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Discussione: Il Piede in Due Scarpe

  1. #1
    SENATORE di POL
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    Predefinito Il Piede in Due Scarpe

    L’onorevole Piero Fassino, di recente confermato a larga maggioranza segretario dei “demcoratici di sinistra”, ossia del principale partito della sinistra italiana ( partito ex comunista …..ma membro importante, da ormai diversi anni, dell’Internazionale Socialista e del Partito Socialista Europeo), è accreditato di aver compiuto anche lui, nel suo piccolo, la sua “svolta”.
    Fassino dunque è un “post” o un “ex”…. che avrebbe conservato le buone abitudini, come tanti dirigenti di quella tradizione politica che dai tempi di Amadeo Bordiga a quelli di Gramsci, Togliatti, Longo, Berlinguer, Occhetto e D’Alema, di svolte e svoltine ne ha viste davvero tante. Senza rigettare le critiche, sicuramente legittime (seppur scarsamente condivisibili), alle scelte “unilateraliste” dell’Amministrazione Bush che guida la SuperPotenza Globale statunitense, il compagno Fassino si è tuttavia posto alcuni problemi circa la questione dell’estensione del sistema e della cultura democratica nel mondo, e in primo luogo in quei paesi arabi e medio-orientali dove per troppo tempo anche la sinistra si è voltata dall’altra parte di fronte a regimi dispotici e criminali e a palesi violazioni dei più elementari diritti umani. Non solo, Piero Fassino, sempre senza abbassare la guardia nei confronti della “destra neoconservatrice” e dei suoi principi e valori, ha ammesso che rispetto ad un’epoca in cui la destra americana, pur nel contesto durissimo della guerra fredda con il totalitarismo comunista, appoggiava apertamente regimi illiberali e dittature militari, con Bush jr. si è avuta una rivoluzione importante nella concezione del mondo del repubblicanesimo statunitense, diventato “esportatore di democrazia” (un vizio un tempo…..”liberal”, ossia del partito democratico statunitense).
    Del resto, sperando di vincere le elezioni politiche del 2006 e di tornare al governo del Paese, Fassino cerca di presentarsi come “sinistra di governo”, responsabile e moderata, che ha in politica estera una linea coerente ma flessibile e attiva e che è cosciente dell’irreversibilità di determinate scelte storiche compiute dalla larga maggioranza del suo partito, che dovrebbero lasciarsi definitivamente alle spalle letture ideologiche, settarie e antioccidentali delle relazioni internazionali.
    Fassino si rende conto che una sinistra “di governo”, se vittoriosa, dovrà pur sempre guidare una potenza importante dell’Europa e dell’Occidente che ha bisogni, interessi e valori che la pongono dalla stessa parte della barricata, contro le sfide del terrorismo islamista (e degli altri nemici della stabilità internazionale), degli Stati Uniti d’America, indipendentemente dal tipo di amministrazione presente in quel Paese. Ovviamente Fassino preferirebbe un’amministrazione democratica (ma sulla politica estera le differenze fra Bush e Kerry erano davvero cosi’ significative?), ma sa che fino al 2008 un eventuale governo ulivista italiano avrà come patner obbligato il presidente repubblicano Bush jr. e la sua amministrazione, e che non è escluso che a Bush jr. segua un’altra amministrazione repubblicana per almeno ulteriori 4 anni.
    Dunque il segretario dei “Democratici di Sinistra” non può esimersi dall’abbandonare del tutto , quando si atteggia a “uomo di governo”, pur momentamente confinato all’Opposizione, certi toni radicali da comizio pacifista e dall’esprimere una linea politica responsabile e senza pregiudizi, che lasci cadere ogni “antiamericanismo” ideologico e proponga, per l’Italia, ruoli di politica internazionale, seppur diversi da quelli perseguiti dal governo Berlusconi, che si presentino in una sostanziale continuità con la tradizione della politica estera del nostro Paese, anche se, ovviamente, nel nuovo contesto del mondo post undici settembre e post guerra fredda.
