Il premier a Bari davanti agli industriali: ''I semi che abbiamo gettato stanno iniziando a dare i frutti: sbagliato cambiare direzione''
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Prodi: ''Berlusconi ha perso la fiducia del Paese''
Roma, 19 mar. (Adnkronos) - ''Non sono certo tranquillo per l'andamento dell'economia''. Davanti alla platea degli industriali a Bari, il premier Silvio Berlusconi ammette di avere ''qualche preoccupazione'' per le ''difficoltà del Paese, dell'Europa e quindi delle imprese''. Lui, premier imprenditore e non Professore, se ne rende conto: sono le ''stesse che avete tutti voi''. Ma, assicura, il peggio è passato: ''Il periodo di preoccupazione l'abbiamo ormai alle spalle''. Dunque, non teme di affermare di essere ''gasatissimo''. ''Mi sarebbe piaciuto che qualcuno mi avesse chiesto: 'Presidente, lei è depresso?'. Io rispondo: 'No'. Non sono depresso, anzi sono gasatissimo''.
Riferendosi a un intervento fatto nel 2001, alla vigilia del voto, al convegno di Confindustria a Parma, Berlusconi ha poi aggiunto: ''Il governo e il presidente del Consiglio sono stati di parola. Io vi dissi che il vostro programma era il nostro programma e se anche voi aveste la pazienza di rileggere quell'intervento non potreste che esser convinti che, nonostante tutto ciò che è successo e che non era prevedibile, dall'11 settembre in poi, il governo e il presidente del Consiglio sono stati di parola''.
''In questi quattro anni - ha detto ancora il premier - abbiamo avviato un profondo cambiamento dell'Italia. I semi che abbiamo gettato stanno iniziando a germinare e a dare i frutti''. Per Berlusconi, dunque, occorre continuare su questo percorso per ottenere ''il raccolto'': cambiare direzione ''sarebbe un colpo di grazia per il nostro futuro''.
Affrontata anche la questione del patto di stabilità, che deve diventare un patto di crescita: ''questo nodo'', secondo il premier, dev'essere definitivamente sciolto. ''La stabilità è importante - ha detto Berlusconi - ma la crescita non è meno importante. Fin dall'inizio il patto di Maastricht si è chiamato patto di stabilità e crescita. Ora, al Consiglio dei ministri della Ue del 22 e 23 marzo, affronteremo la questione della riforma per far sì che diventi patto di crescita''. Il presidente del Consiglio non nasconde le difficoltà dell'operazione, ma ribadisce: ''Dobbiamo sciogliere questo nodo, dobbiamo decidere se la priorità è la crescita o se dobbiamo sacrificare sull'altare della stabilità possessiva della moneta le esportazioni e le capacità di penetrare sui mercati internazionali dell'Europa''.
Il presidente del Consiglio ha poi affermato che, se necessario, il governo porrà la fiducia sul pacchetto competitività, assicurando che i due provvedimenti arriveranno a un'''approvazione contestuale''. ''Mi assumo l'impegno - ha detto - a far seguire un iter parallelo per arrivare a un'approvazione contestuale. Queste misure verranno approvate definitivamente entro i termini previsti dalla legge''. E, se necessario, ''il governo ha il dovere di chiedere la fiducia''.
Quindi, riferendosi alla recente 'bocciatura' dell'Irap da parte dell'avvocato generale dell'Ue, Berlusconi ha ribadito che il governo italiano stava studiando ''da tempo'' modifiche a quest'imposta, anche prima delle indicazioni giunte dalla Corte di giustizia dell'Unione. ''Il nostro obiettivo - ha aggiunto - è abolire l'Irap con la prossima Finanziaria, perché non bisogna più gravare sullo sviluppo e le imposte. Basta, basta, basta... con queste imposte''. Poi, quando dalla platea si è levato qualche fischio al suo indirizzo, ha affermato: ''Sono fischi all'americana, naturalmente''.
Basta lo diciamo noi.Se pensa di rifilare ai Padani il gioco delle tre scatolette,questa volta avrà parecchie gatte da pelare.L'abolizione dell'Irap faceva parte del programma dei primi 100 giorni di governo, e lui cosa fa?aspetta naturalmente di beccarsi lo sberleffo europeo.Implicitamente ha ammesso di aver gravato le imprese del Nord per ben quattro anni.




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