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    Predefinito Riforme in ritardo, Calderoli si dimette

    «Ho la benedizione di Bossi. È un sasso lanciato sui problemi della Cdl»
    Riforme in ritardo, Calderoli si dimette
    Ribatte subito Berlusconi: «Non c'è nessun ritardo sulle riforme». Accusa il ministro: «In Cdl sabotatori in alte cariche istituzionali»

    Roberto Calderoli (Ansa)
    ROMA - Roberto Calderoli ha annunciato le proprie dimissioni da ministro delle Riforme per il ritardo nell'approvazione della devolution. Ma subito riceve la risposta del presidente del Consiglio: «Non c'è alcun ritardo nell'approvazione delle riforme», ha ribattuto Berlusconi, «e quindi non c'è bisogno di rimettere alcun mandato. Sono sicuro che il Senato approverà le riforme costituzionali nei tempi previsti, nonostante l'ostruzionismo senza limiti dell'opposizione».
    Calderoli non fa marcia indietro però apre già ampi spiragli. «Berlusconi mi ha risposto, ma adesso alle dichiarazioni devono seguire i fatti. Il gesto delle mie dimissioni è un sasso lanciato sui problemi dell'intera coalizione, a cui bisogna dare risposta». Le sue dimissioni, dice, hanno la benedizione di Umberto Bossi. Calderoli prosegue: «Queste dimissioni non sono contro gli alleati, tanto meno contro il presidente del Consiglio. Sono contro quei portavoce del vecchio che agiscono in Parlamento», dice il ministro per le Riforme che esclude che le sue dimissioni «rappresentino un problema politico». Poi replica a chi, come La Russa, aveva parlato di «sceneggiata»: «Vado avanti sulla mia decisione, che è definita. Io parlo con Fini e non con La Russa. Poi - conclude - un siciliano non può parlare di Padania».

    Calderoli era succeduto a Umberto Bossi a capo del dicastero per le Riforme. «Rimetto il mandato nelle mani di Bossi e Berlusconi», ha affermato in una nota Calderoli, motivando la decisione con il mancato rispetto del patto fondante della Casa delle libertà sulle riforme.
    «Ho dato l'anima e il sangue», spiega il ministro, ma contro le riforme istituzionali si è scatenato un «fuoco amico» che tocca a Silvio Berlusconi fermare. «Il cammino delle riforme fin qui percorso al Senato dimostra la volontà politica delle forze della Casa delle libertà di realizzarle, ma anche la presenza, nelle file della maggioranza, di sabotatori che, purtroppo, ricoprono anche importanti cariche istituzionali».
    «A difendermi dai nemici basto io», prosegue Calderoli. «Ma quando il fuoco, invece, risulta essere 'amico', fermare i sabotatori è compito del presidente del Consiglio, che si era impegnato sia sul progetto sia sulle date entro cui realizzarlo. Se non sarà così temo che poi le dimissioni arrivino a cascata».

    «Dopo quattro anni la Casa delle libertà avrebbe avuto la possibilità di dimostrare veramente di essere una coalizione che vuole cambiare il Paese, approvando le riforme all'esame del Parlamento», continua Calderoli. «Non si sarebbe trattato di un ricatto della Lega nord, come strumentalmente si sarebbe voluto far credere dall'opposizione, non ci sarebbero stati fini elettorali di mezzo, ma si sarebbe trattato soltanto di dimostrare che le promesse elettorali fatte al popolo nel 2001 erano vere e non erano panzane. Tra due settimane ci saranno le elezioni regionali e sarà l'occasione per dimostrare in maniera inequivoca se si è o meno a favore del federalismo e quindi se si è riformatori o restauratori».

