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    Predefinito La Passione secondo i Vangeli

    Dal Vangelo secondo Matteo


    26

    [1] Terminati tutti questi discorsi, Gesù disse ai suoi discepoli:

    [2] "Voi sapete che fra due giorni è Pasqua e che il Figlio dell'uomo sarà consegnato per essere crocifisso".

    [3] Allora i sommi sacerdoti e gli anziani del popolo si riunirono nel palazzo del sommo sacerdote, che si chiamava Caifa,

    [4] e tennero consiglio per arrestare con un inganno Gesù e farlo morire.

    [5] Ma dicevano: "Non durante la festa, perché non avvengano tumulti fra il popolo".

    [6] Mentre Gesù si trovava a Betània, in casa di Simone il lebbroso,

    [7] gli si avvicinò una donna con un vaso di alabastro di olio profumato molto prezioso, e glielo versò sul capo mentre stava a mensa.

    [8] I discepoli vedendo ciò si sdegnarono e dissero: "Perché questo spreco?
    [9] Lo si poteva vendere a caro prezzo per darlo ai poveri!".

    [10] Ma Gesù, accortosene, disse loro: "Perché infastidite questa donna? Essa ha compiuto un'azione buona verso di me.

    [11] I poveri infatti li avete sempre con voi, me, invece, non sempre mi avete.

    [12] Versando questo olio sul mio corpo, lo ha fatto in vista della mia sepoltura.

    [13] In verità vi dico: dovunque sarà predicato questo vangelo, nel mondo intero, sarà detto anche ciò che essa ha fatto, in ricordo di lei".

    [14] Allora uno dei Dodici, chiamato Giuda Iscariota, andò dai sommi sacerdoti

    [15] e disse: "Quanto mi volete dare perché io ve lo consegni?". E quelli gli fissarono trenta monete d'argento.

    [16] Da quel momento cercava l'occasione propizia per consegnarlo.

    [17] Il primo giorno degli Azzimi, i discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero: "Dove vuoi che ti prepariamo, per mangiare la Pasqua?".

    [18] Ed egli rispose: "Andate in città, da un tale, e ditegli: Il Maestro ti manda a dire: Il mio tempo è vicino; farò la Pasqua da te con i miei discepoli".

    [19] I discepoli fecero come aveva loro ordinato Gesù, e prepararono la Pasqua.

    [20] Venuta la sera, si mise a mensa con i Dodici.

    [21] Mentre mangiavano disse: "In verità io vi dico, uno di voi mi tradirà".

    [22] Ed essi, addolorati profondamente, incominciarono ciascuno a domandargli: "Sono forse io, Signore?".

    [23] Ed egli rispose: "Colui che ha intinto con me la mano nel piatto, quello mi tradirà.

    [24] Il Figlio dell'uomo se ne va, come è scritto di lui, ma guai a colui dal quale il Figlio dell'uomo viene tradito; sarebbe meglio per quell'uomo se non fosse mai nato!".

    [25] Giuda, il traditore, disse: "Rabbì, sono forse io?". Gli rispose: "Tu l'hai detto".

    [26] Ora, mentre essi mangiavano, Gesù prese il pane e, pronunziata la benedizione, lo spezzò e lo diede ai discepoli dicendo: "Prendete e mangiate; questo è il mio corpo".

    [27] Poi prese il calice e, dopo aver reso grazie, lo diede loro, dicendo: "Bevetene tutti,

    [28] perché questo è il mio sangue dell'alleanza, versato per molti, in remissione dei peccati.

    [29] Io vi dico che da ora non berrò più di questo frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo con voi nel regno del Padre mio".

    [30] E dopo aver cantato l'inno, uscirono verso il monte degli Ulivi.

    [31] Allora Gesù disse loro: "Voi tutti vi scandalizzerete per causa mia in questa notte. Sta scritto infatti:
    Percuoterò il pastore
    e saranno disperse le pecore del gregge,

    [32] ma dopo la mia risurrezione, vi precederò in Galilea".

    [33] E Pietro gli disse: "Anche se tutti si scandalizzassero di te, io non mi scandalizzerò mai".

    [34] Gli disse Gesù: "In verità ti dico: questa notte stessa, prima che il gallo canti, mi rinnegherai tre volte".

    [35] E Pietro gli rispose: "Anche se dovessi morire con te, non ti rinnegherò". Lo stesso dissero tutti gli altri discepoli.

    [36] Allora Gesù andò con loro in un podere, chiamato Getsèmani, e disse ai discepoli: "Sedetevi qui, mentre io vado là a pregare".

    [37] E presi con sé Pietro e i due figli di Zebedèo, cominciò a provare tristezza e angoscia.

    [38] Disse loro: "La mia anima è triste fino alla morte; restate qui e vegliate con me".

    [39] E avanzatosi un poco, si prostrò con la faccia a terra e pregava dicendo: "Padre mio, se è possibile, passi da me questo calice! Però non come voglio io, ma come vuoi tu!".

    [40] Poi tornò dai discepoli e li trovò che dormivano. E disse a Pietro: "Così non siete stati capaci di vegliare un'ora sola con me?

    [41] Vegliate e pregate, per non cadere in tentazione. Lo spirito è pronto, ma la carne è debole".

    [42] E di nuovo, allontanatosi, pregava dicendo: "Padre mio, se questo calice non può passare da me senza che io lo beva, sia fatta la tua volontà".

    [43] E tornato di nuovo trovò i suoi che dormivano, perché gli occhi loro si erano appesantiti.

    [44] E lasciatili, si allontanò di nuovo e pregò per la terza volta, ripetendo le stesse parole.

    [45] Poi si avvicinò ai discepoli e disse loro: "Dormite ormai e riposate! Ecco, è giunta l'ora nella quale il Figlio dell'uomo sarà consegnato in mano ai peccatori.

    [46] Alzatevi, andiamo; ecco, colui che mi tradisce si avvicina".

    [47] Mentre parlava ancora, ecco arrivare Giuda, uno dei Dodici, e con lui una gran folla con spade e bastoni, mandata dai sommi sacerdoti e dagli anziani del popolo.
    [48] Il traditore aveva dato loro questo segnale dicendo: "Quello che bacerò, è lui; arrestatelo!".

    [49] E subito si avvicinò a Gesù e disse: "Salve, Rabbì!". E lo baciò.

    [50] E Gesù gli disse: "Amico, per questo sei qui!". Allora si fecero avanti e misero le mani addosso a Gesù e lo arrestarono.

    [51] Ed ecco, uno di quelli che erano con Gesù, messa mano alla spada, la estrasse e colpì il servo del sommo sacerdote staccandogli un orecchio.

