COORDINATORI: Italosloveno - india9001


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Cari falchi, è giunto il momento di far partire i lavori anche in questa terza commissione, che sarà retta da due di noi: italosloveno per quanto riguarda tutti gli aspetti internazionalistici e di politica estera dell'Italia, e il sottoscritto per le tematiche inerenti, invece, la politica di difesa e sicurezza.


Per quanto mi riguarda, intendo svolgere una serie di piccole relazioni ciascuna mirata ad un aspetto particolare della politica estera e di strategia internazionale che secondo la nostra visione il nostro Paese dovrebbe mantenere senza indugio.
L'insieme di queste relazioni, fatte salve naturalmente le vostre considerazioni ed integrazioni, formeranno la mappa politica di noi conservatori sul piano internazionale.
Piu' tardi presentero' la prima relazione che riguardera' Israele.


Ottimo anche secondo me si deve proceder per punti.In Origine postato da Italosloveno
Per quanto mi riguarda, intendo svolgere una serie di piccole relazioni ciascuna mirata ad un aspetto particolare della politica estera e di strategia internazionale che secondo la nostra visione il nostro Paese dovrebbe mantenere senza indugio.
L'insieme di queste relazioni, fatte salve naturalmente le vostre considerazioni ed integrazioni, formeranno la mappa politica di noi conservatori sul piano internazionale.
Piu' tardi presentero' la prima relazione che riguardera' Israele.
www.interamala.it - Visitatelo che ci tengo


Io osservo con attenzione eh![]()


Una stella che brilla nel cielo della democrazia. Un faro di luce circondato dall'oscurita' dell'oppressione, dell'intolleranza, del fanatismo religioso. Un fantastico esempio di come la democrazia puo' essere veramente impiantata anche in zone del mondo apparentemente ostili ad essa. Di conseguenza, una dimostrazione vivente di come le teorie sull'esportazione della democrazia siano tanto rivoluzionarie quanto corrette e pertanto da appoggiare con risolutezza da noi conservatori.
Sto parlando di Israele, l'unico, piccolo Paese democratico di tutto il Medio Oriente (errata corrige: ora ce n'e' un altro......).
Il popolo di Israele, al contrario di quello palestinese, ha saputo approfittare dell'occasione storica capitata nell'immediato dopoguerra, quando l'Onu decise la creazione di due stati, la Palestina ed Israele.
Israele accetto' tale suddivisione, i palestinesi, o meglio, gli arabi, no. Da allora e per decenni la stessa esistenza di Israele è stata messa in pericolo piu' volte, e quel popolo si è dovuto difendere dall'imminente rischio di un secondo Olocausto.
Israele ha saputo difendersi con incredibile tenacia, ha sempre ribattuto colpo su colpo, e le minacce alla sua esistenza sono cessate solo quando è apparso chiaro che la sua superiorita' era netta, assoluta ed intoccabile dai vicini arabi.
D'altra parte Israele ha dimostrato, nel corso della sua storia, che la pace, quella vera, è sempre stata un suo desiderio, tanto da concludere accordi con i "nemici" ogni volta che ne ha avuto la possibilita'. Basti pensare al 1978, quando in cambio della pace restitui' il Sinai all'Egitto.
Ebbi occasione di andare a visitare Israele molti anni fa, ai tempi della prima intifada. Ho trovato un Paese moderno, incredibilmente occidentale sotto molti aspetti. Un Paese che ha saputo gestirsi al meglio nonostante si trovasse nel peggior contesto possibile.
Oggi Israele sta tentando l'ennesimo sforzo per concludere una pace completa, approfittando anche della morte del terrorista Arafat, e chiedendo ai palestinesi di voltare pagina perche' quella scritta dal loro ex leader è costellata di crimini contro civili ed errori strategici che hanno fatto molto male al suo stesso popolo.
Propongo che il nostro moviemento abbia su questo tema le seguenti posizioni:
- appoggio completo allo Stato di Israele e alle sue politiche antiterroristiche e contemporaneamente mirate al raggiungimento di una pace nella sicurezza
- in particolare, appoggio a Sharon che si sta dimostrando uno statista internazionale disposto a mettere a repentaglio la sua carriera politica (e forse anche la vita) pur di dimostrare alla controparte la sua reale volonta' di pace (vedi ritiro unilaterale)
- credito politico per Abu Mazen tanto piu' quanto piu' si allontanera' dalla funesta eredita' di Arafat
- condanna per i finanziamenti vergognosamente concessi dalla comunita' europea alla cricca di Arafat con poca trasparenza, forse serviti addirittura a finanziare attentati e sicuamente a rimpolpare il suo patrimonio personale, alla faccia del suo popolo


