra. Lo scrivo a beneficio
    di quelli che dicono "non importa piu' l'autonomismo,
    le battaglie di liberta', ecc, l'unica cosa che conta
    e' battere la sinistra perche' portano immigrati".
    io cazzate ne ho sentite ma questa le batte tutte...
    quindi per combattere l'immigrazione droga libera di stato?

  8. #8
    PADANIA LIBERA!
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    In origine postato da aussiebloke
    Sempre per essere polemico: notate che la politica
    proibizionista della destra ha fatto arrivare in Padania
    molti piu' immigrati e di carattere molto peggiore
    di quelli incoraggiati ad arrivare dalla politica
    multiculturalista della sinistra. Lo scrivo a beneficio
    di quelli che dicono "non importa piu' l'autonomismo,
    le battaglie di liberta', ecc, l'unica cosa che conta
    e' battere la sinistra perche' portano immigrati".

    Forse è vero..difatti quando c'era la sinistra al governo non c'erano immigrati che vendevano droga,non c'erano albanesi che rapinavano nelle ville,in Torino e nelle altre grandi città non c'erano immigrati che spacciavano,rubavano,uccidevano,ecc e così via.Rivogliamo gli immigrati che ci dava la sinistra!

    Saluti Padani

 

 

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