Tratto dal libro " LE BUGIE DEGLI AMBIENTALISTI"
-falsi allarmismi dei movimenti ambientalisti-
scritto da due giornalisti cattolici de L'Avvenire ( Riccardo Cascioli - Antonio Gaspari)
Adorazione dell'albero e neopaganesimo •
Roberto Beretta ha scritto su «Avvenire» un articolo dal titolo Neopagani sotto l'albero, in cui afferma che: «C'era una volta (e forse sta tornando) il culto pagano degli alberi: misteriosi, magici, sacri»
Eugenio Scalfari, ex direttore di «Repubblica», per esempio ha scritto nel suo ultimo libro: «Io mi ritrovo molto guardando gli alberi. Anno dopo anno e sempre di più considero gli alberi come delle persone. Che fossero esseri viventi lo sapevo, ma adesso l'ho compreso intuitivamente, e mi sento natura con essi»
Guido Mira di Sospiro è un nobile italo-americano che ha pubblicato in Italia e negli Stati Uniti un romanzo filosofico'. In esso si narra e si esalta la vita millenaria di un tasso che «veglia sui riti animistici dei Celti e assiste impotente all'invasione da parte di una nuova religione, il Cristianesimo, che recide il legame tra la specie umana e le altre specie vegetali e animali. Solo oggi l'albero, finalmente protetto e venerato come simbolo di resurrezione e immortalità, può lanciare il suo messaggio di pace e armonia tra le creature».
Spiega Beretta: «Torna dunque la religione primitiva e pacificale degli alberi, che rischiava di essere estinta dalla violenza dei cristiani. E torna grazie a che? A uno spiritualismo dalle tinte verdi, metà ecologista e metà New Age; a un naturalismo che s'arrampica verso il sacro abbarbicandosi alle piante come un rampicante che poi le soffoca».
"Dizionario del paganesimo"
Scrive Piero Trevisan sotto la voce "ecologia" nel Dizionario Pagano:
«II paganesimo è una religiosità della natura. [...]Per il pagano, la Terra non è semplicemente una palla di roccia, fango e lava, ma un essere vivente, abitato da uno spirito divino. Essere a favore dell'ecologia per il pagano è un modo di essere religioso. Non stupisce quindi che molti pagani facciano scelte politiche a favore dei movimenti ecologisti». Sotto la. voce Panteismo leggiamo: «I pagani moderni si definiscono panteisti, vedendo il divino in tutte le cose. [...] Gli dèi non sono relegati in un astratto mondo ultraterreno, ma sono presenti nella natura, il cui volto visibile non è che l'aspetto esterno degli dèi stessi. Per il pagano contemporaneo la natura non è che teofania, manifestazione divina. I pagani moderni si autodefiniscono panteisti perché devono contrapporsi al pensiero cristiano, che rifiuta l'idea dell'identificazione fra divinità e universo».
E sotto la voce Terra: «In tutte le religioni pagane, la Madre Terra occupa un posto molto importante. [...] La Terra è una divinità femminile, materna, con la sola eccezione nota della religione egiziana, dove la Terra è un dio, Ged, e il Ciclo è una dea, Nut, sua sorella e sposa, da cui sono nati Osiride e Iside, gli dèi più amati dagli Egiziani. La Terra è una dea, o è abitata da una dea, o da più dèi che agiscono assieme. E piena di presenza divina e perciò è degna di essere adorata».
Queste lucide riflessioni sul paganesimo non rimangono confinate in ambiti angusti e limitati. Grazie all'ampia diffusione di una certa cultura ambientalista infatti, sempre più persone parlano di adorazione della Madre Terra, di ritorno alle religioni primitive, di culti precristiani, di diritti degli animali e delle piante... A questo proposito è illuminante il progetto della Carta detta Terra.




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