La Repubblica LUNEDÌ, 14 MARZO 2005
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IL RETROSCENA
I LEADER
Contano i voti o le Regioni conquistate? Bondi: da Berlusconi discorso di buon senso. Briguglio (An): forse meglio dirlo diversamente
Regionali, Fini imita il premier "Non farò campagna elettorale"
BARBARA JERKOV
ROMA - Tutti insieme appassionatamente. Luogo: il palazzetto dello sport di Roma. Personaggi: Berlusconi, Fini, Casini e Storace, candidato governatore nel Lazio. Data: 13 aprile 2000. Cinque anni, ma pare un secolo. Per queste elezioni regionali, infatti, uno via l´altro i leader della Cdl si stanno elegantemente sfilando dal campo di gioco. Dopo il Cavaliere, anche Gianfranco Fini.
«Non contate su di me per la campagna elettorale», ha fatto sapere nei giorni scorsi il presidente di An ai suoi colonnelli. Troppo preso dal delicato incarico di ministro degli Esteri, probabilmente. Domani lo aspettano a Londra, per dire, dove insieme alla moglie Daniela verrà presentato a Buckingham Palace (le cronache informano che per inchinarsi davanti alla regina la signora Fini indosserà un abito Gattinoni «dagli ampi volumi in tulle di crinolina con ricami tatoo in shantung avorio e cristalli neri»). Troppo preso, appunto, per girare l´Italia e fare comizi.
«E´ la prima volta che Gianfranco non sarà con noi nelle piazze e la nostra base non la sta prendendo affatto bene», confida un autorevole esponente di governo An, aggiungendo anche: «Difficile non interpretarla come l´ennesima presa di distanza dal partito». La sua unica uscita elettorale Fini la farà a Roma, al fianco di Storace, ma non c´è ancora niente di stabilito, né il giorno, né il luogo, niente. Del resto, a dare la linea è stato proprio Berlusconi, quando ha cancellato tutti i propri impegni per le regionali.
Sabato prossimo il premier andrà a Bari, per un convegno di imprenditori. Il governatore uscente di Forza Italia, Fitto, riteneva naturale approfittarne per inaugurare il nuovo aeroporto insieme al capo del governo. Invece il Cavaliere ha fatto sapere che non se ne parla: vada per Confindustria, ma niente campagna elettorale. Ufficialmente, perché «è un voto amministrativo». La realtà, ovvio, è un po´ diversa.
Per la coalizione di governo si profila una brutta sconfitta. Ragiona un ministro di Forza Italia: «Si vota il 14 regioni. Di queste, la Cdl attualmente ne governa otto. Se va bene ce ne riprendiamo sei: Abruzzo e Calabria sono perse sin d´ora. Se va bene, però. Perché pure Piemonte, Liguria e Puglia presentano risultati alquanto incerti. Sicure, insomma, sono al momento solo Lombardia e Veneto e, dopo l´uscita di scena di Alessandra Mussolini, il Lazio». Tre su quattordici, un po´ poco, troppo poco per non risultare imbarazzante.
Ecco spiegata allora la gara a chiamarsi fuori. Ieri Gasparri, convinto a differenza di Berlusconi che «le regionali hanno un significato politico», ha denunciato la «vergognosa disattenzione» dei suoi colleghi di governo "tecnici", i Sirchia, i Lunardi. Ecco spiegata, soprattutto, la singolare uscita del premier nell´intervista a Repubblica di ieri, secondo il quale all´indomani delle regionali a fare testo non sarà il numero di governatori presi o persi, ma solo quello dei voti assoluti.
«Forse», osserva il capo della segreteria di An, Carmelo Briguglio, «più che parlare di voti sarebbe stato meglio dire che c´è regione e regione, che riprendersi Lazio e Lombardia, ad esempio, ha un peso politico non paragonabile ad altre regioni». Il coordinatore forzista Sandro Bondi invece non ha dubbi: «Il presidente Berlusconi ha fatto un ragionamento di buon senso, come sempre», detta, «non si possono pesare allo stesso modo regioni come la Basilicata, che conta 800 mila abitanti, quanto un solo quartiere di Milano, e, che so, la Lombardia. Guardare solo ai numeri dei presidenti eletti e non al numero dei cittadini amministrati falserebbe il risultato politico».
Ieri Bondi era in Puglia per una serie di comizi. La diserzione dei leader non lo preoccupa. «E´ giusto», dice, «che i protagonisti di queste elezioni siano i candidati presidenti e, per quanto ci riguarda, è ora che Forza Italia dimostri di saper camminare sulle proprie gambe. E´ chiaro che il partito gode e godrà sempre del fatto che Berlusconi è capo del governo, ma in questi mesi abbiamo formato una classe dirigente, Micciché, Tremonti, Scajola, io stesso... è arrivato il momento di dimostrare quel che siamo in grado di fare da soli».
Alla fine, il solo leader della Cdl presente sul campo sarà Marco Follini. Sabato era a Latina, ieri in Piemonte, oggi in Lombardia. Nonostante gli impegni di governo, va ovunque si voti. Basta scorrere la sua agenda: giovedì 24, ore 16, Girifalco, provincia di Catanzaro. Ovunque, appunto. Da solo, però.




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