Mussolini: «Esclusi per le nostre battaglie sociali»
La leader di Alternativa Sociale ha presentato i candidati alle regionali Ennio Boschetti e Giovanni Dalbertis Jeans, maglione e tanta rabbia. Tra una telefonata tranquillizzante ai bambini per rassicurarli che tornerà prima di sera e una sbirciatina ai giornali dove affiorerebbero le prove dell'affaire-Laziomatica e della violazione alla banca dati del Campidoglio, si presenta così l'onorevole Alessandra Mussolini che ieri al Cristallo è stata ospite dei candidati polesani di Alternativa sociale alle Regionali, Ennio Boschetti e Giovanni Dalbertis, e del coordinatore provinciale Guido Clemente.
«Com'è dimagrita» sussurra qualcuno riferendosi al suo digiuno in attesa del parere del Tar del Lazio sull'esclusione della sua lista dalla tornata elettorale per la vicenda delle firme irregolari. Ma lei, Alessandra Mussolini, è tutto fuorché emaciata o rassegnata. Ogni livore possibile lo riversa sugli schieramenti dell'intero arco costituzionale, dal centrodestra dei Bondi, dei Giovanardi, dei Buttiglione e, su tutti, dei suoi «nemici numero uno in Alleanza "Arroganza" nazionale», Storace ribattezzato «Storhacker» e Ignazio La Russa che diventa «La Truffa», al centrosinistra che «quand'era al governo ha affossato le speranze dei giovani e della nazione. «Hanno tentato in tutti i modi di assorbire As con lusinghe e promesse prima di coinvolgerci nella storia delle firme - s'infiamma la Mussolini -.
Questo è un messaggio per le politiche da parte del ministro dell'illegalità Pisanu che si erge ad arbitro. È prevalso il metodo del potere-Stato che con la sua amministrazione pubblica schiaccia ogni voce contraria. Nè il centrodestra nè il centrosinistra lasciano spazio a una terza forza e fanno di tutto per annientarci con gli stessi metodi collaudati tra loro. Conservo ancora la lista in bianco che mi ha messo in mano Buttiglione perché raccogliessi voti contro Follini».
L'onorevole Mussolini si dice certa che il centrodestra non avrebbe esitato ad architettare qualcosa per mettere lei e le sue liste fuori gioco. «Ci escludono nelle città simbolo - incalza la parlamentare di As -, non mi faccio illusioni sul pronunciamento del Consiglio di Stato (al quale si è appellata dopo il primo grado del Tar, ndr). Spero solo che non ci sia qualcuno dei cinque giudici in odore di nomina com'è successo per Calabrò. Noi siamo fuori dal sistema che ti accoltella alle spalle. Non ci vogliono perché siamo anomali e perché facciamo battaglie sociali, ecco la verità». Una battaglia fuori e contri i Poli che si riflette anche a livello locale.
Boschetti ha ribadito la volontà di As anche in Polesine di "essere da sola contro tutti" e Dalbertis ha ricordato il voto di svolta che rappresenta la crescita di consenso di As. «Noi siamo il futuro - ha sintetizzato il candidato alla presidenza del Veneto Roberto Bussinello - loro sono il passato marcio che deve scomparire».
Franco Pavan




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