| Giovedì 17 Marzo 2005 - 12:44 | Amelia |
Non sono rimasti a guardare troppo a lungo gli Stati Uniti. Con il solito stile da propaganda si sono inseriti nelle trattative tra l’Iran e il trio europeo formato da Gran Bretagna, Francia e Germania, “offrendo” a Teheran aiuti iniqui per rinunciare al nucleare, ma sufficienti a dare l’immagine di superpotenza “generosa e impegnata per la pace”.
Il “New York Times” ha diffuso ieri la notizia, che sembra sarà confermata nelle prossime ore dalla Casa Bianca, dell’entrata ufficiale di Washington nelle trattative a fianco del Trio europeo.
Secondo quanto scrive il quotidiano statunitense, gli Usa offriranno all’Iran un pacchetto di incentivi economici per rinunciare al proprio programma nucleare.
Secondo quanto rendono noto fonti dell’Amministrazione citate dal “New York Times”, gli incentivi degli Stati Uniti, includerebbero il via libera all’ingresso dell’Iran nell’Organizzazione mondiale per il commercio e la vendita di componenti per l’aviazione. Le “concessioni” scatteranno solo una volta che Teheran avrà bloccato totalmente e in modo permanente il suo programma di arricchimento dell’uranio. La grave disparità tra ciò che si chiede e ciò che si è disposti a concedere è evidente e le sanzioni economiche contro l’Iran sembrano ormai solo una questione di tempo, visto che Teheran avrebbe bisogno di ben altri incentivi per rinunciare totalmente al proprio programma nucleare, comunque necessario al fabbisogno interno del Paese.
“Sosteniamo quello che stanno facendo gli europei, ma dovevamo trovare un modo per dimostrarlo - ha spiegato un funzionario dell’Amministrazione Usa al quotidiano- Questo è il nostro modo di chiarire che ci associamo agli europei nell’offrire a Teheran ragioni positive per rinunciare al suo programma”.
Secondo la stampa nordamericana sarà il segretario di Stato Condoleeza Rice a dare l’annuncio di quella che i media hanno già definito come la “svolta statunitense”. L’altro ieri, il falco dell’amministrazione Usa aveva dichiarato: “Penso che stiamo davvero arrivando a una posizione comune sul come procedere. Stiamo cercando strade per sostenere più attivamente quella diplomazia”, anticipando di qualche ora lo spintone degli Usa all’Europa.
Altre indiscrezioni diffuse dal Washington Post, rivelano che Robert Zoellick, vice segretario di Stato, aveva incontrato a Washington esponenti dei governi di Francia, Germani e Gran Bretagna per definire i dettagli della decisione statunitense. “Le due parti condividono una posizione comune su dove si trovano le linee rosse...e quando si dovrà eventualmente andare al Consiglio di sicurezza” avrebbe anche affermato un diplomatico americano.
Intanto il Trio europeo ha già informato gli altri Paesi dell’Unione che in caso di fallimento dei negoziati con l’Iran il dossier delle trattative, verrà trasferito al Consiglio di sicurezza dell’Onu che deciderà in merito alle sanzioni da imporre a Teheran. Confermando così l’ “accordo” raggiunto con gli Stati Uniti e giustificando l’improvvisa accelerazione delle trattative dichiarando che con l’Iran “i progressi non sono così veloci come avremmo voluto”.
Da Teheran non arrivano commenti. Solo il capo del Consiglio per la sicurezza nazionale Hassan Rowhani ha fatto sapere che “la tecnologia nucleare iraniana non è negoziabile e il periodo di sospensione è breve, ma credo che dobbiamo essere pazienti. La maggioranza del nostro popolo vuole proteggere la tecnologia nucleare e arrivare a una soluzione attraverso i negoziati”.
Ma il tempo della diplomazia sembra già terminato. Stando ad alcune notizie diffuse dalla Reuters Reuters, Francia, Germania e Gran Bretagna avrebbero inviato una lettera alla presidenza lussemburghese dell’Ue, nella quale si legge che “l’avanzamento delle trattative con l'Iran non procede come auspicato e che se l’Iran non si attiene alla sospensione del processo di lavorazione dell’uranio “non abbiamo altra scelta che sostenere il deferimento dell’Iran alle Nazioni Unite”.




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