Buongiorno
di Massimo Gramellini
«Submission» europea
15 aprile 2005
Bene ha fatto il leghista Ballaman a predisporre la proiezione in Parlamento del documentario «Submission», costato la vita al regista olandese Theo Van Gogh. E altrettanto coraggio ha mostrato l'associazione «Articolo 21» nel chiedere alle televisioni nazionali di trasmettere quel filmato. Eppure l'impatto sarebbe enormemente maggiore se fosse l'Unione Europea - ricordandosi per una volta di essere l'erede di romani e vichinghi, non di coniglietti - ad acquistare i diritti dell'opera dal produttore, che l'ha ritirata dopo che il regista è stato ucciso da un fanatico e lui stesso ha cominciato a ricevere minacce di morte a domicilio.
Si trattasse di un filmetto propagandistico contro l'Islam, buono solo a solleticare l'uzzolo razzista di qualche crociato fuori tempo massimo, il desiderio di non provocare animi già surriscaldati giustificherebbe ampiamente la censura. Ma «Submission» racconta l'incubo vero di una donna somala umiliata e picchiata dal marito. Lo fa con toni forti e però mai compiaciuti: non mette alla berlina una religione, ma ricorda a tutti il senso della dignità umana. Se l'Unione Europea ne assumesse il peso su di sé, impegnandosi a diffonderlo con il suo marchio in tutto il continente, non renderebbe solo il giusto omaggio all'Olanda, uno dei Paesi fondatori. Ma con un gesto eloquente rammenterebbe a milioni di europei delusi e confusi le ragioni del nostro stare insieme, che vanno un po' al di là del freddo fruscio di una moneta.
Chi è che sosteneva che questo filamto denigrava e offendeva la religione islamica ed era questo il motivo dell'uccisione del regista?




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