    [52] Allora Gesù gli disse: "Rimetti la spada nel fodero, perché tutti quelli che mettono mano alla spada periranno di spada.

    [53] Pensi forse che io non possa pregare il Padre mio, che mi darebbe subito più di dodici legioni di angeli?

    [54] Ma come allora si adempirebbero le Scritture, secondo le quali così deve avvenire?".

    [55] In quello stesso momento Gesù disse alla folla: "Siete usciti come contro un brigante, con spade e bastoni, per catturarmi. Ogni giorno stavo seduto nel tempio ad insegnare, e non mi avete arrestato.

    [56] Ma tutto questo è avvenuto perché si adempissero le Scritture dei profeti". Allora tutti i discepoli, abbandonatolo, fuggirono.

    [57] Or quelli che avevano arrestato Gesù, lo condussero dal sommo sacerdote Caifa, presso il quale già si erano riuniti gli scribi e gli anziani.

    [58] Pietro intanto lo aveva seguito da lontano fino al palazzo del sommo sacerdote; ed entrato anche lui, si pose a sedere tra i servi, per vedere la conclusione.

    [59] I sommi sacerdoti e tutto il sinedrio cercavano qualche falsa testimonianza contro Gesù, per condannarlo a morte;

    [60] ma non riuscirono a trovarne alcuna, pur essendosi fatti avanti molti falsi testimoni.

    [61] Finalmente se ne presentarono due, che affermarono: "Costui ha dichiarato: Posso distruggere il tempio di Dio e ricostruirlo in tre giorni".

    [62] Alzatosi il sommo sacerdote gli disse: "Non rispondi nulla? Che cosa testimoniano costoro contro di te?".

    [63] Ma Gesù taceva. Allora il sommo sacerdote gli disse: "Ti scongiuro, per il Dio vivente, perché ci dica se tu sei il Cristo, il Figlio di Dio".

    [64] "Tu l'hai detto, gli rispose Gesù, anzi io vi dico:
    d'ora innanzi vedrete il Figlio dell'uomo
    seduto alla destra di Dio,
    e venire sulle nubi del cielo".

    [65] Allora il sommo sacerdote si stracciò le vesti dicendo: "Ha bestemmiato! Perché abbiamo ancora bisogno di testimoni? Ecco, ora avete udito la bestemmia;

    [66] che ve ne pare?". E quelli risposero: "È reo di morte!".

    [67] Allora gli sputarono in faccia e lo schiaffeggiarono; altri lo bastonavano,

    [68] dicendo: "Indovina, Cristo! Chi è che ti ha percosso?".

    [69] Pietro intanto se ne stava seduto fuori, nel cortile. Una serva gli si avvicinò e disse: "Anche tu eri con Gesù, il Galileo!".

    [70] Ed egli negò davanti a tutti: "Non capisco che cosa tu voglia dire".

    [71] Mentre usciva verso l'atrio, lo vide un'altra serva e disse ai presenti: "Costui era con Gesù, il Nazareno".

    [72] Ma egli negò di nuovo giurando: "Non conosco quell'uomo".

    [73] Dopo un poco, i presenti gli si accostarono e dissero a Pietro: "Certo anche tu sei di quelli; la tua parlata ti tradisce!".

    [74] Allora egli cominciò a imprecare e a giurare: "Non conosco quell'uomo!". E subito un gallo cantò.

    [75] E Pietro si ricordò delle parole dette da Gesù: "Prima che il gallo canti, mi rinnegherai tre volte". E uscito all'aperto, pianse amaramente.


    27


    [1] Venuto il mattino, tutti i sommi sacerdoti e gli anziani del popolo tennero consiglio contro Gesù, per farlo morire.

    [2] Poi, messolo in catene, lo condussero e consegnarono al governatore Pilato.

    [3] Allora Giuda, il traditore, vedendo che Gesù era stato condannato, si pentì e riportò le trenta monete d'argento ai sommi sacerdoti e agli anziani

    [4] dicendo: "Ho peccato, perché ho tradito sangue innocente". Ma quelli dissero: "Che ci riguarda? Veditela tu!".

    [5] Ed egli, gettate le monete d'argento nel tempio, si allontanò e andò ad impiccarsi.

    [6] Ma i sommi sacerdoti, raccolto quel denaro, dissero: "Non è lecito metterlo nel tesoro, perché è prezzo di sangue".

    [7] E tenuto consiglio, comprarono con esso il Campo del vasaio per la sepoltura degli stranieri.

    [8] Perciò quel campo fu denominato "Campo di sangue" fino al giorno d'oggi.

    [9] Allora si adempì quanto era stato detto dal profeta Geremia: E presero trenta denari d'argento, il prezzo del venduto, che i figli di Israele avevano mercanteggiato,

    [10] e li diedero per il campo del vasaio, come mi aveva ordinato il Signore.

    [11] Gesù intanto comparve davanti al governatore, e il governatore l'interrogò dicendo: "Sei tu il re dei Giudei?". Gesù rispose "Tu lo dici".

    [12] E mentre lo accusavano i sommi sacerdoti e gli anziani, non rispondeva nulla.

    [13] Allora Pilato gli disse: "Non senti quante cose attestano contro di te?".

    [14] Ma Gesù non gli rispose neanche una parola, con grande meraviglia del governatore.

    [15] Il governatore era solito, per ciascuna festa di Pasqua, rilasciare al popolo un prigioniero, a loro scelta.
    [16] Avevano in quel tempo un prigioniero famoso, detto Barabba.

    [17] Mentre quindi si trovavano riuniti, Pilato disse loro: "Chi volete che vi rilasci: Barabba o Gesù chiamato il Cristo?".

    [18] Sapeva bene infatti che glielo avevano consegnato per invidia.

    [19] Mentre egli sedeva in tribunale, sua moglie gli mandò a dire: "Non avere a che fare con quel giusto; perché oggi fui molto turbata in sogno, per causa sua".

    [20] Ma i sommi sacerdoti e gli anziani persuasero la folla a richiedere Barabba e a far morire Gesù.

    [21] Allora il governatore domandò: "Chi dei due volete che vi rilasci?". Quelli risposero: "Barabba!".

    [22] Disse loro Pilato: "Che farò dunque di Gesù chiamato il Cristo?". Tutti gli risposero: "Sia crocifisso!".

    [23] Ed egli aggiunse: "Ma che male ha fatto?". Essi allora urlarono: "Sia crocifisso!".

    [24] Pilato, visto che non otteneva nulla, anzi che il tumulto cresceva sempre più, presa dell'acqua, si lavò le mani davanti alla folla: "Non sono responsabile, disse, di questo sangue; vedetevela voi!".