    Gli slogan da comizio vengono quindi momentaneamente accantonati da Fassino che, tuttavia, è alleato saldamente non solo ad un ex “moderato”….. sempre più radicale (quale il leader della coalizione di Sinistra_EstremaSinistra Romano Prodi, autore di sortite di politica estera tra il banale balbettante e la ridicola imitazione di Chirac e Zapatero …ma senza la loro astuzia politica …) ma alla sinistra piazzaiola antiamericana “senza se e senza ma”. Quella sinistretta più massimalista che tra i cattivi americani e i buoni, educati e civili resistenti tagliagole iracheni, continua a ritenere che il nemico principale siano gli “imperialisti” e “neocolonialisti” occupanti a stellestrisce (e i loro “servi” e “mercenari” anglo-italiani), e che……nella migliore delle ipotesi la democrazia liberale sia inadatta ai popoli di matrice culturale non europea. Anzi, per molti di loro…. la fine ingloriosa delle dispotiche “democrazie popolari” dell’est europeo rosso è ancora vissuta come una propria sconfitta, malgrado il riconoscimento che “non tutto andava per il meglio” oltrecortina.
    Fassino è quindi il leader virtuale (il capo “effettivo” e’ il “sacrestano radicale” di cui sopra, lo “specchietto per le allodole”) di uno schieramento ancora fermo all’essere “di lotta e di governo”, dove si cerca di far convivere la “ragionevolezza” di un europeismo riformista (cosciente dell’importanza delle buone relazioni transatlantiche e della lotta al terrorismo e persino dell’allargamento, sul pianeta, dell’area delle democrazie liberali) e il radicalismo settario (antiamericano, antioccidentale, “anti-imperialista”,antiglogal, intriso di residui ideologici di altri tempi e da nuovi estremismi utopistici che ne riciclano la mentalità di fondo).
    Del resto la sinistra di governo che bombardò la Serbia, non molti anni fa, conviveva, anche se non ancora con le piazze rifondarole e degli sfasciavetrine in tuta bianca o a pallini, con i CoSSuttiani difensori delle “ragioni” della Serbia del compagno Milosevic (non…disprezzato, per la verità, neppure dai taluni politici padani), così ben rappresentate, sulle reti Mediaset, da un’indimenticabile trasmissione di Michele Santoro…. in diretta da Belgrado.
    Questa disinvoltura (pallida erede della doppiezza togliattiana), con la quale la “sinistra riformista” usa la sinistra piazzarola massimalista per battere “le destre”, sperando poi di poter controllare gli esagitati, e di poter contare sul voto bipartisan nelle scelte decisive di politica estera (fidando in sostanza sul senso di responsabilità e dello Stato che alle destre viene invece negato propagandisticamente in palese malafede) trova conferma anche nel tentativo spregiudicato di usare l’estrema destra mussoliniana (così simile in politica estera alla sinistra radicale, salvo che su una questione correlata e centrale: l’immigrazione extracomunitaria) per indebolire la forza elettorale del CentroDestra.
    Il Neo-Milazzismo dimostrato in questi giorni dagli “antifascisti militanti” della sinistretta, seppur con qualche distinguo e qualche presa di distanza, ha davvero del patetico ma non dell’incredibile. Del resto “il fine giustifica i mezzi” ci dicono i “filosofi della politica” più pragmatici. E’ però buffo che personaggi che hanno chiesto persino lo scioglimento di formazioni politiche come Forza Nuova, sulla base della legge Scelba e altri strumenti giuridici d’altri tempi (tutt’ora in vigore per l’inerzia storica del nostro sistema legislativo) si facciano all’improvviso paladini dei loro diritti…..elettorali…e……di firma……
    Il piede di Fassino, lungo e magro, persino elegante, si ostina a voler rimanere in due scarpe…..senza neppure un po’ di talco profumato, pur di riuscire domani a posizionarsi sul fondoschiena di Berlusconi. Ma se non prende il bersaglio rischia di trovarsi proprio il Fassino….. con il fondoschiena nudo sul freddo pavimento.

