Dimissioni
Sono rimasto colpito dalle notizie di dimissioni di Calderoni e Muti, le prime CONGELATE e le seconde solamente VENTILATE (come le scorregge).
Vabbe’ che viviamo in Italia, mi sono detto, il paese, secondo Flaiano, dove non si devono mai dare le dimissioni perche’ c’e’ il rischio che le accettino, ma qui siamo andati oltre. Abbiamo superato da un pezzo il non dare le dimissioni per entrare nel mondo fantasmagorico delle dimissioni date e non date, minacciate ma col filtro, fatte temere, avvertite, sfidate, percepite ma non espresse, puzzolenti e quindi ventilate… Insomma, una cosa tutta italiota di cui, in questi ultimi anni, ho tenuto un puntuale archivio.
Non che all’estero stiano meglio, e non lasciatevi ingannare da qualche galantuomo (ebbene si’, all’estero ne e’ rimasto qualcuno) che le rassegna senza fiatare. In realta’ ci sono altri che fanno cadere la faccia, come per esempio quel JAMES MINDER
74 anni, presidente della più famosa fabbrica d’armi del mondo, l’americana Smith&Wesson che aveva nascosto di avere un passato da rapinatore, con condanna a quindici anni di carcere, dieci dei quali scontati. Scoperto dal quotidiano dell’Arizona Republic, fu costretto alle dimissioni.
Certo molto meglio di Giuseppe Fortunato (voluto da AN) che è stato condannato a 6 mesi per violazione del segreto d'ufficio (condanna resa *DEFINITIVA* l'8 marzo 2002 dalla sentenza numero 9331 della Corte di Cassazione) che e’ stato eletto dal nostro governo all'authority per la privacy … l’uomo giusto al posto giusto?
Molto meglio il Minder alla Smith/Wesson…
Il cardinale Bernard Law, ex arcivescovo di Boston, costretto alle dimissioni dallo scandalo dei preti pedofili, è stato nominato arciprete della basilica romana di Santa Maria Maggiore….
Credo voglia allargare la cerchia degli adolescenti che frequentano la parrocchia…
(Poi ci sarebbe quel galantuomo di Georgino Bush che era il CEO della Henker e diede le dimissioni una settimana prima del crac in borsa liquidando le sue azioni e incassando 850 milioni di dollari, ma questo e’ un altro discorso…).
E per la serie: anche le pulci hanno la tosse, registrammo questa notizia:
Buttiglione ha chiesto le dimissioni di Rumsfield
Chiedere a Rumsfield di cui ricorderete il suo chiarissimo discorso alle Nazioni Unite ( molto prima che Buttiglione ne chiedsse CATEGORICAMENTE le dimissioni):
"Il messaggio e' che ci sono conoscenze risapute, ci sono cose che sappiamo di sapere. Ci sono cose sconosciute. Che significa dire che ci sono cose che ora noi sappiamo che non sapevamo. Ma ce ne sono anche che sono non conoscenze sconosciute... cose che non sappiamo di non sapere. E ogni anno ne scopriamo qualcuna in piu' di queste non conoscenze sconosciute".
In casa nostra invece ricordo Di Pietro che presento’ le dimissioni nel Governo Prodi che non gli sembrava vero potersi liberare di uno cosi’ scomodo senza contropartite.
Ci fu il ministro degli esteri Renato Ruggiero che regalo’ l’interim a Berlusconi, e poi
Gianfranco Polillo, responsabile del dipartimento degli affari economici del governo, perche’ secondo lui i conti non tornavano. (Adesso sembra che persino l’Europa gli stia dando ragione, ma chi si ricorda di questo onesto servitore dello Stato?)
Segue un elenco dei dimissionari che ricordo e varie tipologie di dimissioni italiche:
1-
SICILIANO
Nella lettera delle sue dimissioni dalla Presidenza della RAI, Siciliano specifico’ che le sue erano dimissioni irrevocabili. Perché, ormai lo sapete, ci sono anche quelle revocabili, quelle, ma dai non fare così e quelle messe sul tavolo la sera e ritirate la mattina col caffè.
Ha formalizzato le sue dimissioni irrevocabili, consegnando la lettera nella Sede della Rai a Torino in via Arsenale, 21.
2
STORACE
Smentito dal suo stesso schieramento, stigmatizzato addirittura da Berlusconi, il Nostro Eroe, alle prese con la revisione dei testi scolastici, in un momento di sconforto
HA PENSATO DI DARE LE DIMISSIONI
Proprio cosi’. Ha pensato.
Che se c’erano le dimissioni minacciate, presentate e poi ritirate, adesso le dimissioni sono diventate piu’ che virtuali. Vengono pensate e basta.
Ma te la immagini la scena? Berlusconi e Storace sono seduti su una panchina alla Peynet:
- Su, dimmi cos’hai
- No, niente – fa lui vergognoso
- Ma lo so che hai qualcosa…
- Ti dico che non ho nulla
- Ma se e’ da ieri che fai cosi’!
- Ma si, qualcosa…
- E che cosa?
- Pensavo…
- A cosa pensavi?
