FAURISSON CRITICA LA CENSURA SIONISTA IN FRANCIA, DIFENDE ZUNDEL

TEHRAN, 12 marzo (MNA) - Dopo la decisione datata 10 febbraio dell'Alto Consiglio per la Radio e la Televisione (CSA) francese di vietare alla rete televisiva satellitare iraniana Sahar-1 le trasmissioni in Francia, accusandola di propagandare vedute antisemite, il corrispondente dell'Agenzia di Stampa Mehr, Hossein Amiri, ha realizzato il 26 febbraio un'intervista col Professore francese Robert Faurisson discutendo le sue opinioni in materia. Quello che segue è il testo dell'intervista:

MNA: Come potrebbe già sapere, il Conseil supérior de l'audiovisuel (CSA) ha bandito la rete televisiva satellitare iraniana Sahar dalle trasmissioni in Francia. Si tratta d'un atto illegale e contrario al principio della libertà di parola e dei media? Qual è la sua opinione?

RF: Sì, sono a conoscenza della decisione del 10 febbraio e ne ho lette le motivazioni. Non è una decisione illegale dal momento ch'è basata essenzialmente su due leggi speciali che abbiamo qui in Francia: una contro il razzismo e l'antisemitismo (1972) ed una contro il "revisionismo storico" (1990), che gli Ebrei chiamano "negazione dell'Olocausto". Entrambe le leggi sono contrarie alla libertà di parola; la seconda in particolare è vergognosa poiché anche contraria alla libertà di ricerca storica. Le organizzazioni ebraiche francesi hanno contribuito alla promulgazione d'entrambe le leggi e soprattutto della seconda.

Il CSA ha accusato Sahar di antisemitismo per aver trasmesso le serie "Gli occhi blu di Zahra" e "Al-Shatat". Lei come definisce il termine "antisemitismo"?

La vera ragione dietro il bando di Sahar non sono quelle serie, bensì il fatto che Sahar ha trasmesso proprio una vostra intervista di 10 minuti il 3 febbraio. In quell'intervista affermai che di fatto non vi fu sterminio degli Ebrei da parte dei Tedeschi durante la Seconda Guerra Mondiale e che le presunte camere a gas utilizzate per uccidere gli Ebrei (le camere a gas non vanno confuse con i crematori) non sono mai esistiti. Gli Ebrei chiamano "antisemita" chiunque secondo loro li odi. Io chiamo "antisemita" tutti coloro che sono odiati dagli Ebrei.

Date ch'essi trasmettono su Eutelsat e che tutti i cittadini d'Europa e del resto del mondo stanno guardando simili programmi, perché tali accuse alla programmazione sono state mosse solo in Francia?

Non sono sicuro che tali accuse siano state fatte solo in Francia. Suppongo siano state mosse in tutti i paesi nei quali il controllo politico e mediatico è in mano agli Ebrei. In Francia il potere ebraico è fantastico. Il CRIF (Conseil représentatif des institutions juives de France) tiene ogni anno, a gennaio o febbraio, un pranzo cui partecipano il primo ministro e almeno 15 suoi ministri. Il dirigente del CRIF avrebbe tenuto un discorso nel quale indica ciò che il nostro governo dovrebbe fare nell'anno ch'è iniziato. Questo dirigente sarebbe stato molto rude e arrogante con i nostri ministri. Questi si sarebbero piegati, ed allora starebbero obbedendo.

Perché ai media occidentali è permesso muovere accuse contro tutte le nazioni, come Tedeschi, Francesi o Italiani, o di fare rimproveri a Musulmani e Cristiani, ma non contro gli Ebrei e i Sionisti?

E' stato quasi sempre il caso nel mondo occidentale. Gli Ebrei hanno il potere. Popoli e governi hanno paura di dispiacere loro. Popoli e governi credono inoltre, più o meno sinceramente, che gli Ebrei abbiano sofferto così tanto durante la Seconda Guerra Mondiale che a loro debbono essere riservati un rispetto molto speciale e, perciò, enormi privilegi.

A proposito, Ernst Zündel è un'altra vittima della soppressione della libertà di parola. Questo attivista d'origine tedesca è stato catturato negli USA due anni fa e deportato in Canada dov'ha vissuto per 40 anni. Per due anni è stato detenuto vicino a Toronto in regime d'isolamento. Il 24 febbraio 2005 un giudice speciale in una corte senza giurati ha ascoltato dei testimoni segretamente senza permettere controdomande e deciso che questo pacifista è una minaccia alla sicurezza nazionale canadese e internazionale. Così, il giudice ha aperto la strada alla sua deportazione in Germania dove potrebbe spendere il resto della sua vita in prigione. Come valuta il potere ebraico nella sua lotta contro la libertà di parola dal momento che altri revisionisti come lei sono già state vittime di simili azioni istigate dagli Ebrei?

Sì, infatti, Ernst Zündel è un eroe. L'unica ragione per cui egli è a tal punto perseguitato e per cui ora potrebbe spendere il resto della sua vita (ha 65 anni) in prigione, è che ha dedicato la sua vita alla difesa della reputazione del suo paese d'origine, la Germania. Ha combattuto in modo rimarchevole contro le abominevoli menzogne olocaustiche diffuse dalla propaganda ebraica contro la Germania. Egli è un revisionista. In passato, ha spesso tentato di far capire a Arabi e Musulmani che il presunto "Olocausto degli Ebrei" era ed è la spada e lo scudo d'Israele. Egli disse: "Se veramente volete difendervi dal Sionismo, non andate a comprare costose armi ma, con l'aiuto dei revisionisti, andate a distruggere la loro mostruosa menzogna, la menzogna dell'Olocausto".

E' ora che Arabi e Musulmani comprendano l'importanza del revisionismo e, per cominciare, Sahar e tutti i media ad essa associati dovrebbero rendere pubblico ciò che oggi il Canada sta facendo subire a quest'eroe. Ernst Zündel non dovrebbe essere deportato in Germania. Dovrebbe essere liberato e rispedito negli USA dove la sua moglie americana lo sta aspettando dal 5 febbraio 2003. Possono gli Iraniani andare a protestare presso l'Ambasciata canadese di Tehran? Sarebbe una buona cosa per la libertà di parola, per la libertà di ricerca storica, per il mondo arabo e musulmano, e per l'Iran e la Palestina.


Nota: Zundel è stato deportato in Germania dopo la realizzazione dell'intervista.

MNAPublish date,Tehran: 2005/03/12, 184

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(traduzione di Daniele Scalea)