Risultati da 1 a 7 di 7
  1. #1
    w i punkillonis
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    Predefinito Po èssere nos etotu - festa de sardos

    ses cumbidau a participare, organisare e agiudare



    Po èssere nos etotu

    festa de sardos

    chenabura, 18.03.2005, Casteddu, bia de Roma, h.10.00





    Manifestatzione de denuntzia e proposta contras a sa politica culturale de su guvernu regionale chi truncat s’identidade, sa limba, sas traditziones populares, sa mùsica sarda, is liberos sotzios e s’editoria minore.





    Nostames sas promintas in campagna eletorale, sa finantziaria regionale est unu dannu contras a sa cultura sarda. Agiudat atividades de importatzione e no afortiat sas cosas nostras. Est totu una trampa po nos globalizare mengius?





    in tames



    est ora de cumintzare a mudare, participa, organisa e agiuda a



    po essere nos etotu

    festa de sardos



    denuntzia e proposta contra

    a sa limba e cultura truncadas





    chenabura 18 de su mese de martzu , Casteddu, bia de Roma in cara a su Consillu Regionale, h. 10.00



    beni tue e batti àtera gente

    si seus in medas est mengius

    a custa festa de denuntzia e proposta





    ant addiliu finas a como: Sotziu Limba Sarda, Federatzione Italiana Traditziones Popolares, Comitau abbia a unu sardu comunu, Comitau paris po su Sardu, Gruppo Folk Città di Quarto, ……



    si boles addilire tue puru iscrie a sotziulimba@tiscali.it o telefona a 340.5506586

    o comente persone o comente sotziu





    po àteras novidades bae a www.sotziulimbasarda.net



    Manifesto





    La politica culturale del Governo Regionale e della maggioranza che lo sostiene, nonostante una campagna elettorale di promesse all'insegna della valorizzazione della sardità, è palesemente basata sulla discriminazione sociale e politica dell’identità, della lingua sarda, del libero associazionismo, delle tradizioni popolari, dei gruppi strumentali di musica sarda e dell’editoria minore.

    I segnali in questi mesi sono stati numerosi, ma le proposte di tagli contenute nel bilancio 2005 lo confermano ulteriormente. Ma oltre la rigida politica finanziaria ciò che si vuole denunciare è l'orizzonte di politica culturale che si profila in questi primi mesi del nuovo governo regionale.

    Prevale, nella Giunta e nei gruppi consiliari che procedono a ranghi compatti, una visione provincialistica e inadeguata della realtà culturale dell’isola. Si sceglie di destinare le risorse dei sardi alle grandi istituzioni statali. Si sostiene l’importazione culturale e l’effimero musicale e letterario invece di costruire uno scenario strutturalmente libero, equilibrato, pluralista, multilingue così come sarebbe auspicabile per la Sardegna e come prevedono le normative europee e statali. Alla giunta non interessa la coesione sociale della comunità sarda, ma i problemi degli individui, degli artisti, delle cosidette “eccellenze”.

    Non vale più la giustificazione che il bilancio è in rosso e bisogna fare sacrifici. I tagli, per la legge 26, 64 e 22 vanno a senso unico, mentre per altre voci si trovano sempre soluzioni.

    I tagli sull'identità culturale raggiungono punte dell’80 per cento (vedi tabella in limba sotto) in assenza di qualsiasi proposta o progetto di governo, ma solo indifferenza, sufficienza e disinteresse. Si profila, secondo le leggi europee, una discriminazione dei diritti civili di coloro che parlano e vivono sardo.

    Sarebbe ora di smettere di fingere e di dire realmente ciò che si pensa del bilinguismo, dell’identità, dei gruppi di ballo e dei canti a tenores in modo che i sardi, anche in vista delle prossime elezioni, si facciano un’idea più precisa della “politica dell’identità” governo regionale.

    Nel frattempo protestiamo vivamente e chiediamo che nell’aula del Consiglio Regionale si metta rimedio a questa paradossale situazione.

    Lanciamo un’appello a tutti i sostenitori della lingua, della cultura e dell’identità sarda perché vigilino, interroghino, verifichino, protestino insieme a noi.

    E partecipino alla iniziativa di protesta che si terrà venerdì 18 marzo 2005 alle ore 10.00 presso via Roma di fronte alla sede del Consiglio Regionale. E' un sacrificio in un giorno feriale, ma bisogna farlo. Altrimenti non ci si potrà lamentare se le cose vanno male.

