E' quanto riporta un articolo "Il Sole 24 Ore" di Martedì 15 marzo, secondo il quale le aviolinee americane, già alle prese con gravi problemi di bilancio, temono di veder calare i ricavi a fronte del fatto che i programmi frequent flier hanno sinora generato circa 9 miliardi di punti, pari a 36 milioni di viaggi gratis.
Tra le possibili soluzioni, posto che i programmi frequent flier sono un'efficace strumento di marketing e che la loro soppressione genererebbe riflessi negtivi sull'immagine aziendale, quella di alzare il numero delle miglia necessarie per raccogliere punti.
Nel 1994 un miglio valeva mediamente, in termini di programmi frequent flier, due cents, ore invece ne vale circa 1,4.
Non si esclude comunque che che le aviolinee USA possano decidere una nuova stretta simile a quella decisa nel 2003, quando alzarono di 5 mila punti la richiesta per un biglietto gratis.
Se questa tendenza prendesse piede anche in Europa, e le aviolinee tradizionali fossero costrette, anche a causa dei continui rincari dek carburante, a ridimensionare o a sopprimere i loro programmi, verrebbe meno uno degli strumenti che le rende, secondo me, ancora attrattive nei confronti delle low cost.
Del resto, se la memoria non mi inganna, FR in passato ha fortemente osteggiato i progtrammi di fideizzazione delle majors....




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