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  1. #1
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    Certe scelte risultano non comprensibili ma non per questo non sono coerenti.
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    Predefinito Firme false:coinvolte anche Cdl e Unione; i Ds chiedono commissione d'inchiesta

    REGIONALI/ SINISCALCHI (DS):COMMISSIONE INCHIESTA SU FIRME FALSE

    In Campania liste sospette anche per Cdl e Unione

    Roma, 14 mar. (Apcom) - "Propongo l'istituzione di una commissione parlamentare di inchiesta che in tempi rapidi faccia almeno un'indagine conoscitiva sul fenomeno delle firme false, sui modi di presentazione delle candidature, e trasmetta gli atti alla magistratura". Lo dice a Radio Radicale il presidente della giunta per le autorizzazioni di Montecitorio, Vincenzo Siniscalchi(Ds), che almeno in Campania ritiene il fenomeno diffuso sia nella Cdl che nell'Unione.

    "Anche questa volta - dice Siniscalchi - va dato atto ai Radicali di aver sollevato la questione non da ora, ma già in occasione di altre elezioni, quando sul piano della responsabilità giudiziaria hanno assunto l'iniziativa della denuncia. Quello che è brutto è che si faccia un caso di quella che è una prassi generalizzata".

    Osservando come oggi ci sia andata di mezzo la Mussolini "solo perché c'è stata una denuncia nei suoi confronti", l'esponente diessino auspica però che "non si faccia la politica dello struzzo". E Asiniscalchi denuncia il caso della Campania "dove, da un lato e dall'altro, vi sono una serie di listarelle che non si capisce come possano raccogliere le firme sufficienti". Ci sono, prosegue, "persone che hanno cambiato all'ultimo momento schieramento" e "penso ai vari 'Democrazia federalista', o a una serie di 'Repubblicani' ,'Liberlademocratici', a destra e a manca. Quando si mette una firma per una lista - ricorda - non lo si può fare anche per altre tredici liste. E su questo è stata fatta una legge pasticciata l'anno scorso in forma di sanatoria". Ma vista l'importanza della tornata elettorale, Siniscalchi trova "assurdo che non si faccia luce".

    copyright @ 2005 APCOM

  2. #2
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    http://www.radioradicale.it/primopiano.php?mostra=1288

    Ma la Mussolini non è un caso isolato
    Roma, 14 marzo 2005
    Trentadue firme valide su millecinquecento. Uno degli elenchi presenterebbe addirittura la data del 31 febbraio 2005. La procura di Roma ha esaminato una prima parte del carteggio acquisito agli atti dell'inchiesta aperta sulla lista di Alessandra Mussolini, dopo la denuncia di un candidato della Lista Storace. Mentre la leader di Alternativa sociale comincia lo sciopero della fame in attesa della decisione del Tar sul suo ricorso contro l'esclusione dalle prossime elezioni amministrative, nell'ufficio del procuratore Giovanni Ferrara a Piazzale Clodio si tiene un vertice alla presenza dei procuratori Achille Toro e Francesco Ciardi per stabilire le modalità di svolgimento delle indagini. Al termine, la decisione di acquisire la documentazione in possesso delle commissioni elettorali regionale e provinciale di Roma.

    Da tempo i radicali denunciano le incongruenze nella raccolta delle firme a sostegno delle candidature di tutti i partiti. Nel marzo 2000 presentarono 83 esposti in altrettante procure per segnalare le irregolarità. All'inizio di quest'anno Marco Pannella ha riproposto la questione con un dossier inviato alle autorità e ai giornali. La legalità delle prossime elezioni regionali era infatti la premessa per la richiesta di ospitalità ai due schieramenti politici. I radicali sottolineano inoltre il problema dell'aggiornamento degli elenchi elettorali, che spesso contengono i nominativi di persone decedute.

    Afferma adesso Daniele Capezzone: «Diciamoci la verità: se il problema è quello di colpire qualcuno che ha fatto pasticci in modo troppo grossolano, ci si può accontentare. Ma se invece - come spero - si vuole agire in modo serio e non ipocrita, si possono (e devono) fare due cose. Per subito, un controllo a tappeto, anche condotto con l'ausilio di osservatori internazionali (ad esempio, chiedendo un intervento immediato dell'Osce), su tutte le liste presentate da tutti, in tutta Italia. Per il futuro, poi, serve l'approvazione della proposta radicale. Prima si depositano le liste (complete di tutto il necessario: elenco definitivo dei candidati, simbolo, collegamenti, ecc.) presso una qualche sede pubblica (Tribunali, Corti d'appello, ecc.), e soltanto dopo si inizia la raccolta delle firme». (Roberta Jannuzzi)

    Il dossier sulle elezioni del 2000 (a cura di Marco Beltrandi)
    La sintesi del dossier realizzata da Radioradicale.it

  3. #3
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    Per il futuro serve una legge più intelligente, che ci faccia anche risparmiare soldi e carta. Prendiamo ad esempio le elezioni regionali. Se un partito ha già un gruppo consiliare, in regione o in un numero di province necessarie a prender parte alla consultazione, perchè dovrebbe raccogliere firme? Deve forse dimostrare di avere un consenso che ha già acquisito e che deve solo essere smentito, confermato o incrementato? A maggior ragione, poi, se ha un gruppo parlamentare. Gli altri movimenti neo-nati o privi di rappresentanti istituzionali dovrebbero raccogliere le firme ma essere messi nelle condizioni effettive di farlo. Ma se non hanno a disposizione "autenticatori", come risolvere la questione? Semplicemente istituendo una figura interna alla lista che si assuma la responsabilità, amministrativa e penale, della loro autenticità. Le firme dovrebbero poi essere controllate automaticamente (e nella misura più che necessaria ad accertare che non vi siano irregolarità) e non dietro eventuali esposti. A tutto ciò si deve aggiungere una vera e propria legge che colpisca le liste civetta, prassi che solo un paese come questo può tollerare.

  4. #4
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    Va bene, però a questo punto o si riammette la Mussolini, o si rimandano le elezioni in Lazio (tra l'altro a rischio annullamento se si procede...perchè ormai è chiaro che le irregolarità potrebbero essere tantissime ovunque) e si ridanno nuovi termini per la presentazione liste.

 

 

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