    MARONI: «RIFORME ENTRO PASQUA O ARRIVEDERCI» - La lettera di dimissioni di Calderoli era stata anticipata qualche ora prima da una dichiarazione del ministro del Welfare, Roberto Maroni: «Ci aspettiamo che la riforma della devoluzione venga approvata prima di Pasqua. Se sarà così lunga vita a questo governo e a questa maggioranza, altrimenti arrivederci e tanti saluti. Siccome Berlusconi ha garantito che gli accordi saranno rispettati, se sarà così bene, se no non ci sarà nessun governo e nessun accordo nelle varie regioni. Attendiamo di saperne di più nelle prossime ore».
    12 ARTICOLI E 319 EMENDAMENTI - Per concludere l'esame del ddl costituzionale sulle riforme, su cui il ministro Calderoli ha annunciato le dimissioni, il Senato deve ancora affrontare l'esame di 12 articoli con la discussione e la votazione di 319 emendamenti. A questo va aggiunto anche il tempo da dedicare alle dichiarazioni di voto. All'incirca il tempo prevedibile è di 5-7 ore per l'esame degli articoli rimanenti. Infatti oggi l'Aula ha iniziato l'esame dell'art. 41, su 53, interrompendo poi per mancanza del numero legale.
    17 marzo 2005
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  2. #2
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    Predefinito

    L'ira della Lega dopo il rinvio per mancanza di numero legale
    "O si cambia la Costituzione entro Pasqua o il governo va a casa"
    Riforme, governo nel caos
    Il ministro Calderoli si dimette
    Berlusconi: "I tempi sono rispettati, dimissioni non necessarie"


    Il ministro Calderoli
    ROMA - Calderoli dice basta. All'ennesimo stop sull'iter parlamentare delle riforme istituzionali prende carta e penna e rimette il mandato "nelle mani di Bossi e Berlusconi" e poi minaccia: "Se continua così ci saranno dimissioni a cascata" e, di fronte alle blandizie che vengono dalla maggioranza ed alle ironie dell'opposizione, poco dopo rilancia: "Sono irrevocabili, torno alla famiglia". "Le mie dimissioni hanno la benedizione di Bossi", aggiunge poi per far capire che non è uno scherzo. E' il penultimo atto di una giornata che ha visto la Lega all'attacco e la maggioranza in fibrillazione. Il premier Silvio Berlusconi interviene in serata: "I tempi sono rispettati, dimissioni non necessarie". Poi, c'è ancora spazio per una battuta di Calderoli bene attento a far capire che non ce l'ha col capo del governo: "Berlusconi? Lui mi ha già
    risposto, sia a mezzo stampa, sia di persona. Ma adesso alle dichiarazioni devono seguire i fatti".

    Una giornata difficile per la maggioranza, iniziata con il voto contrario espresso stamane dalla Lega al Senato sul disegno di legge per il mandato di arresto europeo, poi l'affondo combinato Calderoli-Maroni sulle riforme davanti ai ritardi nell'esame del provvedimento.

    "Finora - aveva detto Calderoli- stiamo marciando con il passo del gambero. E' ancora possibile approvare le riforme prima di Pasqua ma i patti devono essere rispettati, altrimenti saltano tutti i patti". Irritazione che Calderoli ha comunicato al collega Roberto Maroni che ha rincarato la dose. "Ci aspettiamo - ha detto il ministro del welfare - che la riforma della devoluzione venga approvata prima di Pasqua. Se sarà così lunga vita a questo governo e a questa maggioranza, altrimenti arrivederci e tanti saluti".

    "Spero che arriveremo a continuare la legislatura - ha aggiunto Maroni - poco fa mi ha telefonato Roberto Calderoli, da Roma, molto preoccupato del fatto che in Senato le cose non stanno andando molto bene". "Siccome il presidente Berlusconi ha concluso Maroni - ha garantito che gli accordi saranno rispettati, e cioé che la devoluzione sarà approvata prima di Pasqua, se sarà così bene, se non sarà così non ci sarà nessun Governo e nessun accordo nelle varie regioni. Attendiamo di saperne di più nelle prossime ore".