    [25] E tutto il popolo rispose: "Il suo sangue ricada sopra di noi e sopra i nostri figli".

    [26] Allora rilasciò loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò ai soldati perché fosse crocifisso.

    [27] Allora i soldati del governatore condussero Gesù nel pretorio e gli radunarono attorno tutta la coorte.

    [28] Spogliatolo, gli misero addosso un manto scarlatto

    [29] e, intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo, con una canna nella destra; poi mentre gli si inginocchiavano davanti, lo schernivano: "Salve, re dei Giudei!".

    [30] E sputandogli addosso, gli tolsero di mano la canna e lo percuotevano sul capo.

    [31] Dopo averlo così schernito, lo spogliarono del mantello, gli fecero indossare i suoi vestiti e lo portarono via per crocifiggerlo.

    [32] Mentre uscivano, incontrarono un uomo di Cirène, chiamato Simone, e lo costrinsero a prender su la croce di lui.

    [33] Giunti a un luogo detto Gòlgota, che significa luogo del cranio,

    [34] gli diedero da bere vino mescolato con fiele; ma egli, assaggiatolo, non ne volle bere.

    [35] Dopo averlo quindi crocifisso, si spartirono le sue vesti tirandole a sorte.

    [36] E sedutisi, gli facevano la guardia.

    [37] Al di sopra del suo capo, posero la motivazione scritta della sua condanna: "Questi è Gesù, il re dei Giudei".

    [38] Insieme con lui furono crocifissi due ladroni, uno a destra e uno a sinistra.

    [39] E quelli che passavano di là lo insultavano scuotendo il capo e dicendo:

    [40] "Tu che distruggi il tempio e lo ricostruisci in tre giorni, salva te stesso! Se tu sei Figlio di Dio, scendi dalla croce!".

    [41] Anche i sommi sacerdoti con gli scribi e gli anziani lo schernivano:

    [42] "Ha salvato gli altri, non può salvare se stesso. È il re d'Israele, scenda ora dalla croce e gli crederemo.

    [43] Ha confidato in Dio; lo liberi lui ora, se gli vuol bene. Ha detto infatti: Sono Figlio di Dio!".

    [44] Anche i ladroni crocifissi con lui lo oltraggiavano allo stesso modo.

    [45] Da mezzogiorno fino alle tre del pomeriggio si fece buio su tutta la terra.

    [46] Verso le tre, Gesù gridò a gran voce: "Elì, Elì, lemà sabactàni?", che significa: "Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?".

    [47] Udendo questo, alcuni dei presenti dicevano: "Costui chiama Elia".

    [48] E subito uno di loro corse a prendere una spugna e, imbevutala di aceto, la fissò su una canna e così gli dava da bere.

    [49] Gli altri dicevano: "Lascia, vediamo se viene Elia a salvarlo!".

    [50] E Gesù, emesso un alto grido, spirò.

  2. #2
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    Dal Vangelo secondo Marco


    14


    [1] Mancavano intanto due giorni alla Pasqua e agli Azzimi e i sommi sacerdoti e gli scribi cercavano il modo di impadronirsi di lui con inganno, per ucciderlo.

    [2] Dicevano infatti: "Non durante la festa, perché non succeda un tumulto di popolo".

    [3] Gesù si trovava a Betània nella casa di Simone il lebbroso. Mentre stava a mensa, giunse una donna con un vasetto di alabastro, pieno di olio profumato di nardo genuino di gran valore; ruppe il vasetto di alabastro e versò l'unguento sul suo capo.

    [4] Ci furono alcuni che si sdegnarono fra di loro: "Perché tutto questo spreco di olio profumato?

    [5] Si poteva benissimo vendere quest'olio a più di trecento denari e darli ai poveri!". Ed erano infuriati contro di lei.

    [6] Allora Gesù disse: "Lasciatela stare; perché le date fastidio? Ella ha compiuto verso di me un'opera buona;

    [7] i poveri infatti li avete sempre con voi e potete beneficarli quando volete, me invece non mi avete sempre.

    [8] Essa ha fatto ciò ch'era in suo potere, ungendo in anticipo il mio corpo per la sepoltura.

    [9] In verità vi dico che dovunque, in tutto il mondo, sarà annunziato il vangelo, si racconterà pure in suo ricordo ciò che ella ha fatto".

    [10] Allora Giuda Iscariota, uno dei Dodici, si recò dai sommi sacerdoti, per consegnare loro Gesù.

    [11] Quelli all'udirlo si rallegrarono e promisero di dargli denaro. Ed egli cercava l'occasione opportuna per consegnarlo.

    [12] Il primo giorno degli Azzimi, quando si immolava la Pasqua, i suoi discepoli gli dissero: "Dove vuoi che andiamo a preparare perché tu possa mangiare la Pasqua?".

    [13] Allora mandò due dei suoi discepoli dicendo loro: "Andate in città e vi verrà incontro un uomo con una brocca d'acqua; seguitelo

    [14] e là dove entrerà dite al padrone di casa: Il Maestro dice: Dov'è la mia stanza, perché io vi possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli?

    [15] Egli vi mostrerà al piano superiore una grande sala con i tappeti, già pronta; là preparate per noi".

    [16] I discepoli andarono e, entrati in città, trovarono come aveva detto loro e prepararono per la Pasqua.

    [17] Venuta la sera, egli giunse con i Dodici.

    [18] Ora, mentre erano a mensa e mangiavano, Gesù disse: "In verità vi dico, uno di voi, colui che mangia con me, mi tradirà".

    [19] Allora cominciarono a rattristarsi e a dirgli uno dopo l'altro: "Sono forse io?".

    [20] Ed egli disse loro: "Uno dei Dodici, colui che intinge con me nel piatto.

    [21] Il Figlio dell'uomo se ne va, come sta scritto di lui, ma guai a quell'uomo dal quale il Figlio dell'uomo è tradito! Bene per quell'uomo se non fosse mai nato!".

    [22] Mentre mangiavano prese il pane e, pronunziata la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: "Prendete, questo è il mio corpo".

    [23] Poi prese il calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti.

    [24] E disse: "Questo è il mio sangue, il sangue dell'alleanza versato per molti.

    [25] In verità vi dico che io non berrò più del frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo nel regno di Dio".

    [26] E dopo aver cantato l'inno, uscirono verso il monte degli Ulivi.

    [27] Gesù disse loro: "Tutti rimarrete scandalizzati, poiché sta scritto:
    Percuoterò il pastore e le pecore saranno disperse.

    [28] Ma, dopo la mia risurrezione, vi precederò in Galilea".

    [29] Allora Pietro gli disse: "Anche se tutti saranno scandalizzati, io non lo sarò".

