Mons.Riboldi: "Giovani, tornate all'Eucarestia"
Pescantina. Si è concluso il triduo eucaristico-mariano che ha visto la presenza a Pescantina dopo 24 anni della statua della Madonna della Corona. Per l’occasione è arrivata la testimonianza di monsignor Antonio Riboldi, già vescovo di Acerra, che ha svolto alcune riflessioni sull'"Eucaristia come scuola di formazione per gli educatori e di crescita per i giovani". Al centro il tema di un disagio che interessa trasversalmente giovani, famiglie e società. "I giovani di oggi – ha detto Ribaldi - sono attendati fuori dalle mura della città; sono fuori del nostro contesto. Perché? Non è venuta nessuna risposta. Anche la vita di Gesù rispecchia il cammino di un ragazzo qualunque che ad un certo punto ha abbandonato i genitori. Il problema di oggi è essenzialmente educativo ed ha al centro la libertà di scelta. L'età difficile che attraversano i ragazzi comincia quando non li educhiamo più a Dio, quando non facciamo sentire loro l'amore che caratterizza la Chiesa. Perché i giovani hanno abbandonato in massa la Chiesa? Perché più abbandoniamo l'Eucarestia, più danneggiamo la famiglia". Sull'isolamento della testimonianza cristiana in un mondo ormai laicizzato don Riboldi non ha avuto mezze misure: "Dovete riunirvi ed essere lievito: si può riguadagnare la fede ripartendo anche da zero, come mi è capitato in Sicilia al tempo della mia missione come parroco di Santa Ninfa. Abbiamo dovuto ricostruire tutto dalle fondamenta". Poi anche una testimonianza bruciante sul quartiere di Scampìa, salito tristemente alle cronache per l'alto contenuto malavitoso. "Nessuno ha mai pensato a dare un'anima a quel posto: è mancato l'amore e l'interesse della società. Questi che abbiamo sotto gli occhi sono i tragici risultati delle assenze della società civile. Bisogna aiutare a capire l'amore e il valore della vita".




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