    Saluti liberali

  2. #2
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    Toh.....Il quotidiano di via Solferino sul tema del 3d....

    " Corriere della Sera del 21/03/2005

    La svolta di Fassino sulla Casa Bianca
    Sinistra, America e libertà nel mondo


    Paolo Franchi

    Era la metà degli anni Settanta, quando Enrico Berlinguer, a Mosca, disse che per i comunisti italiani la democrazia andava intesa come «un valore universale». Si trattò, per l’epoca, di un’affermazione rivoluzionaria, a Est ma anche a Ovest. Così rivoluzionaria che lasciò assai perplessi i più «realisti» tra i dirigenti del Pci. Vediamo di non dimenticare - scrisse su Rinascita Giorgio Amendola - che il tema delle libertà è appannaggio, e non da molto, di una minoranza fortunata, ma ristretta, dell’umanità: la gran parte degli abitanti del pianeta è indifferente, e sovente refrattaria, alla questione.
    Sono passati trent’anni, l’Urss non c’è più da un pezzo, il Pci nemmeno. Ma il tempo trascorso e gli sconvolgimenti intervenuti paradossalmente sono parsi accreditare, a sinistra, ma non solo a sinistra, più punti di vista come questo che rotture come quella di Berlinguer. Come se gli eroici furori successivi alla caduta del Muro avessero rapidamente ceduto il passo a una sorta di iperrealismo politico e a un radicato relativismo culturale. L’iperrealismo e il relativismo però sono, almeno in parte, comprensibili tra i conservatori; molto meno tra chi, anche dopo la caduta dei vecchi idoli, non dovrebbe rinunciare a nutrire ideali internazionalisti, e a ritrovarsi dalla parte di chi, sotto ogni cielo, rivendica democrazia, libertà, diritti.
    E’ questa contraddizione che Piero Fassino, in una bella intervista rilasciata, per la Stampa , a Federico Geremicca, prende coraggiosamente di petto. Per andare parecchio oltre anche le (importanti) affermazioni fatte all’ultimo congresso del suo partito a proposito delle elezioni irachene. Certo non cambia opinione sull’intervento militare, il segretario della Quercia, e nemmeno si iscrive nelle schiere dei fautori dell’esportazione della democrazia sulla punta delle baionette, e della guerra preventiva, e in un certo senso permanente, contro chiunque venga di volta in volta identificato come nemico principale.
    Ma Fassino dice almeno due cose radicalmente nuove, e potenzialmente dirompenti. La prima. Quando dichiara a chiare lettere di battersi «perché nei Paesi arabi ci sia libertà e democrazia», Bush opera un rovesciamento (a giudizio di Fassino, ovviamente, positivo) rispetto alle politiche tradizionali delle amministrazioni repubblicane, che «in nome del realismo politico sostenevano le dittature militari e fasciste in Sud America»: non è Kissinger, e non si può ignorarlo. La seconda. I fermenti democratici che si stanno manifestando in tutto o quasi il mondo arabo hanno origine in un processo di secolarizzazione che non risparmia affatto le società islamiche; ma c’entra anche, eccome, «la maggior intransigenza dell’Occidente verso chi nega i valori di libertà». E neanche questo si può ignorare, sempre che si stia, come Fassino vuole stare, dalla parte di chi quei valori li rivendica là dove sono stati sin qui negati, e non dalla parte degli oppressori, nel timore di mettere a rischio lo status quo.
    Non sarà una rivoluzione: certo è un passo avanti molto significativo. Probabilmente, contro Fassino convergeranno adesso gli strali dei neoconservatori nostrani, che gli rimprovereranno di non volersi arruolare, e dei pacifisti senza se e senza ma, che lo accuseranno di opportunismo. Capita, quando si cerca di andare avanti senza rifugiarsi in vecchie e sempre meno consolatorie certezze. Ma non c’è da spaventarsi.
    "

    Per la verità fu Stalin [democratico?] a dire per primo che i comunisti occidentali dovevano raccogliere le bandiere delle libertà borghesi gettate nel fango dalle forze del capitalismo imperialistico .....me per il resto l'articolo di Franchi contiene spunti interessanti...

    Saluti liberali

  3. #3
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    Sull'argomento, sempre sul quotidiano di via Solferino di oggi, un ritaglio di articolo dalla rassegna stampa del Ministero della Difesa:

    http://www.difesa.it/files/rassegnas...0321/70HXX.pdf


    Saluti liberali

  4. #4
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    Angelo Panebianco interviene sul Corriere di oggi relativamente al tema della "svolta" fassiniana in politica estera.............ma Bertinotti, Prodi, Cossutta, i verdi, il correntone?