    [30] Gesù gli disse: "In verità ti dico: proprio tu oggi, in questa stessa notte, prima che il gallo canti due volte, mi rinnegherai tre volte".

    [31] Ma egli, con grande insistenza, diceva: "Se anche dovessi morire con te, non ti rinnegherò". Lo stesso dicevano anche tutti gli altri.

    [32] Giunsero intanto a un podere chiamato Getsèmani, ed egli disse ai suoi discepoli: "Sedetevi qui, mentre io prego".

    [33] Prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e cominciò a sentire paura e angoscia.

    [34] Gesù disse loro: "La mia anima è triste fino alla morte. Restate qui e vegliate".

    [35] Poi, andato un pò innanzi, si gettò a terra e pregava che, se fosse possibile, passasse da lui quell'ora.

    [36] E diceva: "Abbà, Padre! Tutto è possibile a te, allontana da me questo calice! Però non ciò che io voglio, ma ciò che vuoi tu".

    [37] Tornato indietro, li trovò addormentati e disse a Pietro: "Simone, dormi? Non sei riuscito a vegliare un'ora sola?

    [38] Vegliate e pregate per non entrare in tentazione; lo spirito è pronto, ma la carne è debole".

    [39] Allontanatosi di nuovo, pregava dicendo le medesime parole.

    [40] Ritornato li trovò addormentati, perché i loro occhi si erano appesantiti, e non sapevano che cosa rispondergli.

    [41] Venne la terza volta e disse loro: "Dormite ormai e riposatevi! Basta, è venuta l'ora: ecco, il Figlio dell'uomo viene consegnato nelle mani dei peccatori.

    [42] Alzatevi, andiamo! Ecco, colui che mi tradisce è vicino".

    [43] E subito, mentre ancora parlava, arrivò Giuda, uno dei Dodici, e con lui una folla con spade e bastoni mandata dai sommi sacerdoti, dagli scribi e dagli anziani.

    [44] Chi lo tradiva aveva dato loro questo segno: "Quello che bacerò, è lui; arrestatelo e conducetelo via sotto buona scorta".

    [45] Allora gli si accostò dicendo: "Rabbì" e lo baciò.

    [46] Essi gli misero addosso le mani e lo arrestarono.

    [47] Uno dei presenti, estratta la spada, colpì il servo del sommo sacerdote e gli recise l'orecchio.

    [48] Allora Gesù disse loro: "Come contro un brigante, con spade e bastoni siete venuti a prendermi.

    [49] Ogni giorno ero in mezzo a voi a insegnare nel tempio, e non mi avete arrestato. Si adempiano dunque le Scritture!".

    [50] Tutti allora, abbandonandolo, fuggirono.

    [51] Un giovanetto però lo seguiva, rivestito soltanto di un lenzuolo, e lo fermarono.

    [52] Ma egli, lasciato il lenzuolo, fuggì via nudo.

    [53] Allora condussero Gesù dal sommo sacerdote, e là si riunirono tutti i capi dei sacerdoti, gli anziani e gli scribi.

    [54] Pietro lo aveva seguito da lontano, fin dentro il cortile del sommo sacerdote; e se ne stava seduto tra i servi, scaldandosi al fuoco.

    [55] Intanto i capi dei sacerdoti e tutto il sinedrio cercavano una testimonianza contro Gesù per metterlo a morte, ma non la trovavano.

    [56] Molti infatti attestavano il falso contro di lui e così le loro testimonianze non erano concordi.

    [57] Ma alcuni si alzarono per testimoniare il falso contro di lui, dicendo:

    [58] "Noi lo abbiamo udito mentre diceva: Io distruggerò questo tempio fatto da mani d'uomo e in tre giorni ne edificherò un altro non fatto da mani d'uomo".

    [59] Ma nemmeno su questo punto la loro testimonianza era concorde.

    [60] Allora il sommo sacerdote, levatosi in mezzo all'assemblea, interrogò Gesù dicendo: "Non rispondi nulla? Che cosa testimoniano costoro contro di te?".

    [61] Ma egli taceva e non rispondeva nulla. Di nuovo il sommo sacerdote lo interrogò dicendogli: "Sei tu il Cristo, il Figlio di Dio benedetto?".

    [62] Gesù rispose: "Io lo sono!
    E vedrete il Figlio dell'uomo
    seduto alla destra della Potenza
    e venire con le nubi del cielo".

    [63] Allora il sommo sacerdote, stracciandosi le vesti, disse: "Che bisogno abbiamo ancora di testimoni?

    [64] Avete udito la bestemmia; che ve ne pare?". Tutti sentenziarono che era reo di morte.

    [65] Allora alcuni cominciarono a sputargli addosso, a coprirgli il volto, a schiaffeggiarlo e a dirgli: "Indovina". I servi intanto lo percuotevano.

    [66] Mentre Pietro era giù nel cortile, venne una serva del sommo sacerdote

    [67] e, vedendo Pietro che stava a scaldarsi, lo fissò e gli disse: "Anche tu eri con il Nazareno, con Gesù".

    [68] Ma egli negò: "Non so e non capisco quello che vuoi dire". Uscì quindi fuori del cortile e il gallo cantò.

    [69] E la serva, vedendolo, ricominciò a dire ai presenti: "Costui è di quelli".

    [70] Ma egli negò di nuovo. Dopo un poco i presenti dissero di nuovo a Pietro: "Tu sei certo di quelli, perché sei Galileo".

    [71] Ma egli cominciò a imprecare e a giurare: "Non conosco quell'uomo che voi dite".

    [72] Per la seconda volta un gallo cantò. Allora Pietro si ricordò di quella parola che Gesù gli aveva detto: "Prima che il gallo canti due volte, mi rinnegherai per tre volte". E scoppiò in pianto.

    15


    [1] Al mattino i sommi sacerdoti, con gli anziani, gli scribi e tutto il sinedrio, dopo aver tenuto consiglio, misero in catene Gesù, lo condussero e lo consegnarono a Pilato.

    [2] Allora Pilato prese a interrogarlo: "Sei tu il re dei Giudei?". Ed egli rispose: "Tu lo dici".

    [3] I sommi sacerdoti frattanto gli muovevano molte accuse.

    [4] Pilato lo interrogò di nuovo: "Non rispondi nulla? Vedi di quante cose ti accusano!".

    [5] Ma Gesù non rispose più nulla, sicché Pilato ne restò meravigliato.

    [6] Per la festa egli era solito rilasciare un carcerato a loro richiesta.

    [7] Un tale chiamato Barabba si trovava in carcere insieme ai ribelli che nel tumulto avevano commesso un omicidio.

