Il verdetto della seconda sezione bis del Tar
Liste: il Tribunale esclude la Mussolini
Respinto il ricorso della lista Alternativa Sociale. Ma la nipote del Duce non si arrende: «La parola ora al Consiglio di Stato»
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La veglia della Mussolini davanti alla sede del Tar (Ap)
ROMA - La corsa per la poltrona a presidente della regione Lazio resta un affare a due, Storace contro Marrazzo. Il terzo incomodo, Alessandra Mussolini, non ha avuto soddisfazione dal ricorso presentato al Tar che ha confermato l'esclusione della sua lista Alternativa Sociale dalla competizione elettorale fissata il 3 e 4 aprile. Il provvedimento contro la nipote del Duce era stato assunto sabato scorso dalla Corte di Appello dopo che erano state scoperte numerose irregolarità (in 860 casi) nella raccolta delle firme a sostegno di As.
Il verdetto dei tre giudici della seconda sezione bis del Tar (presidente Patrizio Giulia) è giunto alle 14 di venerdì. Bocciata la richiesta del pool di legali della ricorrente di bloccare le elezioni.
La Mussolini, che ha atteso paziente il pronunciamento del tribunale accampata nel camper dove ha trascorso anche la notte di giovedì digiunando, ha già annunciato il ricorso al Consiglio di Stato, che deciderebbe entro 4 o 5 giorni. «Sono pronta a tutto - aveva anticipato in mattinata - impugnerò il provvedimento fino agli ultimi gradi di giudizio perché credo che le elezioni, si vincono o si perdono, con i risultati che escono dalle urne e non a tavolino».
Sul fronte giudiziario intanto continua a tenere banco la violazione informatica compiuta da Laziomatica ai danni della banca dati dell'anagrafe del comune di Roma. Sulla vicenda è intervenuto anche il leader dell'Unione Romano Prodi chiedendo di fare luce: «Su questa storia bisogna guardarci dentro fino in fondo perché ci sono delle violazioni che sembrano gravissime».
18 marzo 2005




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