per ricordare a 60 anni dalla scomparsa una delle più grandi anime del sogno della "nuova europa"...
“Ho perso, esigo la morte !”. Nella notte tra il 15 e il 16 marzo di sessant’anni fa moriva suicida Pierre Drieu La Rochelle. Fiero della sua fede politica preferì la morte alla dittatura del “gregge gocciolante di paura e odio".
dal coro della tragedia “Le Chef”
Noi siamo uomini d’oggi.
Siamo soli.
Non abbiamo più dei.
Non abbiamo più idee.
Non crediamo né a Gesù Cristo né a Marx.
Bisogna che immediatamente,
subito,
in questo stesso attimo,
costruiamo la torre
della nostra disperazione e del nostro orgoglio.
Con il sudore ed il sangue di tutte le classi
dobbiamo costruire una patria
come non si è mai vista;
compatta come un blocco d’acciaio,
come una calamità.
Tutta la limatura d’Europa vi si aggregherà,
per amore o per forza.
E allora davanti al blocco della nostra Europa, l’Asia, l’America e l’Africa
diventeranno polvere.
Drieu giace al cimitero di Neuilly. Su colui che fu uno dei principali autori francesi del Novecento, “l’homme couvert de femmes”, la coscienza virile della decadenza, c’è poca attenzione. Il gesto estremo di colui che si è tolto la vita per essere fedele alla sconfitta ha sconvolto le menti semplici e gli spiriti mediocri dei nostri contemporanei.
Fonte: Noreporter




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