    [8] La folla, accorsa, cominciò a chiedere ciò che sempre egli le concedeva.

    [9] Allora Pilato rispose loro: "Volete che vi rilasci il re dei Giudei?".

    [10] Sapeva infatti che i sommi sacerdoti glielo avevano consegnato per invidia.

    [11] Ma i sommi sacerdoti sobillarono la folla perché egli rilasciasse loro piuttosto Barabba.

    [12] Pilato replicò: "Che farò dunque di quello che voi chiamate il re dei Giudei?".

    [13] Ed essi di nuovo gridarono: "Crocifiggilo!".

    [14] Ma Pilato diceva loro: "Che male ha fatto?". Allora essi gridarono più forte: "Crocifiggilo!".

    [15] E Pilato, volendo dar soddisfazione alla moltitudine, rilasciò loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso.

    [16] Allora i soldati lo condussero dentro il cortile, cioè nel pretorio, e convocarono tutta la coorte.

    [17] Lo rivestirono di porpora e, dopo aver intrecciato una corona di spine, gliela misero sul capo.

    [18] Cominciarono poi a salutarlo: "Salve, re dei Giudei!".

    [19] E gli percuotevano il capo con una canna, gli sputavano addosso e, piegando le ginocchia, si prostravano a lui.

    [20] Dopo averlo schernito, lo spogliarono della porpora e gli rimisero le sue vesti, poi lo condussero fuori per crocifiggerlo.

    [21] Allora costrinsero un tale che passava, un certo Simone di Cirène che veniva dalla campagna, padre di Alessandro e Rufo, a portare la croce.

    [22] Condussero dunque Gesù al luogo del Gòlgota, che significa luogo del cranio,

    [23] e gli offrirono vino mescolato con mirra, ma egli non ne prese.

    [24] Poi lo crocifissero e si divisero le sue vesti, tirando a sorte su di esse quello che ciascuno dovesse prendere.

    [25] Erano le nove del mattino quando lo crocifissero.

    [26] E l'iscrizione con il motivo della condanna diceva: Il re dei Giudei.

    [27] Con lui crocifissero anche due ladroni, uno alla sua destra e uno alla sinistra.

    [28] .

    [29] I passanti lo insultavano e, scuotendo il capo, esclamavano: "Ehi, tu che distruggi il tempio e lo riedifichi in tre giorni,

    [30] salva te stesso scendendo dalla croce!".

    [31] Ugualmente anche i sommi sacerdoti con gli scribi, facendosi beffe di lui, dicevano: "Ha salvato altri, non può salvare se stesso!

    [32] Il Cristo, il re d'Israele, scenda ora dalla croce, perché vediamo e crediamo". E anche quelli che erano stati crocifissi con lui lo insultavano.

    [33] Venuto mezzogiorno, si fece buio su tutta la terra, fino alle tre del pomeriggio.

    [34] Alle tre Gesù gridò con voce forte: Eloì, Eloì, lemà sabactàni?, che significa: Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?

    [35] Alcuni dei presenti, udito ciò, dicevano: "Ecco, chiama Elia!".

    [36] Uno corse a inzuppare di aceto una spugna e, postala su una canna, gli dava da bere, dicendo: "Aspettate, vediamo se viene Elia a toglierlo dalla croce".

    [37] Ma Gesù, dando un forte grido, spirò.

  3. #3
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    Dal Vangelo secondo Luca


    22


    [1] Si avvicinava la festa degli Azzimi, chiamata Pasqua,

    [2] e i sommi sacerdoti e gli scribi cercavano come toglierlo di mezzo, poiché temevano il popolo.
    [3] Allora satana entrò in Giuda, detto Iscariota, che era nel numero dei Dodici.

    [4] Ed egli andò a discutere con i sommi sacerdoti e i capi delle guardie sul modo di consegnarlo nelle loro mani.

    [5] Essi si rallegrarono e si accordarono di dargli del denaro.

    [6] Egli fu d'accordo e cercava l'occasione propizia per consegnarlo loro di nascosto dalla folla.

    [7] Venne il giorno degli Azzimi, nel quale si doveva immolare la vittima di Pasqua.

    [8] Gesù mandò Pietro e Giovanni dicendo: "Andate a preparare per noi la Pasqua, perché possiamo mangiare".

    [9] Gli chiesero: "Dove vuoi che la prepariamo?".

    [10] Ed egli rispose: "Appena entrati in città, vi verrà incontro un uomo che porta una brocca d'acqua. Seguitelo nella casa dove entrerà

    [11] e direte al padrone di casa: Il Maestro ti dice: Dov'è la stanza in cui posso mangiare la Pasqua con i miei discepoli?

    [12] Egli vi mostrerà una sala al piano superiore, grande e addobbata; là preparate".

    [13] Essi andarono e trovarono tutto come aveva loro detto e prepararono la Pasqua.

    [14] Quando fu l'ora, prese posto a tavola e gli apostoli con lui,

    [15] e disse: "Ho desiderato ardentemente di mangiare questa Pasqua con voi, prima della mia passione,

    [16] poiché vi dico: non la mangerò più, finché essa non si compia nel regno di Dio".

    [17] E preso un calice, rese grazie e disse: "Prendetelo e distribuitelo tra voi,

    [18] poiché vi dico: da questo momento non berrò più del frutto della vite, finché non venga il regno di Dio".

    [19] Poi, preso un pane, rese grazie, lo spezzò e lo diede loro dicendo: "Questo è il mio corpo che è dato per voi; fate questo in memoria di me".

    [20] Allo stesso modo dopo aver cenato, prese il calice dicendo: "Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue, che viene versato per voi".

    [21] "Ma ecco, la mano di chi mi tradisce è con me, sulla tavola.

    [22] Il Figlio dell'uomo se ne va, secondo quanto è stabilito; ma guai a quell'uomo dal quale è tradito!".

    [23] Allora essi cominciarono a domandarsi a vicenda chi di essi avrebbe fatto ciò.

    [24] Sorse anche una discussione, chi di loro poteva esser considerato il più grande.

    [25] Egli disse: "I re delle nazioni le governano, e coloro che hanno il potere su di esse si fanno chiamare benefattori.

    [26] Per voi però non sia così; ma chi è il più grande tra voi diventi come il più piccolo e chi governa come colui che serve.

    [27] Infatti chi è più grande, chi sta a tavola o chi serve? Non è forse colui che sta a tavola? Eppure io sto in mezzo a voi come colui che serve.

    [28] Voi siete quelli che avete perseverato con me nelle mie prove;

    [29] e io preparo per voi un regno, come il Padre l'ha preparato per me,

    [30] perché possiate mangiare e bere alla mia mensa nel mio regno e siederete in trono a giudicare le dodici tribù di Israele.

