Paolo Dorigo in viaggio verso casa!!

Dopo un calvario ininterrotto di 11 anni e 6 mesi, Paolo sta tornando nella sua Venezia (Mira), dove, almeno agli inizi, sarà sottoposto a detenzione domiciliare.
A Paolo è stato altresì concesso di poter liberamente uscire dalla propria abitazione dalle ore 10 alle ore 12 di ogni giorno, salvo protrarre il rientro a casa per motivi ed accertamenti sanitari.
La lotta per Paolo non conoscerà soste fino a quando non gli verrà celebrato un giusto processo e fino a quando non si accerterà la verità su quanto capitatogli in anni ed anni di torture anche psicologiche.
Fuorilegge non è Dorigo, bensì chi proditoriamente non si adegua a quanto intimato dal Comitato dei Ministri presso il Consiglio d'Europa.
Uno Stato che non rispetta le leggi, le sentenze e le convenzioni internazionali, non può pretendere nemmeno di far osservare le proprie.
Per il momento, e dopo oltre 11 anni, bentornato Paolo!.

RINGRAZIO

Vittorio Trupiano (AUTORE DELLO SCRITTO)

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Caso Dorigo. Zanella: finalmente un atto di giustizia - 24/03/2005

“Finalmente un atto di giustizia”. Luana Zanella, parlamentare Verde, promotrice di numerose mobilitazioni in Parlamento e fuori a favore della scarcerazione di Paolo Dorigo, commenta positivamente l'esito dell'udienza che si e' svolta ieri al tribunale di sorveglianza di Perugia nella quale il procuratore generale di Perugia ha dato parere favorevole alla concessione degli arresti domiciliari a Paolo Dorigo, rinchiuso nel carcere di Spoleto da 11 anni. “Dopo un processo – ricorda Zanella – definito ingiusto dalla Corte di Giustizia Europea che ha perciò più volte ha ammonito l’Italia. La notizia dunque riempie di gioia non solo i suoi familiari, i suoi avvocati e tutti coloro che hanno a cuore la sorte di Paolo e che si sono mobilitati a Venezia ed in altre città, ma anche chi tiene al corretto esercizo della giustizia nel nostro paese: il caso di Dorigo è stato un vero e proprio accanimento giudiziario, un esempio di mala-giustizia, una brutta pagina per un paese democratico”.



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IL PADRE WLADIMIRO
“Grazie a opinione pubblica e legali”
Spera che l'Italia ottemperi alle direttive europee di un processo giusto

VENEZIA anche suo padre Wladimiro Dorigo, noto docente di storia presso l'Università veneziana ed ex esponente di spicco della Democrazia Cristiana lagunare, era sceso in campo in questi mesi. Non l'aveva mai fatto prima, né durante il processo del 1993 a Pordenone, né durante la lunga detenzione del figlio nelle carceri di mezza Italia. “Io – aveva dichiarato quattro mesi fa, parlando ai microfoni del telegiornale più ascoltato, il Tg1 – faccio un appello al presidente della Repubblica, da padre a padre. Vorrei sperare che con la sua altissima sensibilità egli possa indurre chi può e deve a un provvedimento immediato di salvezza per Paolo”. E, ieri, ha commentato le notizie provenienti da Perugia. “Il parere del procuratore generale è la notizia migliore che potevamo attenderci” ha affermato subito. “E' merito – ha continuato – innanzitutto dell'azione intelligente e generosa dei suoi difensori, gli avvocati Trupiano e Simpatico, poi della mobilitazione di emozioni da parte dell'opinione pubblica, che ha influito nel mettere a nudo la situazione processuale e carceraria che Paolo denunciava da tempo”.
“Adesso – ha sottolineato ancora Wladimiro Dorigo – spero che Paolo si metta in sesto dal punto di vista innanzitutto della salute, in secondo luogo che ricostruisca la sua operatività lavorativa, quella di informatico e artista, e, dunque, che esca dal terribile tunnel nel quale era entrato e nel quale è rimasto per undici lunghi anni”. Ma le speranze del padre di Dorigo non finiscono qui:”Spero che Governo e Parlamento – termina – ottemperino prima possibile alla direttiva delle istituzioni europee per lo svolgimento del processo giusto, che tra l'altro da anni Paolo richiede”.

La Nuova di Venezia

di Giovedì, 24 Marzo 2005 - 12:00 PM