Ariel Sharon, dal suo ranch nel Negev, ha dato il via (“autorizzazione iniziale”) all’attacco contro l’Iran per distruggere il suo programma nucleare. Lo rivela il Times di Londra (1), aggiungendo interessanti particolari.
Le forze israeliane si stanno già addestrando in un “modello” a grandezza naturale dello stabilimento iraniano di Natanz (arricchimento dell’uranio) allestito nel deserto del Negev. In questo campo si allenano in particolare l’unità guastatori e commando “Shaldag”, e dal cielo i caccia F-16 della 69a squadriglia, che useranno le bombe “bunker buster” capaci di penetrare ed esplodere in bunker sotterranei. Gli Usa hanno fornito da tempo 5 mila di questi ordigni.
Ovviamente il piano è stato discusso con “autorità americane” che hanno dato (ovviamente) il loro consenso, nella previsione che gli sforzi europei per convincere Teheran a rinunciare al programma nucleare falliranno.
Particolare cruciale: la portaerei Usa “Theodore Roosevelt” si sta spostando dall’Atlantico verso l’imminente teatro operativo, e ci sono segnali che almeno altre tre portaerei abbiano ricevuto l’ordine di unirsi alla prima; per esempio la USS “Carl Vinson” ha lasciato Singapore e naviga per l’Oceano Indiano, in direzione del Golfo Persico (2).
Insomma, si sta preparando la più potente concentrazione di fuoco degli ultimi anni. Ciascuna delle tre portaerei trasporta 85 apparecchi, ed è capace di dirigere il tiro di bombe intelligenti; e ovviamente ogni portaerei è accompagnata da una squadra navale di protezione, e da tutta la logistica necessaria ad un attacco in grande stile, compresi aerei cisterna per rifornire in volo i caccia.
Non si tratta solo di un’esibizione di forza, ma della preparazione di un vero attacco, forse non solo contro l’Iran, ma anche contro la Siria.
Secondo voci credibili, l’attacco è deciso per giugno.
Manca solo il casus belli. Probabilmente sarà un attentato attribuito ad “al Zarqawi” sul territorio americano (il Pentagono lo sta dicendo da tempo: e non può non saperlo, visto che Al Zarqawi è Al-Mossad) (3). Ma può essere una provocazione, che induca gli iraniani ad un attacco contro la stessa forza navale Usa. Teheran dispone infatti di decine di missili antinave “Sunburn”, di fabbricazione russa. Queste armi, che filano al doppio della velocità del suono a pelo d’acqua, e non possono essere intercettati, sono specificamente progettati contro le portaerei.
di Maurizio Blondet
*La foto che accompagna l'articolo mostra un'esercitazione delle forze israeliane alla base militare di Shizifon, situata nella valle di Uvda - deserto del Negev - sud Israele.
Note
1)Uzi Mahnaimi, “Revealed: Israel plans strike on iranian nuclear plant”; Times, 13 marzo 2005.
2)Sudhir Chadda, “Converging US navy aircraft carrier group send strong message to Iran and Syria”, India Daily, 12 marzo 2005.
3)Nel suo ultimo allarme, l’Fbi ha assicurato che “Al Zarqawi” colpirà un bersaglio facile, come “ristoranti, cinema, scuole”. Quel che ci vuole per infiammare l’opinione pubblica americana alla nuova tornata di guerre.




Rispondi Citando