- Martusciello ha i giorni contati: il popolo di Forza Italia c’è ed ha scelto da che parte stare.
- Il saluto del ministro Scajola preannuncia un prossimo ricambio ai vertici regionali di Forza Italia.
La manifestazione organizzata da alcuni esponenti di Forza Italia al teatro Bracco di Napoli per sostenere la candidatura del consigliere regionale Ermanno Russo e quella alla presidenza della Regione di Italo Bocchino, ha riscosso un grandissimo successo, con una massiccia partecipazione dei sostenitori del partito di Silvio Berlusconi che è senza precedenti. Erano anni infatti che non si vedeva un pubblico così caloroso: il popolo di Forza Italia in Campania era da tempo smarrito, privo di una leadership nella quale fosse possibile riconoscersi. L’entusiasmo per la brillante campagna elettorale che sta portando avanti Italo Bocchino non è l’unica ragione di un simile entusiasmo. Forza Italia in Campania sta rinascendo superando la lunga notte cui l’ha relegato Antonio Martusciello e il suo entourage. Così una manifestazione elettorale si è trasformata in un incontro programmatico, nel quale si è discusso di Forza Italia e per Forza Italia.
Alla presenza del ministro Scajola, Italo Bocchino ha portato il suo saluto alla platea confermando una volta di più la sua efficacia comunicativa supportata da un programma semplice, chiaro e lineare. Il divario con Bassolino si riduce giorno dopo giorno ed un risultato che alla vigilia appariva scontato, oggi lo è molto meno. La Campania ha finalmente trovato una alternativa alla cattiva amministrazione, alla gestione clientelare ed al malaffare. Alternativa che è stata individuata con colpevole ritardo dal centrodestra, ma per fortuna ora è una realtà concreta e sta ai cittadini cogliere questo messaggio di speranza e rinnovamento e sta ai sostenitori attivi della coalizione contribuire a diffonderlo affinché possa partire quel processo di riscatto per una popolazione penalizzata da dodici anni di governo bassoliniano.
Ovunque una così inqualificabile amministrazione sarebbe stata sonoramente bocciata. In Campania questo non è avvenuto anche per una opposizione latente, paralizzata e soggiogata da una gestione fallimentare del principale partito della regione. Il quadro della situazione è stato ben tracciato dall’On. Paolo Russo, presidente della commissione parlamentare sulle ecomafie, che ha evidenziato l’assenza totale di un partito che non ha neanche presentato la lista dei candidati. Una dirigenza arroccata nel proprio castello che via via si è trasformato in un semplice condominio e nonostante ciò ha mantenuto inalterata la propria assurda strategia di boicottare tutte quelle personalità del partito che ne avrebbero potuto offuscare la visibilità ed il ruolo. Un boicottaggio che si è riversato sullo stesso partito, svuotandosi sempre più di uomini e individualità di elevato spessore. Ma come ha sottolineato lo stesso Paolo Russo, chi va via sbaglia sempre: è per questo che chi ha scelto di restare in Forza Italia non cambierà partito, semmai cambierà “il” partito.
Particolarmente apprezzato l’intervento di Raffaele Calabrò, ex presidente del Consiglio Regionale, per il quale non possiamo più subire scelte altrui, ma si deve scegliere non solo quale candidato sostenere ma anche in quale Forza Italia stare. Per fare questo la scelta di Ermanno Russo diventa quasi un imperativo perché la sua è la storia di chi ha sempre rispettato le regole, una persona equilibrata e leale. Ed è proprio di lealtà di cui si ha bisogno oggi: la sistematica caccia alle streghe non ha portato altro che al fallimento.
Riccardo Ventre, deputato del parlamento europeo, ha invece ripreso le parole del consigliere comunale di Forza Italia di Casalnuovo, Bruno Perna, l’unico rimasto in Forza Italia di una pattuglia di 11 rappresentanti, che ha aperto il dibattito con un vero atto di accusa mosso verso Martusciello ed i suoi astrusi metodi, affermando che quello espresso da Perna, anche con una vena di sofferenza, è il pensiero non solo di gran parte dei militanti ma di tanti simpatizzanti che non comprendono un partito che sia contro qualcuno. Se il primo partito d’Italia e delle regione in questi anni non è riuscito ad esprimere un candidato alla presidenza della provincia o della regione significa che il suo management è stato inefficiente e incapace e che è imperativo cambiare se si vuole un partito coeso, propositivo e vincente. Per questo l’elezione plebiscitaria di Ermanno Russo può costituire un chiaro messaggio indirizzato ai vertici nazionali, una scelta di campo compiuta dai suoi elettori.
Del resto significativa è stata la presenza di Maurizio Impicca, candidato nel listino di Italo Bocchino, ma soprattutto “osservatore” in Campania per conto di Berlusconi per le elezioni regionali, nel tentativo di comprendere le cause di un vuoto programmatico che perdura da tempo, assicurando che combatterà “per un partito moderno nel quale si cercherà di farsi attorniare dalle persone che sono più brave di noi e non di estrometterle o isolarle”. Sarà fondamentale far tesoro di queste esperienze per non commettere più gli stessi errori, lavorando al programma ed alla scelta del candidato per le comunali del 2006 a partire dal 4 aprile, appena dopo le elezioni regionali, non riducendosi ad una scelta tardiva e autolesionistica.
Dunque oggi si sostiene Ermanno Russo come rappresentante di una nuova classe dirigente, sana e qualificata, dando una spallata definitiva alla dirigenza di un partito sempre più fantasma. Un candidato che è “cultura politica” come brillantemente è stato indicato dalla platea. Una cultura politica di cui ha bisogno il partito e la gente. Da oggi i massimi vertici di Forza Italia, grazie alla testimonianza del ministro Scajola, sono a conoscenza che qualcosa è in movimento, che la Campania vuole voltare pagina e che occorre un intervento immediato. Scajola ha giustamente sottolineato che oggi bisogna remare tutti nella medesima direzione, sostenendo Italo Bocchino e rimandando a dopo le regionali l’analisi che hanno condotto Forza Italia a frantumarsi. Bisogna stare insieme, non disperdere le energie e mantenere la massima coesione perché dopo 15 anni nelle mani della sinistra, è giunto il momento di riscattare le nostre colpe. E Forza Italia ha risposto, compatta: tutta presente al teatro Bracco. E’ da lì che si dovrà ripartire, perché da oggi si deve tornare a premiare le eccellenze e la serietà programmatica e non si deve disperdere la passione, quella di persone come don Beniamino, sacerdote di Castellammare di Stabia e fondatore del club Marco D’Aviano, capace di muovere folle autentiche ed entusiaste, consapevole che è necessario impegnarsi in prima persona per resistere al giacobinismo dilagante ancora vivo nella nostra società. E’ in questo modo che si compirà quel processo di riavvicinamento al territorio ed alla società civile, coagulando esponenti politici che hanno saputo resistere alla tentazione di gettare la spugna, come in molti, troppi, hanno fatto in questi anni. Oggi c’è qualcosa di più di una speranza: Paolo Russo, Riccardo Ventre, Maurizio Impicca, Raffaele Calabrò hanno testimoniato che Forza Italia ha saputo rinascere autorinnovandosi al di fuori di quel campo minato costruito dai Martusciello.
Paolo Carotenuto
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