E' appena uscita la notizia della dilazione in 23 anni del debito colfisco della Lazio, compreso lo "sconto" dagli oltre 150 milioni di euro (oltre 300 miliardi di lire) a 10 milioni.
VERGOGNA DELLE VERGOGNE.
In primo piano la disgustosa considerazione che viene riservata al foot ball.
Poi andiamo a vedere la diversità di trattamento da impresa a impresa.
Società di calcio e grande industria, spesso, non solo chiudono bilanci con modestissimi utili, ma addirittura il più delle volte chiudono gli esercizi annuali con forti perdite.
E tutto va bene.
Se invece una piccola azienda chiude i resoconti annuali, non dico in passivo, non dico in parità, ma anche solo con un modesto utile scattano le più vessatorie delle "NORME". La "congruità", gli studi di settore e automaticamente la pgrande possibilità di cadere sotto le grinfie di un fisco dalle tinte politiche più disgustose.
In poche parole: Una grande società, specie se di calcio, si può permettere ogni cosa, le piccole imprese assolutamente, rigorosamente no.
Una qualunque piccola impresa, in misure enormemente più modeste, mantenendo comportamenti come la Lazio o qualsiasi altra impresa dai medesimi comportamenti fiscali sarebbe perseguitata a sangue e fatta fallire, Non chiedetemi di gridare Viva l'Italia!
C'è qualcuno che pensa che la nostra economia, con situazioni come questa, possa uscire dalla crisi?
Tonino




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