Lombardia: in tutti gli ospedali obbligo di assumere un sacerdote

Sarà garantita in tutti gli ospedali lombardi l'assistenza religiosa. L'accordo siglato dal presidente della Lombardia, Roberto Formigoni, e a nome di tutti i vescovi lombardi, dall'arcivescovo di Milano, Dionigi Tettamanzi. Saranno istituite le cappellanie con il sacerdote - già assunto in base alla legge del 1978 - che potrà avvalersi di assistenti (sacerdoti, diaconi, religiosi e religiose, laici). La Cappellania si configura «come espressione della cura pastorale resa dalla comunità cristiana nelle istituzioni sanitarie e in quelle più generalmente dedite ai servizi alla persona, anche di carattere assistenziale». L'accordo prevede tra l'altro che fino a 300 posti letto l'ospedale deve garantire un sacerdote, e due da 301 a 700 posti letto. Complessivamente in Lombardia sono 192 le strutture ospedaliere (115 pubbliche e 77 private), i cappellani sono 134 (94 negli ospedali pubblici e 40 in quelli privati), 33 sono a tempo parziale, 36 strutture garantiscono il servizio attraverso le parrocchie. Firmata l'intesa, ora verranno realizzate convenzioni attraverso le quali stabilire le modalità di assunzione e di cessazione dal servizio dei sacerdoti, il loro inquadramento contrattuale, i diritti e doveri degli stessi, il loro orario di lavoro e la loro reperibilità. L'intesa stabilisce anche che la designazione e la sostituzione degli assistenti religiosi compete all'Ordinario diocesano. «Si tratta - ha spiegato l'arcivescovo di Milano - di un atto che mira a delineare il quadro organico di riferimento entro il quale garantire a chi è ricoverato in ospedali, case di cura o strutture assistenziali, l'esercizio concreto della libertà religiosa». Un'intesa, ha sottolineato Tettamanzi, in linea con l'accordo concordatario del 1984 e con la Costituzione che «di fatto già riconosce la dignità della persona umana e ne garantisce la libertà e i diritti inviolabili, compresi quelli che riguardano la sfera religiosa». «Rispetto a prima - ha spiegato Formigoni - cambia che la presenza di un assistente ecclesiastico cattolico sarà garantita per offrire ai malati e ai bisognosi quella cura anche di tipo religioso, che fa parte di quella attenzione alla persona che io voglio al massimo grado all'interno dei nostri ospedali in modo che, a fianco di macchinari di maggiore sofisticazione e del personale ci sia anche una risposta al bisogno religioso».