Il lettore ricorderà che abbiamo riferito di un’ondata di rivelazioni scandalose (pedofilia, malversazioni, furti) che hanno travolto l’alto clero ortodosso greco (1). Ci domandavamo il perché di questo attacco (tali “rivelazioni” sogliono essere dossier aperti da qualche servizio segreto) e facevamo l’ipotesi del ricatto contro una chiesa non amica di Israele.
Ora la conferma che viene dall’agenzia France Presse (AFP del 18 marzo) con la notizia seguente: “la chiesa ortodossa greca ha accettato segretamente di vendere a gruppi sionisti le sue proprietà a Gerusalemme Est nell’area abitata da palestinesi”. Si tratta di terreni siti presso la piazza Omar Ibn Al-Khattab, subito fuori della Porta di Jaffa, che è l’entrata principale alla “città vecchia” dentro le mura. Su quel terreno sorgono due famosi edifici appartenenti a due note famiglie palestinesi, il Petra Hotel e l’Imperial Hotel, che storicamente ospitano turisti-pellegrini cattolici. I proprietari non sapevano niente dell’avvenuta vendita; il corrispettivo è stato trasferito in vari conti di diverse banche europee.
Si parla di milioni di dollari, versati da un’organizzazione sionista americana desiderosa di “riscattare” la santa terra di Gerusalemme e di sloggiare i goym che vi abitano da secoli. Ma i palestinesi, cristiani e musulmani senza distinzione, parlano di un pagamento di “trenta denari”. Allusione al tradimento di Giuda che la Chiesa greca avrebbe commesso contro gli interessi, anche spirituali, degli arabi. Ma i pope e i patriarchi, d’ora in poi, saranno al sicuro da altri scandali.
Per capire la questione, bisogna sapere che da anni gli ebrei, con fondi della “diaspora”, comprano – pagando qualunque prezzo – case di palestinesi nell’area palestinese di Gerusalemme, per modificarne la composizione etnica in vista di un futuro referendum che sancirà la totale “ebraicità” della città santa.
A questo scopo, ricorrono ad ogni tipo di trucchi. Il governo israeliano ad esempio non concede ai palestinesi le autorizzazioni al restauro delle loro proprietà dentro le mura, finchè l’edificio non va in rovina, e il proprietario è costretto a cedere una casa ormai inabitabile; subito dopo, il nuovo padrone ebreo riceve tutti i permessi. L’Olp ha cercato di vietare ai palestinesi di vendere, ma spesso i proprietari cedono di nascosto e poi riparano all’estero (grazie ai soldi ricevuti). Ovviamente nessun divieto regge a lungo di fronte a un potere finanziario senza limiti.
La notizia si accorda con le frenetiche attività preparatorie, in una trentina di scuole rabbiniche (yeshivot), per la ricostruzione del tempio giudaico. La televisione israeliana Channel Two ha parlato di un piano di questi fanatici per “prendere possesso” della spianata delle moschee (che loro chiamano “monte del tempio”, perché lì sorgeva il tempio distrutto dai romani nel 72 dopo Cristo) dove attualmente sorgono la moschea di Omar dalla cupola d’oro e la piccola ma preziosa Al-Aqsa, da cui si dice Maometto fu elevato fino al settimo cielo. Oggi la spianata – per gli islamici Haram al-Sharif, il “nobile santuario”: è il luogo più santo dopo La Mecca – è in mano all’autorità religiosa islamica (Waqf), che consente la visita ai non-islamici purché rispettosi del luogo. I fanatici ebrei intendono prenderne possesso con diecimila manifestanti, clamorosamente, e strapparla con la forza all’Islam (2).
Ormai Israele – sicuro della sua forza, delle sue alleanze e, come abbiamo visto, dei suoi poteri di ricatto - non prova nemmeno più a dissimulare la sua violenza contro i palestinesi. In questi stessi giorni, mentre il governo Sharon proclama (e i media occidentali ripetono) il ritiro da parte dei “territori occupati”, si apprende che già ha un piano per riprendersi la striscia di Gaza. Lo ha detto Gloria Eiland, capo del Consiglio di Sicurezza Nazionale israeliano: alla prima “sensazione” che la guerriglia palestinese possa fare un attentato, ci riprenderemo militarmente Khan Younis (a sud della striscia), Beith Hainun e Beit Lahya (al nord) e Al Zaytun (al centro dells striscia di Gaza). Ovviamente, qualche attentato verrà o sarà fatto avvenire opportunamente (3).
Insomma Israele vince. E avvera la profezia di Isaia: “maledetto chi aggiunge casa a casa/ e terreno a terreno/ finché rimanga solo ad abitare sulla terra”. La caduta di costui, promette Isaia, sarà “come un muro crepato, subitanea”.
di Maurizio Blondet
Note
1)su questo sito, si veda l'articolo “Perché gli scandali contro il clero greco?”, 24.2.2005
2)“Jewish plot over Temple Mount”, BBC. 17 marzo 2005.
3)“Israel reveal new plans to re-occupy Gaza Strip”, Aljazeera, 17 marzo 2005.
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