Perché gli Italiani che emigrano sono spesso i più brillanti europei, mentre gli Italiani che giocano in casa, non sanno gestire un Paese a livello europeo ? E quindi non possono far ripartire l’ economia ?

Come pretendere di essere competitivi in Europa, lavorando colle inefficienze italiane, navigando negli sprechi ?

Come aspettarsi, in Italia, che il capo del governo sia una persona seria, che si occupi seriamente del Paese (invece dei fatti suoi), quando la società italiana é tanto corrotta da essere stata messa in una classifica internazionale della corruzione di qualche anno fa, più in basso della Spagna e della Turchia ?

Si puo’ pretendere, nell’ epoca della competizione nel Villaggio Globale, di avere qualità e prezzi dei prodotti a livello europeo, quando abbiamo sprechi e ingiustizie, sopraffazioni, a livello latino-americano ?

Potrebbe la giustizia essere imparziale, funzionare efficacemente, se essa é addomesticabile dai politici che hanno potere ?

Ci si puo’ aspettare che la classe dirigente pubblica sia capace e impegnata, nell’ interesse del Paese, se il suo critero di selezione é la cooptazione per omertà e comparaggio ?

Puo’ l’ economia essere fiorente, se la società italiana non ha un grande interesse nella meritocrazia ? Se la stessa società é gestita dai quattro Dittatori (1) ?

L’ assurdo della mentalità italiana é di non parlare affatto di tutto questo, di non preoccuparsene..

La possibile spiegazione per l’ indifferenza ? Una delle risposte seguenti sarà probabilmente appropriata:
a) i giornalisti dello Stivale non sono più liberi; per sapere la verità, leggere l’ Economist;
b) non c’ é più riflessione, in un Paese che si é adattato a vivere alla giornata;
c) il livello di soglia dei comportamenti accettabili, nella società italiana, é sceso all’ altezza delle fogne (é la sostanza del problema).

Un Paese cosi, la cui vita sociale é basata su tanti assurdi, si trova fisicamente in Europa. Ma la sua mentalità (e la destinazione finale, in termini di livello di vita) é divenuta Medio-orientale.
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I quattro Dittatori con imperio su molte regioni italiane: Confusione, Irresponsabilità, Rassegnazione, Allegra Gestione.

Antonio Greco
ANGREMA@wanadoo.fr




SE LO STIVALE NON GLIE LA FACESSE …..
( Per chi non ha tempo, basta la sola ultima riga)

Lo Stivale arranca, sempre di più. Alcuni sono confusi. Altri guardano, dubbiosi, in tutte le direzioni.

Se non glie la facesse, lo Stivale, a diventare un Paese normale, se non riuscisse a ottenere risultati sociali migliori, ad essere efficiente, lo sarà per tanti vizietti.............., che molti credevano non avessero importanza.

Fra cui (la lista non é esaustiva):

- lo aver messo al bando i VALORI, dopo la guerra, anche se non perfettamente realizzati, erano pero’ piuttosto diffusi;
- lo aver trascurato l’ importanza del lavoro organizzato, del pensiero strutturato, delle attività organiche, programmate;
- lo aver accettato, in gran parte della società, il doppio (o triplo) linguaggio. Dire una cosa ad X, un’ altra a Y, farne poi una tutta diversa (magari nell’ ombra); che confusione ! !
- lo aver sostituito, nei criteri di selezione, la cooptazione, l’ irresponsabilità, il comparaggio, alla capacità e al merito.

Torri di Babele appaiono, quà e là. Si allargano, crescono, si diffondono. Eppure VIPs rispettabili, ma superficiali, chiedono “competitività, risultati....”. Ma non dicono come....

O qualcuno apre gli occhi, oppure................ si salvi chi puo’ !


Sono quattro i Dittatori che hanno imperio su molte regioni italiane: Confusione, Inefficienza, Rassegnazione, Allegra Gestione.

