![]()
Il premier difende il governatore del Lazio per il caso delle firme false: «La sinistra ha aiutato la Mussolini: questa è la verità» STRUMENTIVERSIONE STAMPABILEI PIU' LETTIINVIA QUESTO ARTICOLO
Berlusconi (Ap)
ROMA - Sarà pure che le regionali le guarda a distanza, perché un premier «la campagna elettorale non la fa», come va ripetendo da giorni quasi cercando di non finire intossicato dal clima velenoso che si respira intono al voto di aprile, ma quando si tratta di scegliere da che parte stare Silvio Berlusconi non si fa pregare.
E così, dopo che Fini e mezza Cdl hanno già detto la loro, anche il premier scende in campo per difendere il governatore del Lazio Storace, accusato neanche tanto velatamente da Fassino e Rutelli di essere il regista occulto delle intrusioni informatiche compiute nell'anagrafe di Roma. E se i leader dell'Unione vogliono la testa del governatore, richiesta che ha provocato sdegnose reazioni a destra, Berlusconi non solo fa scudo sul presidente della regione Lazio ma rovescia le accuse sugli avversari.
«È stato alzato un polverone sulla vicenda Lazio che rischia di nascondere la verità dei fatti», dichiara il Cavaliere. «E la verità - prosegue Berlusconi - è l'apporto dato dalle sinistre al sistema delle firme false in favore di Alternativa Sociale. Tutto il resto sono soltanto polemiche sollevate ad arte contro il presidente Storace».
Corriere




Rispondi Citando
