



la petizione si trova nella seconda parte di questa pagina:
http://www.eurodad.org/articles/default.aspx?id=601
io ho partecipato
Chiamo alla Jihad da Rihad a Dubai/
Sai, gli restituiremo le torture di Abu Ghraib/
ogni posto in occidente è il World Trade Center/
E qui intorno ogni giorno è l'undici
settembre/


Firmato
Vuoi una soluzione VERA alla Crisi Finanziaria ed al Debito Pubblico?
NUOVA VERSIONE COMPLETATA :
http://lukell.altervista.org/Unasolu...risiEsiste.pdf


ho letto che Wolfowitz è l'unico candidato? come è possibile? qual'è il processo di scelta per il presidente della BM?
Chiamo alla Jihad da Rihad a Dubai/
Sai, gli restituiremo le torture di Abu Ghraib/
ogni posto in occidente è il World Trade Center/
E qui intorno ogni giorno è l'undici
settembre/


Bush telefona e nomina il presidente.
Loro sono per la democrazia.
Vuoi una soluzione VERA alla Crisi Finanziaria ed al Debito Pubblico?
NUOVA VERSIONE COMPLETATA :
http://lukell.altervista.org/Unasolu...risiEsiste.pdf


immaginavo...In Origine Postato da Fuori_schema
Bush telefona e nomina il presidente.
Loro sono per la democrazia.
Chiamo alla Jihad da Rihad a Dubai/
Sai, gli restituiremo le torture di Abu Ghraib/
ogni posto in occidente è il World Trade Center/
E qui intorno ogni giorno è l'undici
settembre/


BRUXELLES - Un primo giro di telefonate e un’occhiata al calendario: i ministri delle Finanze di Francia, Gran Bretagna e Germania discuteranno della designazione di Paul Wolfowitz come presidente della Banca mondiale già domenica, a margine dell’Ecofin convocato a Bruxelles, o, al più tardi, martedì, quando i titolari dell’Economia, affiancheranno i Capi di Stato e di governo nel Consiglio europeo.In Origine Postato da HoChiMinh84
ho letto che Wolfowitz è l'unico candidato? come è possibile? qual'è il processo di scelta per il presidente della BM?
Le diplomazie dei tre grandi Paesi hanno già assorbito la sorpresa (relativa) e guardano avanti, alla necessità di «concertare» una posizione comune da trasferire, nelle prossime settimane, a Washington, nel «board» dei 24 direttori esecutivi, cui spetta il compito di selezionare i candidati per la poltrona più alta. I «soci» della Banca mondiale sono 184, praticamente tutti i Paesi del mondo, ma da sempre la leadership è riconosciuta agli Stati Uniti, che pure possiedono solo il 16,4% delle azioni. Germania, Francia e Gran Bretagna hanno diritto a un posto permanente nell’organismo di vertice, insieme agli Usa, al Giappone e, di fatto, a Cina, Russia e Arabia Saudita. Tutti gli altri governi europei sono inseriti in una specie di girone composto da vari Stati, che esprime però un solo direttore e, quasi sempre, un supplente. L’Italia, in questo momento, c’è, insieme con Spagna, Belgio, Olanda (Portogallo e Polonia hanno ruoli di rincalzo).
La World Bank
è un’agenzia delle Nazioni Unite creata nel 1944 al fine di finanziare progetti per promuovere lo sviluppo. Ha 184 Paesi membri, circa 10 mila dipendenti, e sede a Washington
COME FUNZIONA
Gestita come una cooperativa, ogni Paese vi contribuisce proporzionalmente al peso della propria economia.
I maggiori sostenitori sono gli Usa (16,4%), seguiti da Giappone (7,8%), Germania (4,9%), Regno Unito e Francia (4,3%).
Lo scorso anno ha finanziato 245 progetti per circa 15 miliardi di euro
I VERTICI
Il presidente è scelto tradizionalmente dal principale Paese finanziatore, quindi dagli Stati Uniti. L’attuale numero uno, John Wolfensohn, è in carica dal 1995 e la data della sua scadenza è il prossimo giugno. L’Amministrazione Bush ha indicato come suo sostituto Paul Wolfowitz, 61 anni, viceministro della Difesa e considerato come l’ideologo dell’intervento militare Usa in Iraq
Da questi stralci di articoli presi dal corriere di oggi si evince che la scelta spetta formalmente ai 24 direttori esecutivi ma sostanzialmente al maggior azionista: gli Stati Uniti


