30/8/2006
Libano,D'Alema avverte la Siria
"Se fornirà armi, interverremo"
"Se arrivano armi dalla Siria o si cerca di violare la risoluzione 1701 dell'Onu la Comunità internazionale non starà a guardare". Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri Massimo D'Alema. "Alla Siria - ha spiegato il vicepremier - chiediamo cooperazione. L'Unione Europea inoltre - ha continuato D'Alema - può dare un impulso determinante per la ripresa del processo di pace in tutto il Medio Oriente".
"La Siria cooperi"
Il presidente del Consiglio Romano Prodi, ha ricordato D'Alema, ha chiamato martedì il presidente siriano Assad proprio per invitare la Siria a "cooperare" per il pieno successo della missione in Libano. Quanto alla forza Onu, è ovvio che sarà schierata nel Libano del Sud e non lungo il confine siro-libanese, che è una frontiera "immensa": "Vengono fatti certi discorsi a volte dai nostri colleghi giornalisti - osserva D'Alema - che denotano una scarsa abitudine a dare un'occhiata alle carte geografiche".
Il mandato Onu: "Assistere esercito libanese nel disarmo milizie"
D'Alema ha chiarito poi in che cosa consiste il mandato delle Nazioni Unite per Unifil 2: "assistere" le forze armate libanesi "nel disarmo delle milizie" che è una cosa "essenziale per il Libano", aggiunge il capo della Farnesina. "Egualmente - prosegue - la forza internazionale puo' aiutare i libanesi ad esercitare un controllo" pieno di tutto il suo territorio nazionale".
"Italia-Francia, ottimo rapporto"
Il vice premier è turnato poi sulle relazioni tra l'Italia e la Francia. I due Paesi, ha affermato, hanno un "ottimo rapporto" e in Libano agiranno in "collaborazione". L'Italia e la Francia, osserva il responsabile della Farnesina, assieme alla Spagna rappresentano "la parte sostanziale della missione intera". "I tre grandi Paesi europei del Mediterraneo - dice il ministro degli Esteri - si sono assunti una comune responsabilità". All' inizio la Francia ha avuto delle "comprensibili esitazioni" sulla missione per i suoi precedenti in Libano, "ma alla fine ha vinto le sue riluttanze" anche grazie al "ruolo di stimolo" tenuto dall'Italia. Il ministro ha poi sottolineato le "risorse importanti" messe a disposizione anche da Germania e Gran Bretagna per un pieno successo di Unifil 2.
Il ruolo dell'Italia
Un altro passaggio dei discorso di D'Alema ha interessato il posto dell'Italia: "siamo orgogliosi del ruolo di stimolo assunto dall'Italia" al fine di realizzare la missione in Libano del Sud con "un forte segnale di presenza dell' Europa" e nel quadro di una risoluzione delle Nazioni Unite, ha detto. Quanto ai rapporti con gli Stati Uniti, il vice premier ha indicato come il governo di Roma può aiutare Washington in quanto "puo' spendere un rapporto tradizionale con il mondo arabo, per rafforzare le forze che si battono contro il terrorismo e il fondamentalismo".
Medioriente e Ue
Il ministro degli Esteri si è soffermato anche sul Medioriente sottolineando che "l'iniziativa dell'Europa", così come successo nella vicenda libanese "puo' dare un impulso determinante per la ripresa del processo di pace. Questo, ha aggiunto, è un compito che l'Europa non puo' affrontare in maniera solitaria".
Nucleare Iran: "legittimo se per fini pacifici"
Il capo della Farnesina ha voluto intervenire anche sullo spinoso nodo dell'arricchimento dell'uranio condotto dall'Iran. Se lo sviluppo della tecnologia nucleare è portato avanti da Teheran per "fini pacifici" esso è "legittimo" e ci potrà essere "cooperazione" anche con i Paesi europei. L'Italia e la comunità internazionale tuttavia - ha ribadito D'Alema - non vogliono che Teheran abbia armi nucleari. "Il tentativo di aprire un negoziato" con Teheran "è in corso", ha spiegato D'Alema, un' iniziativa da parte del gruppo dei 5+1 dalla quale l'Italia è per ora esclusa e che "sino a questo momento non ha sbloccato la situazione". "Si vuole indurre l'Iran a venire a trattative", ha aggiunto il ministro degli Esteri e "si deve lavorare affinche' l'Iran non abbia armi nucleari". Certo, finora dagli ayatollah sono arrivati "segnali contraddittori". Ad alcune aperture, rileva D'Alema, sono seguite "affermazioni minacciose contro Israele" e un incomprensibile "atteggiamento di sfida" verso la comunità internazionale. Ora, afferma il capo della diplomazia italiana, "siamo in un momento delicato e bisogna cercare di andare ad un chiarimento effettivo" con Teheran offrendogli anche alcune "garanzie per la sua sicurezza". Insomma, sintetizza, serve "fermezza, chiarezza, ma anche un offerta negoziale vera" perché "è difficile convincere qualcuno se contemporaneamente si dà la sensazione di minacciarlo".
http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/a...lo325434.shtml
Oggettivamente questa missione comincia a piacermi.




Oggettivamente questa missione comincia a piacermi.
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fiato sprecato.
