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    Thumbs up Eurasia Ed Europa Possono Collaborare Contro L'america

    Giornale Zaman





    Istanbul - Stando allo stratega russo Alexandr Dugin, la geopolitica come filosofia del territorio è uno dei più fondamentali strumenti che l'età postmoderna abbia sviluppato contro lo storicismo della modernità. Dugin ha tentato di dare un significato intergenerazionale allo status globale della Russia, nel solco della geopolitica ch'egli definisce come i mutui rapporti dell'umanità col territorio. La Russia ha preso il campo come un impero, a causa della sua vicenda storica e culturale e della posizione geostrategica nel quadro mondiale. A suo dire, l'unico modo di mantenere il ruolo dell'Impero Russo, che si trova tra le civiltà, come una forza asiatica ed europea, è di rinvigorire la geopolitica eurasiatica. L'Eurasiatismo è una strategia necessaria non solo alla Russia, ma pure all'ascesa delle forze eurasiatiche orientate verso l'Atlantico, contro l'alleanza occidentale. In questa intervista, Dugin sottolinea le sue prospettive sulle forze regionali, in particolare la Turchia, le precauzione che debbono prendere l'Oriente e l'Occidente, e il futuro in generale. L'Unione Europea (UE) ha completato il suo quinto processo d'allargamento il 1 Maggio 2004. A differenza dei precedenti, i principali componenti di tale allargamento sono i paesi relativamente poveri dell'Europa Centrale ed Orientale. Questo allargamento estende la geografia europea da Helsinki a Valletta, da Lisbona a Budapest. Come valuta l'espansione dell'UE nel terreno della Russia? In generale, posso dire d'essere dalla parte di una Grande Europa. Una simile Unione Europea potrebbe anche sfociare in un soggetto geopolitico, o un potere controbilanciante l'egemonia americana. Un'Unione Europea indipendente, potente e unita costituisce un'opportunità unica di creare un mondo multipolare. Tuttavia, vi sono due grandi poteri nell'UE: uno sono i paesi euro-atlantici - Inghilterra, Portogallo, Spagna e alcuni paesi orientali. In questo gruppo, le potenze attive sono Inghilterra e Stati Uniti. Tale gruppo è contro la Russia e l'Eurasia, e la sua strategia consiste nel causare continue tensioni tra l'Occidente europeo e l'Oriente eurasiatico. L'UE ha una doppia identità. La prima, come ho già detto, è l'euro-atlantica, e la seconda è quella continentale di Parigi e Berlino. Quest'ultima è indipendente dai paesi atlantici, potente e democratica, e tenta di fondare un impero europeo quale alleato sia degli Stati Uniti sia dell'Eurasia. V'è un disaccordo segreto tra questi due gruppi. Gli Europei orientali, i membri più recenti, hanno rafforzato la corrente atlantista. Ma questi paesi, per alcune ragioni storiche, si sono levati contro la Russia. Ecco perché noi Eurasiatisti, sostenitori della grande e democratica Europa, vediamo i più recenti membri dell'Unione levatisi contro la Russia come un passo contro l'Eurasia stessa. Perciò, in generale, è bello vedere che questi membri sono sotto l'effetto dell'UE. E' ancora impossibile essere un membro. Come valuta la situazione della Russia, presa in mezzo tra il progetto del Grande Medio Oriente e l'Europa? In quanto creatore della teoria eurasiatista, crede sia possibile per l'Eurasiatismo di essere un'alternativa ai grandi poteri in cima alla gerarchia del potere nel sistema internazionale? Le mire statunitensi di creazione d'un mondo monopolare hanno facilmente monopolizzato la sua stessa agenda geopolitica. Dal momento che trova difficoltà nel realizzare questo progetto, si sono verificate crisi nel sistema internazionale. In alternativa, noi invochiamo un nuovo mondo multipolare, che sia basato sulla cooperazione con Europa, Eurasia e Pacifico. Crediamo necessario che Eurasia, Europa e Russia giochino ruoli fondamentali in questo processo. Qual è il punto di vista della Russia o quello degli Eurasiatisti nel Progetto Grande Medio Oriente? E' uno stratagemma degli ultra-imperialisti statunitensi Neo-Conservatori (neo-Cons), i "think-tanks" vicini alla cerchia Cheney-Bush. Il piano è di cancellare l'Islam da Iran, Iraq, Siria, Libano e dagli altri paesi e di formare paesi direttamente controllate dagli USA. Il ruolo della Turchia in questa partita anti-araba e anti-islamica è quello del mediatore, come menzionato da Bush nel vertice della North Atlantic Treaty Organization (NATO) di Istanbul. Ma l'America possiede gli strumenti per realizzare questo sogno. Sono preoccupato per il nostro ingresso in una vasta zona conflittuale. Sembra che il futuro dell'ordine mondiale debba modellarsi secondo le iniziative in quest'area. Che tipo di messaggio sta tentando d'inviare Putin agli Stati Uniti, non partecipando al vertice NATO di Istanbul? Anche la sorte della NATO assomiglia a quella