    Ma passano poche ore e dal ministero delle Riforme parte un fax con le dimissioni: "Ho dato l'anima e il sangue per realizzare questo progetto di riforma costituzionale e per contrastare il fuoco 'nemico'. A difendermi dai nemici basto io, ma quando il fuoco, invece, risulta essere 'amico', fermare i sabotatori è compito del presidente del Consiglio, che si era impegnato sia sul progetto sia sulle date entro cui realizzarlo. Se non sarà così temo che poi le dimissioni arrivino a cascata...".

    Dopo quattro anni, scrive ancora Calderoli, "la Casa delle libertà avrebbe avuto la possibilità di dimostrare veramente di essere una coalizione che vuole cambiare il Paese, approvando le riforme all'esame del Parlamento: non si sarebbe trattato di un ricatto della Lega Nord, come strumentalmente si sarebbe voluto far credere dall'opposizione, non ci sarebbero stati fini elettorali di mezzo, ma si sarebbe trattato soltanto di dimostrare che le promesse elettorali fatte al popolo nel 2001 erano vere e non erano delle panzane".

    Immediata la replica di Berlusconi: "Non ci saranno
    ritardi sulle riforme. Non ci sarà bisogno di rimettere alcun mandato. Sono sicuro che il senato approverà le riforme costituzionali nei tempi previsti, nonostante l'ostruzionismo senza limiti dell'opposizione".

    Lo sfogo di Calderoli fa seguito a quanto avvenuto oggi a Palazzo Madama dove, dopo che la seduta era stata sospesa per ben quattro volte per la mancanza del numero legale, la presidenza ha deciso di rimettere nel cassetto il disegno di legge di riforma costituzionale e di passare all'esame di un altro provvedimento.

    Poco prima il Senato, non l'aula questa volta ma la commissione Giustizia, era stato teatro dell'ennesima spaccatura nella maggioranza con i parlamentari della Lega che hanno votato contro il disegno di legge per il mandato di arresto europeo distinguendosi dal resto della Cdl. Il provvedimento è stato comunque approvato con l'astensione dell'opposizione, ma dovrà tornare alla Camera per il via libera definitiva in quanto oggi è stato reintrodotto l'articolo 4, eliminato a Montecitorio proprio grazie al voto contrario del Carroccio.

    Il punto controverso del Ddl è quello che prevede il rapporto diretto tra le autorità giudiziarie dei paesi in condizioni di reciprocità, ma a patto che sia previsto da specifici accordi internazionali.

    (17 marzo 2005
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  3. #3
    Totila
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    Sono dimissioni vere o dimissioni con riserva?
    Di qui a Pasqua ci sono ancora diversi giorni...
    Cmq è chiaro che gli anali, gli udiccini e i forzisti della devolution non frega un cappero. Forse con questa mossa accellereranno l'iter. Ma ne dubito.

  4. #4
    Ridendo castigo mores
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    Originally posted by Totila
    Sono dimissioni vere o dimissioni con riserva?
    Di qui a Pasqua ci sono ancora diversi giorni...
    Cmq è chiaro che gli anali, gli udiccini e i forzisti della devolution non frega un cappero. Forse con questa mossa accellereranno l'iter. Ma ne dubito.
    e' probabile che abbiano stime elettorali da cui possano ritenere la lega nord " uccidibile" gia' adesso alle regionali

    Daltronde nella vacatio di bossi la "nanodirigenza" ha fatto perecchie pirlate e il bossi bis non sembra proprio lucidissimo e libero nel movimento ..visto le sue "vicende famigghiari" ..