Antonio Greco
ANGREMA@wanadoo.fr
(emigrato, disponibile per una presentazione delle Cause dei guai italiani)




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Italia: perdita di competitività

Le classifiche mondiali indicano che la competitività italiana si sbraca. Normale. E come potrebbe essere altrimenti? L’occupazione non migliora. Speriamo che non arretri. Parecchi laureati sono costretti ad andare all’estero. Normale. E come potrebbe essere altrimenti? La deriva italiana degli ultimi 20 anni è chiara, vista dall’Europa. Forse non si ha una percezione altrettanto chiara dall’interno. Poiché i comportamenti e la mentalità sono molto peggiorati, citiamo Peyrefitte, storico delle economie: SVILUPPO. Non c’é sviluppo e sottosviluppo. Ci sono invece comportamenti che impediscono o che favoriscono lo sviluppo. Essi sono inegualmente distribuiti nelle diverse società (Peyrefitte, nel "La societé de confiance"). Nello Stato i peggiori figuri han preso il potere, complice un sistema di selezione particolare: il comparaggio, l’omertà. Tali figuri hanno promosso e diffuso una mentalità da terzo mondo. E il popolo italiano, che non ha la spina dorsale più robusta in Europa (diciamo che siamo flessibili), ha accettato quanto proposto dai peggiori. Supino, rassegnato, spensierato. In un Paese che ha perduto i Valori, perduto la riflessione lucida, ove la forma mentis che si diffonde è ormai deviata, viziata, da Paese latino-americano, non c’è scampo. Il mercato del villaggio globale ci ha messo davanti ad un muro: il muro della verità. Non si possono avere in Italia livelli di remunerazione paragonabili a quelli di altri Paesi Ue, un’economia fiorente, e nello stesso tempo continuare a navigare, spensierati, fra gli sprechi. Qualcuno vuol proporre, per salvarsi, di eliminare gli sprechi? Forse si puo’, ma solo reintroducendo i Valori. E’ un lavoro lungo e difficile, che richiede attenzione all’Europa. E che possono fare solo gli esterni al sistema. Siamo arrivati al 47/mo posto per la competitività. Scenderemo ben oltre, se non riflettiamo sulle contromisure necessarie ed urgenti. Aiutati dalle testimonianze degli emigrati.

Antonio Greco, ANGREMA@wanadoo.fr







QUALE DIREZIONE PRENDE IL PAESE ?


Molti sono sorpresi, per la deriva. Altri confusi. Moltissimi non capiscono dove si va a finire.

Un emigrato (in un Paese avanzato della U.E.) attento nota:

- con questa società, come é divenuta, il rischio di fallimento dello Stivale é reale. I tentativi di riforme istituzionali sono FATUE ILLUSIONI. Con buona pace degli auspici di Ciampi. Perché la società é divenuta inefficiente e non ha più regole.
- un sentiero, molto stretto, per uscirne ci sarebbe, cosi:

a) lucida analisi delle CAUSE primarie del degrado, coll’ aiuto di emigrati;
b) discussione successiva, riferita anche alla divaricazione dell’ Italia dall’ Europa, coll’ aiuto di esperti ed emigrati;
c) identificazione degli strumenti necessari a gestire il Paese (sembrano spariti), a far ripartire l’ economia. Cioé un patto sociale che funzioni.

La fase a) sarà dolorosa. Scoprire allo specchio le prime rughe é spiacevole. Ma é necessario guardare in faccia la realtà, smettere di essere teorici, per ripartire.

Le tre fasi hanno come obiettivo: il Paese tutto, non qualche Padrino, non certe categorie. Si tratta cioé:

- di indicare la strada per portarlo a livello europeo;
- di indicare gli strumenti necessari per potere, un di, recuperare efficienza (abbassando gli sprechi), a livello europeo. Soltanto dopo l’ economia potrà risollevarsi.

Ho iniziato i miei confronti coll’ Europa, le mie valutazioni delle cause del degrado, più di dieci anni fa. Da notare che allarmai Romini nel ‘ 90, della deriva in corso. Egli mi rispose di essere d’ accordo colle mie conclusioni, ma anche che non c’ era niente da fare (conservo la sua risposta). Ho trovato molte cose. I miei contributi sono necessari per far partire una riflessione realista, non televisiva. Essi sono stati scritti dal balcone dell’ Europa.


Antonio Greco
ANGREMA@wanadoo.fr
(ex funzionario europeo, consulente in TLC, ingegnere, analista dei vizietti italici)

Chi fosse interessato a conoscere le mie valutazioni (esperienze di lavoro in U.E. per trenta anni), le troverà nelle Lettere dall’ Europa, su:

http://angrema.blogspot.com
www.accademiaonline.net (le lettere dei mesi precedenti sono nell’archivio del sito, argomento “società”)