Riammessa la Mussolini. Le firme forse erano false ma gli autenticatori erano veri
Roma. E vabbè, qualche firma falsa ci sarà anche stata, ma che importanza ha? Ciò che importa è che quelle firme siano state “autenticate da pubblici ufficiali a ciò abilitati”. Ecco la motivazione con la quale il Consiglio di Stato, ribaltando la sentenza del Tar, ha rimesso in gioco Alessandra Mussolini, leader di Alternativa sociale e nemica giurata del governatore uscente del Lazio, Francesco Storace, impegnato in un difficilissimo testa a testa con il candidato del centrosinistra, Piero Marrazzo.
La nipote del Duce rientra nella campagna elettorale con l’aureola beatificante di chi ha subito un torto e con l’amplificazione mediatica di chi, in questi ultimi dieci giorni, ha affrontato persino uno sciopero della fame pur di vedere riconosciuti i propri diritti. Quanti voti riuscirà a strappare al candidato del Polo?
“Finalmente – ha detto lei, commentando la sentenza – il Consiglio di Stato ha dimostrato che c’è una giustizia e un’amministrazione trasparente. Non ci speravo più: sono distrutta ma felice”.
La lista, presentata da Alternativa sociale per le elezioni regionali del 3 aprile, era stata esclusa dalla commissione elettorale presso la Corte di Appello di Roma in seguito a presunte irregolarità nella raccolta delle firme necessarie.
L’esclusione era stata poi confermata dal Tar del Lazio al quale la Mussolini aveva fatto immediatamente ricorso chiedendo una sospensiva.
Ieri sera, il terzo verdetto. Con il colpo di scena.
La quinta sezione del Consiglio di Stato, dopo una discussione di quattro ore, ha disposto il ribaltamento delle due sentenze precedenti e ha, di fatto, riaperto una partita che sembrava definitivamente chiusa.
La Mussolini – hanno sostenuto i giudici amministrativi di seconda istanza – allo stato degli atti non può essere esclusa dalla campagna elettorale; e se, dopo un’attenta verifica, alcune firme dovessero risultare false, sarà compito della magistratura penale perseguire e punire i responsabili.
Un principio questo che, ovviamente, non trova consensi nel centrodestra. Anzi.
Secondo Ignazio La Russa, vicepresidente vicario di Alleanza nazionale, gruppo nel quale la Mussolini ha militato a lungo prima della scissione, “il soccorso rosso, scoperto e sbugiardato nella fase in cui si è prestato ad autenticare le firme, è tornato alla carica da un altro lato: è stata emessa una sentenza che giuridicamente appare abnorme”.
La Russa non solo riapre la vecchia polemica dell’aiutino dato alla Mussolini da esponenti del centrosinistra vicini a Marrazzo, ma accusa i giudici amministrativi di avere preso quantomeno un abbaglio giuridico:
“Il Consiglio di Stato, contro ogni logica e buonsenso, si è trincerato dietro il principio astratto che l’autentica del pubblico ufficiale fa fede fino alla sentenza definitiva che condanni la falsità dell’autenticatore. Come dire – sostiene il vice presidente di An – che, se i consiglieri della sinistra che hanno autenticato le firme della Mussolini avessero attestato che il sole sorge a mezzanotte, tale attestazione sarebbe stata inattaccabile fino a una sentenza che li condannasse per palese falsità”.
Che cosa potrà succedere? I due principali contendenti, Storace e Marrazzo, preferiscono mantenere un profilo basso.
Il candidato del centrosinistra, va da sé, incassa il risultato ma non ha interesse a rinfocolare la vecchia polemica del soccorso rosso – polemica alla quale è seguito, come si ricorderà, un aspro scambio di accuse tra Storace e il sindaco di Roma, Walter Veltroni – e si limita ad affermare che la decisione del Consiglio di Stato “non cambia di una virgola il mio modo di portare avanti la campagna elettorale”.
Toni moderati anche dal governatore uscente del Lazio, preoccupato dal fatto che l’accertamento delle eventuali irregolarità delle firme possa, in un secondo momento, rinviare o invalidare le elezioni.
“Nessuno inventi pretesti per il rinvio”, ha detto. “E’ dimostrato che non c’è un regime. A testa alta chiameremo il popolo di questa Regione a pronunciarsi con fierezza contro i manipolatori di liste e i loro alleati di comodo”.
saluti




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