Un sistema prettamente democratico.In Origine Postato da LIBERAL_
BRUXELLES - Un primo giro di telefonate e un’occhiata al calendario: i ministri delle Finanze di Francia, Gran Bretagna e Germania discuteranno della designazione di Paul Wolfowitz come presidente della Banca mondiale già domenica, a margine dell’Ecofin convocato a Bruxelles, o, al più tardi, martedì, quando i titolari dell’Economia, affiancheranno i Capi di Stato e di governo nel Consiglio europeo.
Le diplomazie dei tre grandi Paesi hanno già assorbito la sorpresa (relativa) e guardano avanti, alla necessità di «concertare» una posizione comune da trasferire, nelle prossime settimane, a Washington, nel «board» dei 24 direttori esecutivi, cui spetta il compito di selezionare i candidati per la poltrona più alta. I «soci» della Banca mondiale sono 184, praticamente tutti i Paesi del mondo, ma da sempre la leadership è riconosciuta agli Stati Uniti, che pure possiedono solo il 16,4% delle azioni. Germania, Francia e Gran Bretagna hanno diritto a un posto permanente nell’organismo di vertice, insieme agli Usa, al Giappone e, di fatto, a Cina, Russia e Arabia Saudita. Tutti gli altri governi europei sono inseriti in una specie di girone composto da vari Stati, che esprime però un solo direttore e, quasi sempre, un supplente. L’Italia, in questo momento, c’è, insieme con Spagna, Belgio, Olanda (Portogallo e Polonia hanno ruoli di rincalzo).
La World Bank
è un’agenzia delle Nazioni Unite creata nel 1944 al fine di finanziare progetti per promuovere lo sviluppo. Ha 184 Paesi membri, circa 10 mila dipendenti, e sede a Washington
COME FUNZIONA
Gestita come una cooperativa, ogni Paese vi contribuisce proporzionalmente al peso della propria economia.
I maggiori sostenitori sono gli Usa (16,4%), seguiti da Giappone (7,8%), Germania (4,9%), Regno Unito e Francia (4,3%).
Lo scorso anno ha finanziato 245 progetti per circa 15 miliardi di euro
I VERTICI
Il presidente è scelto tradizionalmente dal principale Paese finanziatore, quindi dagli Stati Uniti. L’attuale numero uno, John Wolfensohn, è in carica dal 1995 e la data della sua scadenza è il prossimo giugno. L’Amministrazione Bush ha indicato come suo sostituto Paul Wolfowitz, 61 anni, viceministro della Difesa e considerato come l’ideologo dell’intervento militare Usa in Iraq
Da questi stralci di articoli presi dal corriere di oggi si evince che la scelta spetta formalmente ai 24 direttori esecutivi ma sostanzialmente al maggior azionista: gli Stati Uniti
Chiamo alla Jihad da Rihad a Dubai/
Sai, gli restituiremo le torture di Abu Ghraib/
ogni posto in occidente è il World Trade Center/
E qui intorno ogni giorno è l'undici
settembre/


FMI e BM non sono organismi democratici, funzionano a quote. Ogni tot anni vengono riconsiderate le quote e i paesi interessati alla variazione della propria quota pagano di più o di meno. Gli stati uniti in entrambe le organizzazioni hanno una quota oltre il 15% (che per il fmi significa avere potere di veto sulle decisioni prese a maggioranza qualificata). Sono organismi che funzionano più o meno come delle SPA: maggiore è la quota di capitale e maggiore è il potere decisionale.In Origine Postato da HoChiMinh84
Un sistema prettamente democratico.


se fosse come dici tu e tutti i paese europei fossero daccordo su un loro candidato potrebbero farlo eleggere, invece non possono perchè rischierebbero ritorsioni a stelle e strisce.. diciamo che anche su questo gli usa hanno allungato lo zampinoIn Origine Postato da LIBERAL_
FMI e BM non sono organismi democratici, funzionano a quote. Ogni tot anni vengono riconsiderate le quote e i paesi interessati alla variazione della propria quota pagano di più o di meno. Gli stati uniti in entrambe le organizzazioni hanno una quota oltre il 15% (che per il fmi significa avere potere di veto sulle decisioni prese a maggioranza qualificata). Sono organismi che funzionano più o meno come delle SPA: maggiore è la quota di capitale e maggiore è il potere decisionale.
Chiamo alla Jihad da Rihad a Dubai/
Sai, gli restituiremo le torture di Abu Ghraib/
ogni posto in occidente è il World Trade Center/
E qui intorno ogni giorno è l'undici
settembre/