“Chi vuole aborire paghi! Il saluto romano vuol dire pace”
Alice intervista Gianni Correggiari, vice-segretario nazionale di Forza Nuova-Alternativa Sociale: “Una società deve avere un’unica radice culturale e religiosa. Siamo favorevoli all’immigrazione di popoli simili, ad es. quello argentino”.


Alla fine il Consiglio di Stato ha riammesso Alternativa Sociale anche in Lazio...

Già e non le nascondo la mia grande soddisfazione. Detto questo, ciò che mi ha dato più fastidio dell'intera vicenda è il moralismo di chi ci ha accusati: quelli di AN mi ricordano i “birri”, cioè coloro che erano così bravi a delinquere che poi diventano “sbirri” e vanno a perseguire i reati da loro così bene commessi. Solo il popolo italiano sarà il nostro giudice.


Cos'è Alternativa Sociale?

Il terzo polo di un finto bipolarismo costituito da due marmellate; siamo l'alleanza che vuole rompere questo patto scellerato tra centrodestra e centrosinistra.


Cosa pensa della Casa delle Libertà e dell'Unione?

Il centrodestra non fa più quello che normalmente faceva la destra, cioè difendere le tradizioni e l'identità nazionale. Ha abbandonato il nostro Paese ai burocrati di Bruxelles; ormai il nostro parlamento non conta più nulla. Di fatto c'è stato un golpe istituzionale: la società non appartiene più al popolo, perché il popolo non è stato chiamato a decidere. Non ci può essere Patria senza autonomia legislativa (oltre che economica e militare).

La sinistra ha clamorosamente mancato i suoi obiettivi, ad esempio la difesa del lavoro. Se ricordiamo dove nasce il precariato, capiamo che la sinistra ha ormai abbracciato i principi del liberal-capitalismo che noi contestiamo.


Quali le vostre proposte amministrative per queste elezioni regionali?

Poniamo il problema della remuneratività del capitale rispetto al lavoro: oggi viene remunerato il capitale, e non il lavoro. Il convitato di pietra inattaccabile della perdita del potere di acquisto è il sistema bancario. Ci poniamo a difesa dei produttori, chiunque essi siano (autonomi o dipendenti). Vogliamo che la regione si faccia garante di un fondo che permetta alle imprese e alla famiglie di accedere a mutui non usurari ma umani.


E in campo sanitario?

Proponiamo ai cittadini cattolici un'obiezione di coscienza affinché simbolicamente detraggano dalle loro tasse un euro contro le spese abortive. Oggi le spese abortive sono a carico della collettività... per carità, c'è una legge nei confronti della quale oggi non possiamo fare nulla, ma rimane il fatto che la spesa abortiva non è certo una legge sociale e di tutela. Quei costi deve sostenerli solo chi vuole abortire. Anche il lifting non è una spesa sociale. Ci batteremo anche per la riapertura dei piccoli ospedali, come presidi sul territorio.


Il tema dell'immigrazione è da sempre uno dei vostri cavalli di battaglia. A riguardo non sono mancate contro di voi accuse di “istigazione al razzismo”.

Noi non siamo contro gli immigrati che consideriamo vittime di un sistema sbagliato. Ma siamo fermamente contrari all'immigrazione, che giudichiamo un fenomeno assolutamente negativo sia per i popoli che emigrano che perdono così le loro energie migliori (i giovani), che per quelli che sono costretti a riceverla.


Concretamente quale la vostra soluzione?

Noi saremmo favorevoli (ove di forza lavoro ce ne fosse effettivo bisogno) alla soluzione adottata dalla regione Veneto, cioè favorire l'immigrazione di “popoli simili”: creare, cioè, un canale privilegiato per i lavoratori dell'est ma soprattutto per gli argentini; c'è tanto sangue italiano in quello argentino, c'è tanto lavoro e sacrificio italiano in Argentina... insomma, c'è moltissima italianità in Argentina, omogeneità culturale e religiosa. Con arrivi di questo tipo l'immigrazione in Italia non vedrebbe sbalzi pericolosi o shock rispetto alla cultura di origine.


Non crede possibili altre forme di integrazioni?

Non capisco come un mussulmano possa riuscire ad integrarsi o ad essere assimilato al mondo occidentale. Loro spesso vengono qui per la lavorare, bene, ma non vogliono integrarsi... e così nascono i “ghetti”. Noi crediamo che una società debba avere un'unica radice culturale e religiosa. Il problema non è quello delle minoranza, che ci sono sempre state, ma di quando le minoranze diventano maggioranze, perché ciò produce fratture sociali.


I vostri congressi si concludono spesso con il saluto romano... vi sentite gli eredi o l'evoluzione del fascismo?

Fin da subito dissi che la “categoria fascismo” non è più in grado di interpretare la realtà. Cioè non significa che da un punto di vista politico e culturale io rinneghi il passato... se così facessi, non mi potrei più guardare allo specchio e mi sembrerebbe di perdere in dignità. Il fascismo è nato in certe condizioni (sociali, politiche, economiche e geografiche) che oggi non ci sono più, e allora guardiamo avanti.


OK, ma che giudizio dà del periodo fascista?

Positivo, pur con gli errori commessi. Il tentativo di espungere il fascismo dalla vita politica italiana liquidandolo come lo sbarco dei marziani che sono ripartiti vent'anni dopo è veramente di bassa lega.


E sul saluto romano che fate spesso?

Abbiamo accettato il metodo democratico, facciamo il congressi, partecipiamo alle elezioni, cerchiamo (estrema sinistra permettendo) di svolgere i nostri convegni in modo assolutamente pacifico... poi, se questa democrazia è così debole da avere paura di un saluto romano... beh, la cosa mi sembra veramente ridicola. Siamo tornati ai tempi dei Tarquini a Roma quando fu instaurata la Repubblica e fu proibito addirittura la pronuncia della parola “rex”. Oggi siamo nelle medesime condizioni di oltre 2000 anni fa... hanno paura di un saluto (che è, innanzitutto, romano prima di essere fascista) che rappresenta una forma di identità. Hanno paura dei fantasmi. Tra l'altro, quello romano è un saluto di pace: significa “vengo senza armi”.







Cristiano Pini