    [31] Simone, Simone, ecco satana vi ha cercato per vagliarvi come il grano;

    [32] ma io ho pregato per te, che non venga meno la tua fede; e tu, una volta ravveduto, conferma i tuoi fratelli".

    [33] E Pietro gli disse: "Signore, con te sono pronto ad andare in prigione e alla morte".

    [34] Gli rispose: "Pietro, io ti dico: non canterà oggi il gallo prima che tu per tre volte avrai negato di conoscermi".

    [35] Poi disse: "Quando vi ho mandato senza borsa, né bisaccia, né sandali, vi è forse mancato qualcosa?". Risposero: "Nulla".

    [36] Ed egli soggiunse: "Ma ora, chi ha una borsa la prenda, e così una bisaccia; chi non ha spada, venda il mantello e ne compri una.

    [37] Perché vi dico: deve compiersi in me questa parola della Scrittura: E fu annoverato tra i malfattori. Infatti tutto quello che mi riguarda volge al suo termine".

    [38] Ed essi dissero: "Signore, ecco qui due spade". Ma egli rispose "Basta!".

    [39] Uscito se ne andò, come al solito, al monte degli Ulivi; anche i discepoli lo seguirono.

    [40] Giunto sul luogo, disse loro: "Pregate, per non entrare in tentazione".

    [41] Poi si allontanò da loro quasi un tiro di sasso e, inginocchiatosi, pregava:

    [42] "Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà".

    [43] Gli apparve allora un angelo dal cielo a confortarlo.

    [44] In preda all'angoscia, pregava più intensamente; e il suo sudore diventò come gocce di sangue che cadevano a terra.

    [45] Poi, rialzatosi dalla preghiera, andò dai discepoli e li trovò che dormivano per la tristezza.

    [46] E disse loro: "Perché dormite? Alzatevi e pregate, per non entrare in tentazione".

    [47] Mentre egli ancora parlava, ecco una turba di gente; li precedeva colui che si chiamava Giuda, uno dei Dodici, e si accostò a Gesù per baciarlo.

    [48] Gesù gli disse: "Giuda, con un bacio tradisci il Figlio dell'uomo?".

    [49] Allora quelli che eran con lui, vedendo ciò che stava per accadere, dissero: "Signore, dobbiamo colpire con la spada?".

    [50] E uno di loro colpì il servo del sommo sacerdote e gli staccò l'orecchio destro.

    [51] Ma Gesù intervenne dicendo: "Lasciate, basta così!". E toccandogli l'orecchio, lo guarì.

    [52] Poi Gesù disse a coloro che gli eran venuti contro, sommi sacerdoti, capi delle guardie del tempio e anziani: "Siete usciti con spade e bastoni come contro un brigante?

    [53] Ogni giorno ero con voi nel tempio e non avete steso le mani contro di me; ma questa è la vostra ora, è l'impero delle tenebre".

    [54] Dopo averlo preso, lo condussero via e lo fecero entrare nella casa del sommo sacerdote. Pietro lo seguiva da lontano.

    [55] Siccome avevano acceso un fuoco in mezzo al cortile e si erano seduti attorno, anche Pietro si sedette in mezzo a loro.

    [56] Vedutolo seduto presso la fiamma, una serva fissandolo disse: "Anche questi era con lui".

    [57] Ma egli negò dicendo: "Donna, non lo conosco!".

    [58] Poco dopo un altro lo vide e disse: "Anche tu sei di loro!". Ma Pietro rispose: "No, non lo sono!".

    [59] Passata circa un'ora, un altro insisteva: "In verità, anche questo era con lui; è anche lui un Galileo".

    [60] Ma Pietro disse: "O uomo, non so quello che dici". E in quell'istante, mentre ancora parlava, un gallo cantò.

    [61] Allora il Signore, voltatosi, guardò Pietro, e Pietro si ricordò delle parole che il Signore gli aveva detto: "Prima che il gallo canti, oggi mi rinnegherai tre volte".

    [62] E, uscito, pianse amaramente.

    [63] Frattanto gli uomini che avevano in custodia Gesù lo schernivano e lo percuotevano,

    [64] lo bendavano e gli dicevano: "Indovina: chi ti ha colpito?".

    [65] E molti altri insulti dicevano contro di lui.

    [66] Appena fu giorno, si riunì il consiglio degli anziani del popolo, con i sommi sacerdoti e gli scribi; lo condussero davanti al sinedrio e gli dissero:

    [67] "Se tu sei il Cristo, diccelo". Gesù rispose: "Anche se ve lo dico, non mi crederete;

    [68] se vi interrogo, non mi risponderete.

    [69] Ma da questo momento starà il Figlio dell'uomo seduto alla destra della potenza di Dio".

    [70] Allora tutti esclamarono: "Tu dunque sei il Figlio di Dio?". Ed egli disse loro: "Lo dite voi stessi: io lo sono".

    [71] Risposero: "Che bisogno abbiamo ancora di testimonianza? L'abbiamo udito noi stessi dalla sua bocca".

    23


    [1] Tutta l'assemblea si alzò, lo condussero da Pilato

    [2] e cominciarono ad accusarlo: "Abbiamo trovato costui che sobillava il nostro popolo, impediva di dare tributi a Cesare e affermava di essere il Cristo re".

    [3] Pilato lo interrogò: "Sei tu il re dei Giudei?". Ed egli rispose: "Tu lo dici".

    [4] Pilato disse ai sommi sacerdoti e alla folla: "Non trovo nessuna colpa in quest'uomo".

    [5] Ma essi insistevano: "Costui solleva il popolo, insegnando per tutta la Giudea, dopo aver cominciato dalla Galilea fino a qui".

    [6] Udito ciò, Pilato domandò se era Galileo

    [7] e, saputo che apparteneva alla giurisdizione di Erode, lo mandò da Erode che in quei giorni si trovava anch'egli a Gerusalemme.

    [8] Vedendo Gesù, Erode si rallegrò molto, perché da molto tempo desiderava vederlo per averne sentito parlare e sperava di vedere qualche miracolo fatto da lui.

    [9] Lo interrogò con molte domande, ma Gesù non gli rispose nulla.

    [10] C'erano là anche i sommi sacerdoti e gli scribi, e lo accusavano con insistenza.

    [11] Allora Erode, con i suoi soldati, lo insultò e lo schernì, poi lo rivestì di una splendida veste e lo rimandò a Pilato.

    [12] In quel giorno Erode e Pilato diventarono amici; prima infatti c'era stata inimicizia tra loro.

