Mussolini inizia lo sciopero della fame in attesa della decisione del Tar
Regionali, la Procura di Roma ha aperto tre fascicoli
Si indaga sulle firme depositate a sostegno della lista Trifoglio, il movimento Idea sociale e Verdi ecologisti
Roma, 14 mar. (Adnkronos) - Sono tre i fascicoli d'inchiesta aperti dalla Procura di Roma sulle presunte irregolarità che caratterizzano le liste elettorali presentate per le prossime elezioni regionali del 3 e 4 aprile. Per quanto riguarda l'indagine relativa alla lista Alternativa Sociale, che fa capo ad Alessandra Mussolini, è stato confermato che due cancellieri che hanno sottoscritto i verbali sono stati iscritti nel registro degli indagati. Si tratta di Elio Tabbì e Stefania Rodelli. I magistrati hanno esaminato già 1.500 delle 3.500 firme che dovevano accompagnare la lista. Dal controllo è risultato che sono soltanto 32 le firme autentiche.
Intanto, il Tar del Lazio ha comunicato che il ricorso presentato dall'onorevole Alessandra Mussolini contro il provvedimento dell'ufficio centrale regionale presso la Corte d'Appello di Roma, che ha escluso la sua lista dalla competizione elettorale regionale, verrà esaminato dalla sezione II bis, cui spetta la competenza in materia di elezioni regionali. La Camera di Consiglio è prevista per venerdì 18 marzo. In attesa della decisione, la Mussolini ha iniziato da oggi uno sciopero della fame.
Gli altri fascicoli aperti dalla procura romana riguardano la lista Trifoglio e il movimento Idea sociale, oggetto di denuncia da parte di Alessandra Mussolini, mentre il terzo fascicolo si riferisce alla lista Verdi ecologisti. Sulla situazione delle liste elettorali si è tenuto in Procura un vertice al quale hanno partecipato il procuratore Giovanni Ferrara, l'aggiunto Achille Toro e il pubblico ministero Francesco Ciardi, al quale sono affidati i tre fascicoli.
Per quanto riguarda i fascicoli relativi al movimento Idea sociale, alla lista Trifoglio, che appoggiano An, e alla lista Verdi ecologisti, la Procura procede al momento contro ignoti. Per Verdi ecologisti, l'avvio dell'indagine è dovuto alla denuncia di un autista, che lavora in Tribunale, il quale si è accorto della presenza della sua firma su una lista che non ha mai sottoscritto.




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