Irap
L'Irap, Imposta Regionale sul valore Aggiunto del Prodotto, è una brutta storia nazionale. Un errore la cui responsabilità ricade su tutti, magistratura compresa. Fu adottata nel 1997, dal governo presieduto da Romano Prodi, che aveva alle Finanze il diessino Vincenzo Visco. L'obbrobrio è nato a sinistra.
Molti contribuenti, e più di un giudice tributario, misero immediatamente in discussione la legittimità dell'imposta, e si sollevò un dubbio di costituzionalità.
La Corte Costituzionale si è pronunciata nel 2001, ma lo ha fatto in modo ambiguo, camminando sulle uova della politica, seguendo una bussola i cui punti cardinali non nascono solo dal diritto: dichiarò legittima l'imposta, ma non in assenza di “autonoma organizzazione”. Il che aprì un contenzioso infinito per professionisti e lavoratori autonomi.
Nel frattempo è giunto al governo il centro destra, che aveva criticato l'Irap e che ne annunciava la radicale modifica. Fin qui non si è visto niente. Nel frattempo, nel mentre nessuna riforma giungeva, la giurisprudenza si fermava in attesa di quel che avrebbe detto la Corte UE. La Cassazione, difatti, da una parte dichiarò illegittima l'Irap per i professionisti, e, dall'altra, appunto, decise di non decidere.
Ieri è arrivata la notizia che il Procuratore Generale presso la Corte UE, la cui opinione diventa sentenza nel novanta per cento dei casi, ha sostenuto la totale illegittimità dell'Irap, perché sarebbe un duplicato dell'Iva (tesi opinabile) e perché contrasta con i principi del diritto UE. Entro qualche settimana arriverà la sentenza.
L'unico che se ne rammarica, in Italia, è Visco, mentre tutti gli altri, a cominciare dal ministro dell'Economia, sostengono che non c'è problema, che quell'imposta è un mostriciattolo e che sarà un bene cambiarla. Me ne rallegro, ma perché non lo si è fatto prima?
(Domenico Siniscalco)
La politica non consiste nel galleggiare, tentando di schivare quel che ti arriva addosso, ma nel cercare di pilotare il Paese verso quelli che, di volta in volta, sono considerati i suoi interessi collettivi. La sinistra creò quella tassa, ma la destra non l'ha cambiata, entrambe (quindi tutti) stanno per essere condannate. Il resto son chiacchiere.
Davide Giacalone
http://www.davidegiacalone.it
18 marzo 2005
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tratto da "Il Portale di Nuvola Rossa"
http://www.nuvolarossa.org/modules/n...hp?storyid=691






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