    [13] Pilato, riuniti i sommi sacerdoti, le autorità e il popolo,

    [14] disse: "Mi avete portato quest'uomo come sobillatore del popolo; ecco, l'ho esaminato davanti a voi, ma non ho trovato in lui nessuna colpa di quelle di cui lo accusate;

    [15] e neanche Erode, infatti ce l'ha rimandato. Ecco, egli non ha fatto nulla che meriti la morte.

    [16] Perciò, dopo averlo severamente castigato, lo rilascerò".

    [17] .

    [18] Ma essi si misero a gridare tutti insieme: "A morte costui! Dacci libero Barabba!".

    [19] Questi era stato messo in carcere per una sommossa scoppiata in città e per omicidio.

    [20] Pilato parlò loro di nuovo, volendo rilasciare Gesù.

    [21] Ma essi urlavano: "Crocifiggilo, crocifiggilo!".

    [22] Ed egli, per la terza volta, disse loro: "Ma che male ha fatto costui? Non ho trovato nulla in lui che meriti la morte. Lo castigherò severamente e poi lo rilascerò".

    [23] Essi però insistevano a gran voce, chiedendo che venisse crocifisso; e le loro grida crescevano.

    [24] Pilato allora decise che la loro richiesta fosse eseguita.

    [25] Rilasciò colui che era stato messo in carcere per sommossa e omicidio e che essi richiedevano, e abbandonò Gesù alla loro volontà.

    [26] Mentre lo conducevano via, presero un certo Simone di Cirène che veniva dalla campagna e gli misero addosso la croce da portare dietro a Gesù.

    [27] Lo seguiva una gran folla di popolo e di donne che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui.

    [28] Ma Gesù, voltandosi verso le donne, disse: "Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli.

    [29] Ecco, verranno giorni nei quali si dirà: Beate le sterili e i grembi che non hanno generato e le mammelle che non hanno allattato.

    [30] Allora cominceranno a dire ai monti:
    Cadete su di noi!
    e ai colli:
    Copriteci!

    [31] Perché se trattano così il legno verde, che avverrà del legno secco?".

    [32] Venivano condotti insieme con lui anche due malfattori per essere giustiziati.

    [33] Quando giunsero al luogo detto Cranio, là crocifissero lui e i due malfattori, uno a destra e l'altro a sinistra.

    [34] Gesù diceva: "Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno".
    Dopo essersi poi divise le sue vesti, le tirarono a sorte.

    [35] Il popolo stava a vedere, i capi invece lo schernivano dicendo: "Ha salvato gli altri, salvi se stesso, se è il Cristo di Dio, il suo eletto".

    [36] Anche i soldati lo schernivano, e gli si accostavano per porgergli dell'aceto, e dicevano:

    [37] "Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso".

    [38] C'era anche una scritta, sopra il suo capo: Questi è il re dei Giudei.

    [39] Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: "Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e anche noi!".

    [40] Ma l'altro lo rimproverava: "Neanche tu hai timore di Dio e sei dannato alla stessa pena?

    [41] Noi giustamente, perché riceviamo il giusto per le nostre azioni, egli invece non ha fatto nulla di male".

    [42] E aggiunse: "Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno".

    [43] Gli rispose: "In verità ti dico, oggi sarai con me nel paradiso".

    [44] Era verso mezzogiorno, quando il sole si eclissò e si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio.

    [45] Il velo del tempio si squarciò nel mezzo.

    [46] Gesù, gridando a gran voce, disse: "Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito". Detto questo spirò.

  4. #4
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    18


    [1] Detto questo, Gesù uscì con i suoi discepoli e andò di là dal torrente Cèdron, dove c'era un giardino nel quale entrò con i suoi discepoli.

    [2] Anche Giuda, il traditore, conosceva quel posto, perché Gesù vi si ritirava spesso con i suoi discepoli.

    [3] Giuda dunque, preso un distaccamento di soldati e delle guardie fornite dai sommi sacerdoti e dai farisei, si recò là con lanterne, torce e armi.

    [4] Gesù allora, conoscendo tutto quello che gli doveva accadere, si fece innanzi e disse loro: "Chi cercate?".

    [5] Gli risposero: "Gesù, il Nazareno". Disse loro Gesù: "Sono io!". Vi era là con loro anche Giuda, il traditore.

    [6] Appena disse "Sono io", indietreggiarono e caddero a terra.

    [7] Domandò loro di nuovo: "Chi cercate?". Risposero: "Gesù, il Nazareno".

    [8] Gesù replicò: "Vi ho detto che sono io. Se dunque cercate me, lasciate che questi se ne vadano".

    [9] Perché s'adempisse la parola che egli aveva detto: "Non ho perduto nessuno di quelli che mi hai dato".

    [10] Allora Simon Pietro, che aveva una spada, la trasse fuori e colpì il servo del sommo sacerdote e gli tagliò l'orecchio destro. Quel servo si chiamava Malco.

    [11] Gesù allora disse a Pietro: "Rimetti la tua spada nel fodero; non devo forse bere il calice che il Padre mi ha dato?".

    [12] Allora il distaccamento con il comandante e le guardie dei Giudei afferrarono Gesù, lo legarono

    [13] e lo condussero prima da Anna: egli era infatti suocero di Caifa, che era sommo sacerdote in quell'anno.

    [14] Caifa poi era quello che aveva consigliato ai Giudei: "È meglio che un uomo solo muoia per il popolo".

    [15] Intanto Simon Pietro seguiva Gesù insieme con un altro discepolo. Questo discepolo era conosciuto dal sommo sacerdote e perciò entrò con Gesù nel cortile del sommo sacerdote;

    [16] Pietro invece si fermò fuori, vicino alla porta. Allora quell'altro discepolo, noto al sommo sacerdote, tornò fuori, parlò alla portinaia e fece entrare anche Pietro.

    [17] E la giovane portinaia disse a Pietro: "Forse anche tu sei dei discepoli di quest'uomo?". Egli rispose: "Non lo sono".

    [18] Intanto i servi e le guardie avevano acceso un fuoco, perché faceva freddo, e si scaldavano; anche Pietro stava con loro e si scaldava.

    [19] Allora il sommo sacerdote interrogò Gesù riguardo ai suoi discepoli e alla sua dottrina.

    [20] Gesù gli rispose: "Io ho parlato al mondo apertamente; ho sempre insegnato nella sinagoga e nel tempio, dove tutti i Giudei si riuniscono, e non ho mai detto nulla di nascosto.

    [21] Perché interroghi me? Interroga quelli che hanno udito ciò che ho detto loro; ecco, essi sanno che cosa ho detto".

    [22] Aveva appena detto questo, che una delle guardie presenti diede uno schiaffo a Gesù, dicendo: "Così rispondi al sommo sacerdote?".