Ema, vorrei esprime un mio giudizio su quanto soprariportato da te. Se nell'altra parte sono pienamente d'accordo e come te sostengo Israele, vorrei dirti che mi sembra un pò troppo semplicistico il tuo pensiero iniziale "quotato"... Dire gli ebrei accettano e gli arabi no mi pare francamente una forzatura... vorrei vedere se gli arabi nn erano d'accordo!! E' come se a casa tua un ente vergognosamente incapace, l'ONU, decide ke 3 stanze t vengono tolte xke ci devono stare dei comunisti... ti incazzi???In Origine postato da Italosloveno
Una stella che brilla nel cielo della democrazia. Un faro di luce circondato dall'oscurita' dell'oppressione, dell'intolleranza, del fanatismo religioso. Un fantastico esempio di come la democrazia puo' essere veramente impiantata anche in zone del mondo apparentemente ostili ad essa. Di conseguenza, una dimostrazione vivente di come le teorie sull'esportazione della democrazia siano tanto rivoluzionarie quanto corrette e pertanto da appoggiare con risolutezza da noi conservatori.
Sto parlando di Israele, l'unico, piccolo Paese democratico di tutto il Medio Oriente (errata corrige: ora ce n'e' un altro......).
Il popolo di Israele, al contrario di quello palestinese, ha saputo approfittare dell'occasione storica capitata nell'immediato dopoguerra, quando l'Onu decise la creazione di due stati, la Palestina ed Israele.
Israele accetto' tale suddivisione, i palestinesi, o meglio, gli arabi, no. Da allora e per decenni la stessa esistenza di Israele è stata messa in pericolo piu' volte, e quel popolo si è dovuto difendere dall'imminente rischio di un secondo Olocausto.
Poi sul fatto ke i palestinesi siano stati mediocri nelle loro politiche (ma era scontato visto, purtroppo, il loro basso tasso d alfabetizzazione e il loro livello socio-culturale) e che non siano stati capaci di ricreare condizioni di prosperità come facevano i "cugini" giudei, su questo sono d'accordo e li condanno senza appello... nella speranza ke qualche "sinistro" non mi dia del razzista e/o nazista.. ma so ke qui sono tra amici.
Però, i palestinesi di ragioni ne hanno... eccome se ne hanno.
Poi noi giustamente prendiamo posizione e ci poniamo al fianco di Tel Aviv, primo perché sono "dei nostri", ma soprattutto perché LORO hanno saputo dare prova di democrazia e di volontà di dialogo, gli altri si sono purtroppo fatti accecare dall'odio e non sono riusciti più a uscire dalla spirale di violenze.
OK? Ciauu


Io direi che sarebbe meglio tenere una posizione chiara pro-Israele, questo sì.
Ma puntare a sottolineare che l'unica soluzione, l'unica via d'uscita, è quella dei due Stati, uno che già c'è e uno che (SE i Palestinesi collaborano) presto ci sarà.
Altrimenti rischieremmo di scavalcare a destra il sionismo più radicale, quello che contro Sharon sta alzando barricate almeno quanto lo stanno facendo dall'altra parte Hamas e gli estremisti vari.


Ah beh, su questo nn ci piove... noi dobbiamo auspicare e VOLERE DUE STATI DEMOCRATICI E IN PACE.... ma kiaramente lo facciamo dalla parte di Israele... ritengo ke ormai questo immobilismo generato dall'essere pseudo super partes, nn ha portato a nulla.In Origine postato da UgoDePayens
Io direi che sarebbe meglio tenere una posizione chiara pro-Israele, questo sì.
Ma puntare a sottolineare che l'unica soluzione, l'unica via d'uscita, è quella dei due Stati, uno che già c'è e uno che (SE i Palestinesi collaborano) presto ci sarà.
Altrimenti rischieremmo di scavalcare a destra il sionismo più radicale, quello che contro Sharon sta alzando barricate almeno quanto lo stanno facendo dall'altra parte Hamas e gli estremisti vari.
L'obiettivo è:
1) lavorare per la PACE di quelle terre
2) costruire due stati DEMOCRATICI (o meglio uno solo)
senza mai negare ke però noi siamo amici incondizionati di Israele, e lo saremo anke dei palestinesi SE E SOLO SE sapranno "parlare la nostra stessa lingua"


Io sinceramente non sono un esperto della storia d'Israele pero' vorrei dire la mia.In Origine postato da UgoDePayens
Io direi che sarebbe meglio tenere una posizione chiara pro-Israele, questo sì.
Ma puntare a sottolineare che l'unica soluzione, l'unica via d'uscita, è quella dei due Stati, uno che già c'è e uno che (SE i Palestinesi collaborano) presto ci sarà.
Altrimenti rischieremmo di scavalcare a destra il sionismo più radicale, quello che contro Sharon sta alzando barricate almeno quanto lo stanno facendo dall'altra parte Hamas e gli estremisti vari.
Secondo me la soluzione dei due stati non risolve assolutamente nulla. Primo di tutto sara' una enorme conquista per chi ha incitato i kamikaze e li ha supportati. Non importa che alla fine il trattato venga fatto da Abu Mazen o persone pacifiche : Tutto e' cominciato con le bombe e le bombe hanno convinto il mondo che e' il caso di fare lo stato palestinese proprio per farla finita con le bombe. Parliamoci chiaramente:a Germania, Francia, Italia, USA e quant'altri poco interessa dei palestinesi come popolo. Vogliono solo che Israele non si spazientisca e che non esploda un casino in quella zona e tutti sanno benissimo che i palestinesi sono gli unici in grado di provocare veramente Israele dal suo interno.
Se verra' creato uno stato palestinese, la Palestina avra' tutto il tempo di formare un suo esercito meglio organizzato, di avere una diplomazia piu' agile e di essere meglio governata, con soprattutto la benedizione di tutto il mondo!!! Non mi meraviglierei se poi qualche paese "canaglia" convincesse la Palestina ad attaccare Israele o, peggio ancora, provocare Israele stesso per essere poi attaccati. Ovvio, si parla di un periodo di decine d'anni.
Lo stato palestinese, in conclusione e IMO, rafforzera' gli esagitati palestinesi e soprattutto gli altri stati canaglia con un indebolimento ENORME dello stato di Israele, sia a livello politico che a livello geografico e io gia' immagino i Siriani e gli Iraniani ad avere contatti coi Palestinesi che comunque continueranno a farsi esplodere per provocare Israele per avere le conseguenze da me dette prima.
Ricordiamoci che la maggior parte delle guerre sono state Stato-contro-Stato.
Non vedo alcuna ragione per cui lo stato Palestinese debba esistere.
Ciao,
The Texan