dell'UE. Essa è divisa in due gruppi; il pro-atlantico e il pro-europeo. Il vertice di Istanbul organizzato sotto il titolo "Rafforzamento dei piani di dominazione pro-transatlantica", ha testimoniato a sua volta una divergenza d'opinioni manifestatasi nel litigio verbale tra Chirac e Bush. Putin riconosce e sostiene l'identità continentale della NATO e cerca di collaborare; ma non può parlare con entusiasmo della NATO, che ha un ruolo pro-transatlantico, e non lo farà mai. Le forze statunitensi hanno organizzato manovre militari nel Mar Caspio. Può valutare i loro interventi in Afghanistan e Iraq considerando gli effetti sulla Russia? Come è probabile che reagisca la Russia a tutto ciò? Abbiamo bisogno di tenere in considerazione gli strumenti statunitensi atti alla formazione d'un mondo monopolare. Così come fece anni fa la Gran Bretagna nel "Grande Gioco" contro i Sovietici, l'America pianifica ora il controllo di Caucaso, Asia Centrale e altre aree strategiche, importanti per i suoi fini. Le basi USA stabilite in Asia Centrale e in altri punti simili dopo la disintegrazione dell'Unione Sovietica, sono state poste in aree strategiche dell'Eurasia con la scusa della lotta contro il terrorismo internazionale. Gli strateghi russi percepiscono ciò come una sfida all'interesse nazionale della Russia. L'altro problema è che la Russia non è abbastanza forte per affrontare l'America. Stando così le cose, che può essere fatto? Imbarcarsi in una resistenza diplomatica contro gli Stati Uniti utilizzando la sua efficienza diplomatica in Afghanistan, paesi arabi e Asia Centrale è la soluzione migliore. Ancora Russia ed Eurasia non possono esporre alcuna efficienza senza il sostegno dei paesi europei. S'immagina che sviluppino mutualmente visioni alternative. Pochi minuti fa ha parlato della lotta contro il terrorismo internazionale. Lei crede che una simile minaccia esista? Il terrorismo internazionale è una sorta di scusa che gli strateghi statunitensi stanno sfruttando per riempire il vuoto di contro-potere ch'è emerso da quando l'Impero Sovietico riposa nella storia. Essi necessitano dell'immagine di un nuovo nemico per creare un nuovo ordine mondiale. Non è questo un veicolo utilizzato per una massiccia propaganda; ma allo stesso tempo, una componente strategica degli Stati Uniti per dimostrare la loro potenza militare in qualunque posto del mondo. Ecco perché gli Statunitensi hanno l'opportunità di provare la loro supremazia militare, usando come scusa la cosiddetta guerra contro il terrorismo internazionale. Ovviamente, ci sono terrorismo e terroristi; tuttavia, essi non costituiscono il tipo di nemico globale proclamato dall'America, nel tentativo di consolidare il proprio dominio globale. Enfatizzando questo aspetto, non significa che sosteniamo o ignoriamo il terrorismo. Per favore, notate le distorsioni realizzate dagli Stati Uniti. Allora, possiamo concludere che l'America sta tentando di usare il terrorismo internazionale, perché il comunismo è uscito di scena? Ora le circostanze sono un po' cambiate. Il mondo comunista era un complesso ed era concreto, mentre il terrorismo internazionale è fenomeno globale. Gli Stati Uniti hanno accettato il ruolo di poliziotto del mondo. Ancora, ciò che fanno è mascherare la nuova strategia americana basata sulla dominazione imperiale. Sentiamo spesso Putin parlare della minaccia del terrorismo internazionale, usando quasi lo stesso gergo di Bush. Come commenterebbe questo fatto? E' in corso un gioco politico e ciò che va detto dev'essere detto. Gli Stati Uniti e la Russia sembrano utilizzare lo stesso gergo ma ciò cui si riferiscono è diverso. Quando l'America discute del terrorismo internazionale, capiamo che in verità tentano di nascondere i piani finalizzati al dominio globale, mentre la Russia parla dei nemici che combattono per distruggere la stabilità d'Eurasia e superano il limite. Gli strateghi militari russi notano che la NATO a guida USA comanda paesi indipendenti e porta in primo piano alcuni gruppi radicali. Come potrebbe la Turchia entrare in contatto con la Russia, se i Turchi giocano un ruolo nel Progetto Grande Medio Oriente? Vi saranno tensioni nella regione se la Turchia coopererà con gli Stati Uniti? Sì, vi sarebbero, perché la Turchia ha una doppia identità, una capacità d'identificare le sue strategie e posizioni regionali e un'opportunità di rapportarsi sia all'Eurasia sia all'Europa. In questo modo, la Turchia è in grado di giocare un ruolo positivo indipendente dall'Atlantico; ma se diviene uno strumento nel progetto statunitense del Grande Medio Oriente, la Turchia corre il rischio di non riuscire ad accordarsi né con la Russia né con l'Europa. L'America conta di utilizzare la Turchia non solo contro i paesi arabo-musulmani mediorientali, ma pure contro l'Europa. Una