  5. #5
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    Maroni, dimissioni sono cosa seria
    'Senza riforma non c'e' piu' Cdl, alleati vadano a votare'
    (ANSA) - VENEZIA, 18 MAR - Le dimissioni dei ministri leghisti verranno valutate nelle prossime ore e 'dipenderanno da come andranno le cose', dice Maroni. Il ministro del welfare, che ha disertato il consiglio dei ministri per un convegno della Lega a Venezia, ha aggiunto che 'le riforme sono la ragione stessa dell'esistenza della Cdl: senza le riforme fatte nei tempi pattuiti non c'e' piu' la Cdl'. 'Gli alleati invece di fare battute fuori luogo dovrebbero convincere i propri senatori a recarsi a votare'.
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  6. #6
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    Dopo le dimissioni di Calderoli, anche il ministro del welfare
    diserta il Consiglio dei ministri: "Siamo molto incazzati"
    Lega, solo Castelli a Palazzo Chigi
    ma il premier è sereno: "Tutto risolto"
    Berlusconi chiude la crisi: "Le riforme si faranno entro Pasqua"


    Roberto Maroni
    ROMA - Consiglio dei ministri con presenza leghista ridotta al minimo questa mattina. A Palazzo Chigi si è presentato infatti solo il guardasigilli Roberto Castelli, mentre non si sono fatti vedere il ministro dimissionario delle Riforme Roberto Calderoli e neppure il collega Roberto Maroni. Due assenze che apparentemente non hanno tolto il buonumore a Berlusconi. "Incontrerò a minuti il ministro
    Calderoli - ha detto il premier - in ogni caso ho dato garanzie che il Senato approverà il pacchetto di riforme prima di Pasqua. Bastano cinque ore e mezza di lavoro. Penso che tutto sia risolto".

    Poco prima Maroni, da Venezia, aveva messo in guardia Berlusconi ribadendo che sulle rifrome costituzionali la Lega pretende la "rassicurazioni dei fatti". "Se durante la prossima settimana il Senato voterà definitivamente le riforme così come stabilito tutto bene - ha spiegato il ministro del welfare - se no tutto male", perché "le rassicurazioni vengono dai fatti". "E' una cosa molto seria - ha proseguito - e ripeto, credo che gli alleati invece di fare battute fuori luogo dovrebbero convincere i propri senatori a recarsi a votare nei prossimi giorni".

    "La preoccupazione che abbiamo - ha aggiunto - è che gli impegni non vengano rispettati da parte degli alleati, perché per noi le riforme non sono una variabile, sono la ragione stessa dell'esistenza della Cdl: senza le riforme fatte nei tempi pattuiti non c'è più la Cdl".

    "C'era un accordo politico di maggioranza garantito dal presidente del Consiglio con la sua parola personale - ha ricordato ancora Maroni - che le riforme sarebbero state approvate prima di Pasqua e ciò non sta avvenendo". Quindi, ha concluso il ministro della Lega, "ce l'abbiamo con tutti coloro che dicono una cosa e ne fanno un'altra, non mantengono i patti e questo ci fa molto incazzare".

    (18 marzo 2005)
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

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    Calderoli si dimette da ministro
    La decisione in serata dopo l’ennesimo rinvio delle votazioni sul Federalismo

    Di fronte alle continue sospensioni per mancanza del numero legale, Roberto Calderoli l’aveva annunciato nel primo pomeriggio: «O le riforme vanno avanti o salta tutto». Dopo poche ore le sue parole hanno iniziato a tramutarsi in realtà, e lo stesso ministro per le Riforme costituzionali rimetteva ufficialmente il suo mandato nelle mani di Umberto Bossi e di Silvio Berlusconi.

    PRIMA LE SOSPENSIONI POI IL RINVIO

    Già il numero legale, la cui verifica veniva continuamente richiesta da una sinistra a corto di argomenti (come avrebbe detto più tardi lo stresso Calderoli), mancava per la quarta volta al Senato che ancora non era mezzogiorno. E via alla quarta sospensione dei lavori a Palazzo Madama, dove il testo della riforma federalista era faticosamente in votazione.
    «I senatori, che stanno votando gli emendamenti al ddl sulle riforme istituzionali, torneranno a riunirsi nell’aula di palazzo Madama alle 11,55», annunciava l’Adnkronos. Dopo mezz’ora appena le agenzie di stampa battevano la notizia del rinvio a lunedì.