    Per protestare partecipate alla manifestazione di venerdì 18 marzo 2005 a Cagliari, via Roma, fronte Consiglio Regionale, h.10.00.

    Faremo una festa, come nelle nostre migliori tradizioni.



    po àteras novidades bae a www.sotziulimbasarda.net



    Non mancate, diffondete questo messaggio. Ditelo ai vostri amici. Aderite a questo manifesto con una mail a sotziulimba@tiscali.it o una telefonata ai numeri 340.5506587 - 3483318625 - 3391573868


    Non puoi mancare è un tuo preciso dovere venire e portare altre persone




    Ecco lo schema dei tagli secondo la proposta della giunta.


    po àteras novidades bae a www.sotziulimbasarda.net

  2. #2
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    Predefinito

    Kini est ki hat nau ca cun custa junta regionali si fiat respirendi aria de neu sardismu?

  3. #3
    Jùliu Kerki
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    Predefinito

    Originally posted by Noraxi
    Kini est ki hat nau ca cun custa junta regionali si fiat respirendi aria de neu sardismu?
    ... is meris de is arresis, ki depiant bendi e narant ca funti prus grassus de su ki funti

  4. #4
    .
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    Predefinito Tagli alla cultura perchè?

    Ogni popolo fa nascere le sue solide basi sulla sua cultura e sulla sua storia.

    Oggi ho fatto un giro nelle biblioteche, ho parlato con gli operatori e mi hanno riferito che a causa dei drastici tagli non possono acquistare molti libri e devono fare i turni, perche aspettano lo stipendio da circa 2 mesi, ma se la regione non paga, niente soldi.

    E' uno schifo, stiamo facendo dei passi da gigante, indietro.

    Speriamo che le cose cambino, altrimenti continueranno a farci il lavaggio del cervello.

  5. #5
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    Predefinito Re: Tagli alla cultura perchè?

    Originally posted by Giacomo
    Ogni popolo fa nascere le sue solide basi sulla sua cultura e sulla sua storia.

    Oggi ho fatto un giro nelle biblioteche, ho parlato con gli operatori e mi hanno riferito che a causa dei drastici tagli non possono acquistare molti libri e devono fare i turni, perche aspettano lo stipendio da circa 2 mesi, ma se la regione non paga, niente soldi.

    E' uno schifo, stiamo facendo dei passi da gigante, indietro.

    Speriamo che le cose cambino, altrimenti continueranno a farci il lavaggio del cervello.
    ************************************************
    A re Silvio I° rendono economicamente meglio, ed ideologicamente pure, le televisioni.

    La "nave" Italia "imbarca acqua", parecchia, ............. e bisogna allegerire lo scafo buttando il carico a mare.
    .............. e la cultura è il peso più inutile.
    In tutti i casi lui ed i suoi sodali stra-plutocratici hanno di che guadagnarci, anche se la nave affondasse veramente.

  6. #6
    w i punkillonis
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    Predefinito Re: Re: Tagli alla cultura perchè?

    Originally posted by duas' atzasa
    ************************************************
    A re Silvio I° rendono economicamente meglio, ed ideologicamente pure, le televisioni.

    La "nave" Italia "imbarca acqua", parecchia, ............. e bisogna allegerire lo scafo buttando il carico a mare.
    .............. e la cultura è il peso più inutile.
    In tutti i casi lui ed i suoi sodali stra-plutocratici hanno di che guadagnarci, anche se la nave affondasse veramente.
    in questo caso è Soru il re che taglia, Silvio non due inntrat nudda: non attribuiamoli troppi meriti s'iscuru....

    L

  7. #7
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    Predefinito Tagli e ritagli

    Non per voler fare l'avvocato di Soru (non ne ho la procura), persona che ha denominato il movimento di cui è promotore "PROGETTO SARDEGNA" (nome simile al "PROGRAMMA ITALIA" e varia, di Silvio), ma Renato Soru non è neppure un marchese in confronto.

    La Regione ha operato una scelta, certo, ma i soldi che il governo centrale stanzia per le amministrazioni periferiche è sempre meno:
    MENO SPRECHI = MENO TASSE è lo slogan di Forza Italia.
    La cultura e la cosa pubblica sono considerati SPRECHI.

    Il discorso è molto più complesso, ovvio.

 

 

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