- Pensavo alle dimissioni
- Dai, non fare cosi’, io scherzavo!
- Eppure lo hai detto
- Ma non volevo
- Dici sempre cosi’…
- Dai su fai il bravo, torna alla Regione e non pensarci piu’…
(bacio)
3
ZACCARIA
Quel lumacone di Gasparri disse che alle comunicazioni, nulla sarebbe stato piu’ come prima e mando’ un severo monitor a Zaccaria, che da buon italiano le dimissioni non le voleva dare, dicendo che c’erano state le elezioni e che bisognava rispettare il volere del popolo italiano.
(Faccio modestamente notare a Lumacone-Gasparri, che se la volonta’ del popolo fosse stata davvero rispettata, lui a quest’ora se ne stava a casa a fare la maglia, perche’ il popolo italiano lo aveva gia’ trombato alle passate elezioni, e che e’ stato ripescato per meriti linguistici, in tutti i sensi.)
Successe anche che una fazzolettata di facce come il Q ( c'e' sempre qualcuno che si crede piu' come il Q dell'altro) si agito’ preparandosi alle dimissioni a catena tipiche di queste situazioni, come il trenino nelle trasmissioni di Costanzo Scio’ e a quella faccia di tolla del Rossella che in vista delle dimissioni di Zaccaria dalla RAI, si scopri’ cosi' filo Berlusconiano in modo da essere un buon candidato per la successione, corrispose una faccia come il Q uguale e contraria come il Mieli che provo’ a far passare Rossella per uno sfegatato alla Emilio Fede, un tipo troppo sbilanciato per aspirare al Trono della Presidenza RAI. Mieli e Mentana, invece avrebbero visto bene Flebuccio De Bartoli su quella poltrona, cosicche' si sererebbe liberata la poltrona dell'ambito Corrierone da dare (si sussurrava) a Sorgi.
Ma $ua Emittenza decise altrimenti, sparigliando i giochi…
4
Mauro Giovanni (neodeputato Forza Italia in Sicilia).
Presidente della Provincia di Ragusa, arrestato per due mesi nel 1998 (fu costretto alle dimissioni). Poi è stato rinviato a giudizio due volte. Il primo processo è per associazione per delinquere finalizzata alla corruzione e corruzione semplice, con l'accusa di aver intascato tangenti dai tecnici dell'ente pubblico in cambio di lucrosi incarichi professionali; in piú gli viene contestata la bancarotta fraudolenta, per il fallimento di una società di cui era amministratore unico. Nel secondo processo Mauro deve rispondere di essersi raddoppiato l'indennità di carica con un trucco: lo stesso giorno in cui si insediò alla Provincia, si fece assumere da una società privata, senza altri dipendenti e mai entrata in attività, ottenendo cosí la doppia indennità. Ora, oltreché imputato, è pure deputato.
5
PINO ARLACCHI
Il portavoce delle Nazioni Unite annuncio’ che Pino Arlacchi avrebbe rinunciato al suo incarico presso l’Ufficio ONU per il controllo delle droghe e la lotta al traffico degli stupefacenti.
Stupefacente, e’ il caso di dirlo che l’annuncio non l’abbia dato l’interessato, quasi che il nostro Pino nazionale sia stato diciamo cosi’ sospinto alle dimissioni.
Che di ragioni ce ne sarebbero tante, a cominciare dalle accuse da parte dei suoi collaboratori di “disprezzo per l’organizzazione, autoritarismo e falsificazione dei dati sui sequestri” fino ad un’indagine segreta di un comitato di controllo che aveva, si dice, convinto Kofi Annan a non rinnovargli la fiducia. Raggiunto dai giornalisti italiani Pino Arlacchi dichiaro’:
“Se ho rinunciato e’ per due motivi: prima di tutto perche’ ritengo di aver gia’ centrato gli obiettivi che avevo fissato in Afghanistan e America Latina, poi perche’ sono interessato a nuove sfide”
Ricordo per i piu’ deboli di memoria che l’Arlacchi, mandato all’ONU dai suoi compagni di governo, malgrado le grida dell’opposizione e i precedenti risultati deludenti, riusci’ a far passare un finanziamento di 40 milioni di dollari da dare ai telebani per riconvertire le coltivazioni di oppio in mais. I risultati sono sono gli occhi di tutti, le conseguenze pure, ed i provvedimenti anche, ma lui continua ad emanare bollettini di vittoria come se non sapessimo leggere.
6
Franceschiello RUTELLI.
Queste sono dimissioni “manco p’a capa…”
In ogni democrazia bipolarista che si rispetti, quello che perde, da’ le dimissioni e se ne va a casa. Da noi, no. Rutelli ha perso le elezioni e con quella faccia un po’ cosi’ e’ riuscito a farsi nominare nientepopodimenoche portavoce dell’opposizione.
Lui che non ha altri meriti che quelli botanici. E’ infatti riuscito con uno spezzone di Ulivo e il troncone marcio della Quercia a far crescere la sua Margherita.
In Italia non si debbono mai dare le dimissioni: potrebbero accettarle.
Zaccaria docet.