Turchia filo-americana non può risolvere alcun problema nella regione, ideologicamente e strategicamente. Oltretutto, un simile tentativo renderebbe tesi i rapporti con Russia ed Europa così come coi paesi islamici. Per avere un ruolo attivo, la Turchia deve modellare le sue relazioni diplomatiche in un senso eurasiatico. Finché seguirà la politica del Grande Medio Oriente lungo il sentiero tracciato dall'America, la Turchia sarà vista come una seconda Israele. Dalla Turchia ci si aspettano maggiori sforzi intellettuali e culturali. Il governo turco ha già rivelato - abbastanza spesso - di non vedere affermativamente il fatto d'essere un modello americano, e approccia il problema dalla prospettiva della cooperazione. Gli Stati Uniti sono al picco della loro potenza, e per questo i paesi europei e la Russia non sono in grado di resistere alla politica americana come fa la Turchia. Per ora, non c'è altro da fare che accettare i progetti americani. Per questa ragione Putin non va contro le basi USA nell'Asia Centrale. Posso capire che la Turchia abbia parzialmente accettato la proposta dell'America, poiché si tratta d'una scelta di realpolitik. Tuttavia, è certo che la Turchia non consista del solo governo. Sappiamo che la Turchia ha una complessa struttura sociale e il potere dell'esercito, dei partiti politici e delle inclinazioni religiose può essere facilmente percepito. L'opinione pubblica turca ha protestato contro il vertice NATO e adottato una posizione simile agli Eurasiatisti. Questo perché il governo turco non può esplicitamente riconoscere la strategia come ha fatto Putin. Questo spiega perché i passi pragmatici del governo possano essere visti con comprensione. Qual è l'atteggiamento russo verso la Cecenia? E' possibile che la Russia cambi la propria politica verso quel paese? Mosca ha trionfato militarmente in Cecenia ma non politicamente. Non possiamo spiegare loro perché debbano rimanere entro i confini della Russia e far sentire loro d'avere un posto entro tali confini. Risolvere il problema coi mezzi militari piuttosto che con quelli politici è stato l'errore più grave del governo Putin. Noi proponiamo una "soluzione eurasiatica" alla questione cecena. La Russia ha bisogno d'offrire ai Ceceni il "Piano Eurasiatico per la Cecenia". I Ceceni sono un popolo attivo, coraggioso e fiero. Anche i separatisti ceceni debbono essere integrati nella visione eurasiatica cui prima accennavamo. La Russia dovrebbe rispettare maggiormente i suoi nemici buoni e integrarli nella visione eurasiatica per un futuro migliore. Altrimenti, si sperimenterà ancora molto caos. Pensa che le relazioni tra Russia e Turchia cambieranno velocemente? Poiché l'atteggiamento russo verso di noi sulla questione di Cipro, sei mesi fa era molto severo. Il ministro degli esteri russo, il giorno prima, ha firmato il rapporto conclusivo nel quale Mehmet Ali Talat utilizza lo status di primo ministro della Repubblica Turca del Cipro Settentrionale all'incontro della Organizzazione per lo Sviluppo Islamica. Il consigliere capo del Primo Ministro, Ahmet Davatoglu, ha menzionato in un suo discorso un incontro ufficiale con Putin da tenersi entro i prossimi sei mesi. Se fosse vero, un presidente russo visiterà la Turchia per la prima volta in 30 anni. Pensa che questa relazione sia una sorta di matrimonio di convenienza? La strategia russa di considerare la Turchia un nemico è cambiata dopo la fine della Guerra Fredda. La Turchia era un alleato americano in quel mondo bipolare. Ma ora ci troviamo in un mondo monopolare e la Turchia ha più alternative di prima. Come dato di fatto, Turchia e Russia sono situate in un triangolo, essendo paesi sia eurasiatici sia occidentali, così come orientali. Ecco perché Ankara e la Russia si sforzano a considerarsi l'un l'altro come socio regionale. La Russia ha cambiato la sua prospettiva da quando la Turchia ha scoperto la dimensione eurasiatica. Credo che Ahmet Davutoglu (un membro dell'Associazione Industriali e Uomini d'Affari Indipendenti) sia conscio del potenziale eurasiatico. Vi sono alcuni gruppi in Turchia che studiano la visione eurasiatista. Fino ad ora la Russia aveva sostenuto totalmente la parte greca nella questione cipriota. Ma ora i parametri sono cambiati. L'importanza che i Turco-Ciprioti danno alla loro indipendenza è già ben nota; tuttavia la Turchia, come altri paesi, è conscia del fatto che i suoi caratteri sono minacciati dal vento della globalizzazione in questo mondo monopolare dove l'America è il solo capo. Lo stesso d'applicarsi alla Russia. Allora, non sarebbe anormale per i due paesi sforzarsi a cercare una nuova alleanza che non significhi una sorta di colonialismo o espansionismo; ma un tipo di cooperazione che desti la democrazia e trovi soluzioni specifiche ai problemi del mondo multipolare.

