Martedì 15 Marzo 2005, 12:17
Produzione in timido recupero a gennaio, trend calante
MILANO (Reuters) - Con un misero incremento di 0,1% su base mensile il settore industriale inaugura l'anno nuovo all'insegna di un timidissimo miglioramento lontano da risollevare le sorti del comparto manifatturiero.
I dati Istat di questa mattina si confrontano con le attese degli analisti di +0,2/0,3% per l'indice congiunturale destagionalizzato. Sempre a gennaio, la media annua aggiustata ai giorni lavorativi ha visto una contrazione di 1,5%, di poco inferiore al -1,9% proiettato dagli uffici studi.
L'istituto di statistica ha inoltre rivisto l'indice di dicembre, che guadagna due decimi portandosi a -0,4% da -0,6% della lettura preliminare.
"La revisione di dicembre comporta un livellamento del profilo ma la tendenza al rallentamento: per tornare a un trend di stagnazione occorrono nuove e più significative correzioni al rialzo che ci porterebbero sui livelli di metà 2004, quando è iniziata la caduta" commenta Valentina Ferraris di Ref, che per gennaio proiettava una crescita di 0,4%.
ITALIA MAGLIA NERA IN EUROPA, PERDE COMPETITIVITA'
In considerazione del confronto con i partner comunitari e della progressiva perdita in termini di competitività, si tingono così di grigio le attese degli uffici studi sui prossimi mesi.
Per Lorenzo Codogno di Bank of America (NYSE: BAC - notizie) il settore italiano "continua a far fatica a delineare una ripresa e dubito che potrà riprendersi nei prossimi mesi [...]. Le esportazioni non sono andate male ma peggio rispetto ai partner europei".
Ancora più pessimista Marco Valli di Ubm, secondo cui i dati odierni fotografano un paese ultimo in Europa ad agganciare la ripresa del settore manifatturiero.
"Le prospettive - se va bene - sono di stagnazione" dice.
"Siamo agli ultimi posti per competitività a causa del rialzo nel costo del lavoro per unità di prodotto, che ad esempio sta calando in Germania, e della specializzazione in settori come i beni di consumo che in questa fase sono penalizzati" aggiunge.
Uno sguardo alle principali controparti della zona euro evidenzia a gennaio un recupero di 0,2% per l'indice francese, su cui le attese erano di un più modesto +0,1%, e un eccezionale balzo di 3,1% di quello tedesco, maggiore incremento da febbraio '95 a fronte di un consensus per +0,5%.
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