Il ministro degli Esteri argentino, Rafael Biella, ha fatto sapere che lunedì 28/3/2005 informerà ufficialmente il Vaticano della decisione del suo governo di “licenziare” monsignor Antonio Baseotto, attuale Ordinario Militare, un vescovo considerato su posizioni di destra.
Accusato dalle associazioni ebraiche di antisemitismo per una serie di frasi, pronunciate anni addietro, quali “se la pornografia è un affare, l’ebreo vende pornografia; se la droga è un business, allora vende droga” (a nostro avviso l’ebreo venderebbe pornografia e droga anche se non fosse un affare, per corrompere la nostra società, ndr) denunciato dall’Assemblea permanente per i diritti umani (Apdh) per un duro attacco lanciato contro i musulmani l’anno scorso, ora il vescovo e' "indesiderato" per alcune dichiarazioni contro il ministro della Sanità, Gines Gonzales Garcia, a causa delle posizioni abortiste di quest’ultimo. “Bisognerebbe legargli una pietra al collo e buttarlo nel fiume” ( il Garcia) e “in Argentina c’è un piano contro la Chiesa; si sta mettendo a punto una campagna in tutto il paese per legalizzare l’aborto”, ha commentato il vescovo provocando una serie di reazioni a catena.
Monsignor Baseotto ha espresso anche la sua opposizione alla campagna pubblicitaria in corso per l’uso del preservativo per evitare l’Aids perché “il lattice ha pori molto più grandi del virus, che può attraversarli in una proporzione di 250 a 1 e perché tale campagna è immorale”.
In questo scontro col governo monsignor Baseotto ha ottenuto l’appoggio del vescovo argentino
Marcelo Sanchez Sorondo, che fa parte dell’Accademia Pontificia delle Scienze Sociali ( un altro
infiltrato?).




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