    Ali Cimen, Fatih Seyhanoglu, 18 Luglio 2004, traduzione di Daniele Scalea
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  2. #2
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    Comincio a capire da dove vengono certi deliri di alcuni eurasiatisti italiani.
    Dugin è un autore senz'altro stimolante e non privo di acume, però dovrebbe spiegare, prima ancora che a noi ai russi stessi, come intende integrare nella sua eurasia un paese che, da molto prima della NATO e della storia recente, è una spina nel fianco della Russia e dei popoli slavi e, prima ancora, di Bisanzio, di cui è stato il demolitore e di cui la Russia è l'erede spirituale.
    Dugin, come molti anche da noi, commette la grossa ingenuità di credere che il mondo islamico sia un potenziale alleato, mentre non ha capito che proprio il mondo islamico, al di là delle stupidaggini propagandistiche sulla guerra al terrorismo, è semmai, dalla Turchia al Cossovo, alla Bosnia, alla Cecenia, al Pakistan fino al Kashmir e allo Xinjang, il principale alleato americano. Perché solo la destabilizzazione provocata dall'espansionismo islamico può destabilizzare in profondità gli imperi eurasiatici e la stessa Europa (non parliamo della Russia, lì l'Islam è palesemente il cavallo di Troia degli americani).
    L'unica eccezione che mi sento di ammettere non è certo la Turchia, che geopoliticamente, finché esisterà, sarà una spina nel fianco di Europa e mondo slavo, Russia compresa, ma l'Iran, che molto difficilmente si presterà a fare da strumento degli americani contro le potenze eurasiatiche e che, sciita di religione e indoeuropeo di stirpe, costituisce un'entità quasi isolata (ma grande e forte) in mezzo a stirpi semitiche a ovest e turche a nord, tutte sunnite con poche eccezioni, dalle quali difficilmente vorrà farsi fagocitare, avendo una tradizione plurimillenaria.
    Un avvicinamento dei russi ai turco-ciprioti che trascenda occasionali ragioni contingenti e tattiche, sarebbe un errore fatale e significherebbe voltare le spalle a dei fratelli ortodossi per appoggiare i loro biechi e feroci sterminatori da secoli. Che non cadano mai in un errore così esiziale.

  3. #3
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    Concordo. Ieri in Iran si è svolta la festa del fuoco, nient'altro che il nostro solstizio da noi eliminato a favore delle feste McDonaldo.
    L'unica via alternativa credibile è l'asse Berlino-Mosca-Pechino con agganci saldi a Iran, India e Indocina.

  4. #4
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    .....solidi agganci sì, ma noi dobbiamo essere i migliori.



 

 

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