    " Corriere della Sera del 22/03/2005


    --------------------------------------------------------------------------------
    Rapporto con gli Usa, se si muovono Fassino e Rutelli

    Il centrosinistra sulla rotta di Blair
    Anegelo Panebianco
    --------------------------------------------------------------------------------

    Il segretario dei Ds Piero Fassino appare impegnato in un serio tentativo di modificare gli orientamenti di politica internazionale del suo partito e del centrosinistra. Le sue recenti parole sulla politica di George Bush, e l’auspicio di un inedito attivismo della sinistra sul tema dell’esportazione della libertà, segnano, come ha osservato Paolo Franchi sul Corriere di ieri, un salto di qualità. Se pure Fassino mantiene il giudizio negativo sulla guerra in Iraq, il riconoscimento del ruolo positivo che ha assunto in Medio Oriente l’impegno di Bush a favore della democrazia (talché i neoconservatori, ispiratori di quella politica, risultano oggi, per Fassino, preferibili ai vecchi realisti alla Kissinger, difensori dello status quo e pertanto contrari a destabilizzare le dittature) e l’autocritica sul passato disinteresse della sinistra per il tema della lotta alle tirannìe, aprono la strada, potenzialmente, a un cambiamento di prospettiva.
    Se la sinistra italiana seguisse la rotta indicata da Fassino, finirebbe per avvicinarsi ai laburisti di Tony Blair (da cui è stata ferocemente divisa nel recente passato a causa della guerra in Iraq) che quelle idee hanno sempre propugnato. Si imporrebbe anche un ripensamento sul ruolo dell’Europa franco-tedesca propugnatrice, in tema di democrazia, proprio del realismo di stampo kissingeriano criticato da Fassino. Per dire che le conseguenze potrebbero essere notevoli.
    Ma c’è un ma. La politica italiana è un cimitero di buone intenzioni: tante volte abbiamo sentito in passato parole che suonavano innovative e alle quali però non seguivano i fatti. Perché alle parole di Fassino corrispondano cambiamenti negli atteggiamenti della sinistra italiana occorre che esse diventino il primo passo di un lungo percorso politico.
    La possibilità, sulla carta, c’è. La posizione maturata da Fassino non è distante da quella del leader della Margherita Francesco Rutelli. Fassino e Rutelli guidano due forze che, insieme, rappresentano oltre i due terzi della sinistra italiana. Essi hanno la possibilità di impegnarsi in una battaglia, culturale e politica, per rendere le loro posizioni maggioritarie fra i quadri, i militanti e gli elettori dei loro partiti. Oggi maggioritarie non sono. Come potrebbero esserlo dopo tante feroci polemiche e tante manifestazioni di piazza contro Bush e la politica di esportazione della democrazia?
    Non si possono cambiare di colpo atteggiamenti che vengono da lontano, radicati in tanti militanti di sinistra. Per farlo occorre dare battaglia: suscitare dibattiti nel Paese, organizzare manifestazioni, convogliare in modo sistematico e continuo gli sforzi dei sostenitori contro i tiranni e a favore della libertà in Medio Oriente e altrove. Occorre un’opera pedagogica sistematica per sconfiggere atteggiamenti diffusi come l’antiamericanismo e il relativismo culturale (l’idea che democrazia e libertà non possano riguardare i popoli extraoccidentali).
    Occorre fare, ma con le grandi forze a disposizione della sinistra, ciò che su questo terreno fanno solo i Radicali di Pannella.
    A Ernesto Galli della Loggia che sul Corriere (17 marzo) aveva accusato la sinistra italiana di disinteresse per la democratizzazione del Libano, si è replicato, burocraticamente: «Non è vero, ne abbiamo parlato bene». Ma il problema non è «parlarne bene». È impegnare energie per trasformare le idee dei leader in opinioni diffuse e condivise, in un nuovo senso comune, e per portare il grosso della sinistra ad agire politicamente in coerenza con quelle parole. Perché non restino solo parole.
    "

    Saluti liberali

  5. #5
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    Anche i neoconservatori DOCG si sono accorti della "svolta" di Fassino......
    http://www.difesa.it/files/rassegnas...0322/70RO9.pdf

    Saluti liberali

 

 

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