    [23] Gli rispose Gesù: "Se ho parlato male, dimostrami dov'è il male; ma se ho parlato bene, perché mi percuoti?".

    [24] Allora Anna lo mandò legato a Caifa, sommo sacerdote.

    [25] Intanto Simon Pietro stava là a scaldarsi. Gli dissero: "Non sei anche tu dei suoi discepoli?". Egli lo negò e disse: "Non lo sono".

    [26] Ma uno dei servi del sommo sacerdote, parente di quello a cui Pietro aveva tagliato l'orecchio, disse: "Non ti ho forse visto con lui nel giardino?".

    [27] Pietro negò di nuovo, e subito un gallo cantò.

    [28] Allora condussero Gesù dalla casa di Caifa nel pretorio. Era l'alba ed essi non vollero entrare nel pretorio per non contaminarsi e poter mangiare la Pasqua.

    [29] Uscì dunque Pilato verso di loro e domandò: "Che accusa portate contro quest'uomo?".

    [30] Gli risposero: "Se non fosse un malfattore, non te l'avremmo consegnato".

    [31] Allora Pilato disse loro: "Prendetelo voi e giudicatelo secondo la vostra legge!". Gli risposero i Giudei: "A noi non è consentito mettere a morte nessuno".

    [32] Così si adempivano le parole che Gesù aveva detto indicando di quale morte doveva morire.

    [33] Pilato allora rientrò nel pretorio, fece chiamare Gesù e gli disse: "Tu sei il re dei Giudei?".

    [34] Gesù rispose: "Dici questo da te oppure altri te l'hanno detto sul mio conto?".

    [35] Pilato rispose: "Sono io forse Giudeo? La tua gente e i sommi sacerdoti ti hanno consegnato a me; che cosa hai fatto?".

    [36] Rispose Gesù: "Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù".

    [37] Allora Pilato gli disse: "Dunque tu sei re?". Rispose Gesù: "Tu lo dici; io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per rendere testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce".

    [38] Gli dice Pilato: "Che cos'è la verità?". E detto questo uscì di nuovo verso i Giudei e disse loro: "Io non trovo in lui nessuna colpa.

    [39] Vi è tra voi l'usanza che io vi liberi uno per la Pasqua: volete dunque che io vi liberi il re dei Giudei?".
    [40] Allora essi gridarono di nuovo: "Non costui, ma Barabba!". Barabba era un brigante.


    19


    [1] Allora Pilato fece prendere Gesù e lo fece flagellare.

    [2] E i soldati, intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo e gli misero addosso un mantello di porpora; quindi gli venivano davanti e gli dicevano:

    [3] "Salve, re dei Giudei!". E gli davano schiaffi.

    [4] Pilato intanto uscì di nuovo e disse loro: "Ecco, io ve lo conduco fuori, perché sappiate che non trovo in lui nessuna colpa".

    [5] Allora Gesù uscì, portando la corona di spine e il mantello di porpora. E Pilato disse loro: "Ecco l'uomo!".

    [6] Al vederlo i sommi sacerdoti e le guardie gridarono: "Crocifiggilo, crocifiggilo!". Disse loro Pilato: "Prendetelo voi e crocifiggetelo; io non trovo in lui nessuna colpa".

    [7] Gli risposero i Giudei: "Noi abbiamo una legge e secondo questa legge deve morire, perché si è fatto Figlio di Dio".

    [8] All'udire queste parole, Pilato ebbe ancor più paura

    [9] ed entrato di nuovo nel pretorio disse a Gesù: "Di dove sei?". Ma Gesù non gli diede risposta.

    [10] Gli disse allora Pilato: "Non mi parli? Non sai che ho il potere di metterti in libertà e il potere di metterti in croce?".

    [11] Rispose Gesù: "Tu non avresti nessun potere su di me, se non ti fosse stato dato dall'alto. Per questo chi mi ha consegnato nelle tue mani ha una colpa più grande".

    [12] Da quel momento Pilato cercava di liberarlo; ma i Giudei gridarono: "Se liberi costui, non sei amico di Cesare! Chiunque infatti si fa re si mette contro Cesare".

    [13] Udite queste parole, Pilato fece condurre fuori Gesù e sedette nel tribunale, nel luogo chiamato Litòstroto, in ebraico Gabbatà.

    [14] Era la Preparazione della Pasqua, verso mezzogiorno. Pilato disse ai Giudei: "Ecco il vostro re!".

    [15] Ma quelli gridarono: "Via, via, crocifiggilo!". Disse loro Pilato: "Metterò in croce il vostro re?". Risposero i sommi sacerdoti: "Non abbiamo altro re all'infuori di Cesare".

    [16] Allora lo consegnò loro perché fosse crocifisso.

    [17] Essi allora presero Gesù ed egli, portando la croce, si avviò verso il luogo del Cranio, detto in ebraico Gòlgota,

    [18] dove lo crocifissero e con lui altri due, uno da una parte e uno dall'altra, e Gesù nel mezzo.

    [19] Pilato compose anche l'iscrizione e la fece porre sulla croce; vi era scritto: "Gesù il Nazareno, il re dei Giudei".

    [20] Molti Giudei lessero questa iscrizione, perché il luogo dove fu crocifisso Gesù era vicino alla città; era scritta in ebraico, in latino e in greco.

    [21] I sommi sacerdoti dei Giudei dissero allora a Pilato: "Non scrivere: il re dei Giudei, ma che egli ha detto: Io sono il re dei Giudei".

    [22] Rispose Pilato: "Ciò che ho scritto, ho scritto".

    [23] I soldati poi, quando ebbero crocifisso Gesù, presero le sue vesti e ne fecero quattro parti, una per ciascun soldato, e la tunica. Ora quella tunica era senza cuciture, tessuta tutta d'un pezzo da cima a fondo.

    [24] Perciò dissero tra loro: Non stracciamola, ma tiriamo a sorte a chi tocca. Così si adempiva la Scrittura:
    Si son divise tra loro le mie vesti
    e sulla mia tunica han gettato la sorte.
    E i soldati fecero proprio così.

    [25] Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Clèofa e Maria di Màgdala.

    [26] Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: "Donna, ecco il tuo figlio!".

    [27] Poi disse al discepolo: "Ecco la tua madre!". E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa.

    [28] Dopo questo, Gesù, sapendo che ogni cosa era stata ormai compiuta, disse per adempiere la Scrittura: "Ho sete".

    [29] Vi era lì un vaso pieno d'aceto; posero perciò una spugna imbevuta di aceto in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca.

    [30] E dopo aver ricevuto l'aceto, Gesù disse: "Tutto è compiuto!". E, chinato il capo, spirò.

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