7
I politici invece sono molto piu’ prudenti, a cominciare da D’Alema, Fini, Bossi e compagnia cantante che quando hanno presentato le loro dimissioni, erano dimissioni sospese, dimissioni congelate, dimissioni scritte ma non presentate, insomma dimissioni dimissioni, mai!
8
GIORGIO FOSSA
Rimasi piacevolmente sorpreso nel vedere il presidente della SEA (gli aeroporti di Linate) indagato dalla Magistratura per le omissioni che hanno causato 118 morti nel noto incidente aereo a terra, che ha preso la penna e con estrema dignita’ ha dato le dimissioni!
Con queste precise parole:
“…non ritengo moralmente opportuno che il presidente possa mantenerne la carica essendo in corso un'indagine per la quale, seppur per 'atto dovuto', ho ricevuto un avviso di garanzia, sul cui spirito di tutela faccio serenamente affidamento affinché la magistratura possa al più presto ristabilire il più assoluto senso della verità".
Encomiabile. Insuperabile. Ecco un uomo che merita tutto il nostro rispetto per la dignita’ e la fermezza. Prosegue Fossa:
“…sento umanamente e professionalmente mio dovere riservare all'azienda di cui sono responsabile il massimo ed esclusivo impegno per garantire la necessaria e dovuta tutela della serenità e degli interessi di tutti quelli che lavorano in questa società, che con me condividono un grave momento di lutto e che con me stanno affrontando la sfida di recuperare immagine e dignità ingiustamente messe alla gogna dalla troppo facile superficialità di tanti media e dal pretestuoso e strumentale accanimento di alcuni politici".
Visto che lettera?
Purtroppo c’e’ un piccolo dettaglio, questa lettera il mite Fossa, non l’ha indirizzata alla SEA da dove sarebbe stato giusto mettersi da parte anche per rispetto nella Magistratura, ma l’ha indirizzata ai suoi amici della parrochietta, i frequentatori della Federazione Gioco Golf di cui e’ presidente. Hai capito? Dopo le dimissioni fantasma, le dimissioni minacciate, ecco materializzata la nuova forma fossiana: Le dimissioni da un’altra societa’ cosi’ tu puoi scrivere li’ quello che vorresti dire qui ma non lo dici altrimenti dovresti dare le dimissioni...
9
MASSIMO MORATTI
Quando diede le finte dimissioni disse:
“Voglio rimanere dietro le quinte...”
Adesso ci ha l’Inter sesta, il progetto e’ pienamente riuscito.
Chissa’ come sara’ contento !!
Il mattino dopo le dimissioni, Moratti braccato dai giornalisti ha detto:
“ Vi prego, lasciatemi perdere". Invece pareggia.
Benedetto uomo, in dieci anni ha cambiato 11allenatori, ha comprato 130 giocatori, ha cancellato dal bilancio 300 miliardi di plus valore, eppure ogni volta il pensiero corre al suo predecessore. Infatti, ha sempre una squadra di Pellegrini !
10
FAZIO (Quello che fa ridere, non quell’altro)
Fazio alla Commissione Parlamentare d’indagine sul crack Parmalat:
“Il gruppo Parmalat ancora a novembre pagava le banche. “
La Malfa: «Anche monsieur de la Palisse, un quarto d’ora prima di morire, era ancora vivo»
Quante risate!!
Ma dove sono finiti i bei tempi, quando davanti al sia pur minimo sospetto, i banchieri e i governatori si sparavano alla testa sulle carte contabili? Adesso, nemmeno le dimissioni.
11
CLEMENTE MASTELLA
Criticato dal modo in cui ha condotto i lavori d’aula, il presidente di turno della camera, boccia la richiesta d’inversione dell’ordine del giorno, mandando all’aria il blitz dell’opposizione ai danni di una maggioranza assente.
Insulti di Rosy Bindi a Mastella e le «parole irripetibili» di Mastella a Bindi. Poi le dimissioni del presidente dell’Udeur dalla vicepresidenza della Camera, la processione dei leader, da Fassino a Rutelli a Boselli, per rinnovare a Mastella «stima e amicizia», quindi le scuse della Margherita e la telefonata di Romano Prodi: «Ti prego Clemente, ripensaci».
Mastella:
“Ho subito uno choc, un infarto politico. Ora bisogna valutare bene la qualità dei rapporti, l’ambiente che si frequenta... ho capito che hanno un retropensiero su di me”
Ma poi rimase…
12
Calderoli al posto di Bossi
Mentre giurava ha minacciato le dimissioni.
Un vero record. Credo vada fatto entrare di forza nel libro dei primati (insieme agli scimpanze’)
Adesso le ha date per davvero, ma sono congelate…
13
Ah, si’, quasi dimenticavo.
Rocco Cassone, sindaco di Villa San Giovanni ha rassegnato le dimissioni dopo aver subito l'ennesimo atto intimidatorio mafioso.
Italiani, brava gente.
P.S.
Se vi ricordate qualche altra tipologia di dimissioni, fatemelo sapere per arricchire la mia collezione.
Grazzzzzie
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