Ricerche delle università americane giustificano la mancata firma di Kyoto

L'inquinamento Usa? Colpa degli stranieri
Secondo Harvard e altri atenei, gli States sarebbero contaminati dallo smog messicano, dal mercurio cinese e dalla sabbia africana

NEW YORK - Gli americani importano di tutto – automobili, vestiti, birra – ma ultimamente gli scienziati hanno scoperto che esiste un altro tipo d’importazione, assai meno gradito: l’inquinamento. Secondo una mezza dozzina di studi realizzati da alcune autorevoli università americane (tra cui Harvard e l’Università di Washington), l’aria respirata da milioni di americani è contaminata dallo smog messicano, dal mercurio cinese e dalla polvere africana.
«Il vento trasporta questi elementi inquinanti oltre i confini degli Stati Uniti», scrive Usa Today, che dà ampio spazio a queste ricerche. Gli effetti della contaminazione sono tangibili. A partire dal mercurio emesso da fattorie e centrali elettriche in Cina, Corea ed altri paesi asiatici, che si deposita nei laghi e nei fiumi Usa, rendendo i pesci non commestibili. La sabbia dal deserto del Sahara è trasportata dal vento, oltre l’Atlantico, alzando il livello di particelle nell’aria oltre le norme federali a Miami e in altre città del sud.
Ad inquinare l’aria nei parchi nazionali in California e Texas ci pensano le nubi e l’ozono provenienti da fattorie, centrali elettriche e falò di Messico e Asia. «Il 30% dell’inquinamento americano è d’importazione - afferma David Parrish dell’Amministrazione Nazionale Oceanica ed Atmosferica. Secondo Daniel Jacob, della Harvard University -, nel 2020 l’inquinamento che viene dall’estero sarà il fattore primario di degrado ambientale nei nostri parchi nazionali e nel resto del paese».
L’articolo d’Usa Today cerca di giustificare e persino scagionare l’amministrazione Bush, nel mirino per aver abbandonato il protocollo di Kyoto. Mentre gli Stati Uniti negli ultimi tempi hanno cercato di diminuire le proprie emissioni di gas pericolosi, - teorizza l’autorevole quotidiano, - alcune nazioni, specialmente la Cina, emettono sempre più aria contaminata”. “L’inquinamento di altri paesi, - conclude il quotidiano - potrebbe annullare, di conseguenza, il miglioramento della qualità dell’aria in Usa, che è costata miliardi di dollari”. La colpa, in altre parole, è solo degli altri.
Alessandra Farkas
15 marzo 2005

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