    PRIME AVVISAGLIE

    «Ci aspettiamo che la riforma della devoluzione venga approvata prima di Pasqua. Se sarà così lunga vita a questo governo e a questa maggioranza, altrimenti arrivederci e tanti saluti», avvertiva intanto da Padova un altro ministro leghista, Roberto Maroni. E spiegava: «Spero che arriveremo a continuare la legislatura. Poco fa mi ha telefonato Roberto Calderoli, da Roma, molto preoccupato del fatto che in Senato le cose non stanno andando molto bene».

    PACTA SUNT SERVANDA

    Intanto Roberto Calderoli continuava a chiedere il rispetto dei patti da parte degli alleati. «Le riforme non sono andate molto avanti, si sta procedendo un po’ con il passo del gambero - spiegava ai giornalisti - ma è ancora possibile approvarle entro Pasqua. Sono nel patto con l Cdl e quindi devono essere rispettate. Altrimenti saltano tutti i patti. “Pacta servanta sunt”».
    Non avendo ricevuto poi le necessarie assicurazioni, verso sera Calderoli metteva in atto quanto detto, rimettendo il suo mandato di ministro per le Riforme «nelle mani di Umberto Bossi e di Silvio Berlusconi».
    Immediate le reazioni di alleati e opposizione.

    BERLUSCONI: GARANTISCO IO

    Chiamato in causa come garante, il premier assicurava: «Non ci saranno ritardi sulle riforme, non ci sarà bisogno di rimettere alcun mandato. Sono sicuro che il Senato approverà le riforme costituzionali nei tempi previsti nonostante l’ostruzionismo senza limiti dell’opposizione».

    GLI INVITI A RIPENSARCI

    «La Lega vuole le riforme. E se Calderoli si dimette le riforme non si fanno più. Invece io sono tranquillo e sereno: a Pasqua mancano ancora quindici giorni e ieri al Senato ci sono state 180 votazioni e sono state approvati già 40 articoli», dichiarava a caldo il ministro per i Rapporti con il Parlamento Carlo Giovanardi.
    «Capisco l’amarezza dell’amico Roberto Calderoli e lo invito a ritirare subito le dimissioni da ministro delle Riforme», gli faceva eco il presidente dei senatori di An, Domenico Nania. «Il lavoro svolto insieme per le riforme - aggiungeva Nania - serve al Paese per modernizzarlo ed ai cittadini, non serve solo ad An, alla Lega o alla Cdl, come sostiene la sinistra. Se dovessero eventualmente nascondersi sabotatori, ma non credo ve ne siano, saranno neutralizzati dal voto che ci apprestiamo a dare nei tempi stabiliti».

    MARONI: PRONTI AD ANDARCENE

    Dalla sponda leghista tornava a farsi sentire Maroni: «Se la maggioranza tradisce l'impegno preso non c'è più la maggioranza, ciascuno di noi al governo farà ciò che ha fatto Calderoli. Se la riforma verrà approvata entro Pasqua, bene - aggiungeva Maroni - se no viene meno la ragione stessa per la quale è nata la Cdl, cioè la devolution». «Abbiamo ricevuto garanzie su garanzie - chiosava il ministro - che la riforma verrà approvata prima di Pasqua. Per questo abbiamo mantenuto un atteggiamento più morbido sul decreto competitività. Se adesso gli accordi non vengono mantenuti, ci sentiamo francamente presi in giro».
    Insomma, quello che vuol dire Maroni è che «manca la volontà politica» per arrivare all’approvazione della riforma costituzionale entro i termini concordati tra gli alleati della maggioranza. «Far passare la devolution - ha aggiunto - non è un problema tecnico, se lo si vuole c'è tutto il tempo per farlo...». Se lo si vuole...


    [Data pubblicazione: 18/03/2005]
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    Der Wehrwolf

 

 

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