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10 marzo 2005
Fonte: La Repubblica
Fecondazione, un anno dopo la nuova legge nascite crollate: chi può fugge all'estero
La legge sulla fecondazione assistita, un anno dopo: diminuiscono le gravidanze, aumentano gli insuccessi e i costi, si fa strada il turismo procreativo, il viaggio all'estero per avere un bambino, si diffondono siti internet che offrono liquido seminale "affidabile" e a buon prezzo. Tra attesa e sconforto, cause legali e incertezze si tenta un primo bilancio. Per ora il Far West non sembra finito, è piuttosto sospeso, la situazione appare come paralizzata. «Nei centri arrivano meno coppie», dice Carlo Flamigni, uno dei maggiori esperti di fecondazione assistita. «Anche se non disponiamo di dati definitivi possiamo valutare una diminuzione delle gravidanze del 15% circa». Ma dai centri arrivano dati ancora più allarmistici: un calo dei trattamenti del 25%. Significa che una coppia su 4 ha deciso di desistere o più semplicemente di aspettare. Chi può invece fugge all'estero. «Le più penalizzate sono state le donne meno giovani costrette a sottoporsi a più cicli di trattamenti - spiega Flamigni - ma la cosa peggiore è che la legge penalizza chi si sottopone alle cure, fa apparire tutto poco etico, qualcosa a cui sottoporsi a rischio personale, una follia familiare». Diminuiscono le nascite e crescono i costi perché il divieto di congelare gli embrioni moltiplica i trattamenti. «Per non parlare di chi decide di andare all'estero, in Spagna un ciclo viene a costare sui 7.000 euro, a cui vanno aggiunte le spese di viaggio, di permanenza e poi magari un ciclo solo non basta», spiega Maria Paola Costantini, avvocato, rappresentante delle associazioni di coppie infertili e con malattie genetiche. «Tra le coppie c'è molto sconforto, non riescono a spiegarsi la rigidità di questa legge che di fatto vieta le diagnosi preimpianto. Ci sono state una decina di cause proprio su questo». Così chi può parte. «Cinquemila coppie sono state in Spagna quest'anno, a Bruxelles se prima capitava una coppia al mese ora ne ce ne sono 2 o 3 al giorno. Parte anche chi ha bisogno di trattamenti permessi in Italia solo per avere il congelamento degli embrioni e non sottoporsi a svariate stimolazioni», dice Claudia Livi, segretaria generale del Cecos. «Quando le leggi sono troppo restrittive alimentano il mercato clandestino o l'emigrazione. Ora c'è anche chi va in Ucraina a Croazia, mercati più economici ma purtroppo anche meno controllati. Anche su Internet si diffondono banche che vendono liquido seminale controllato, arriva in contenitori che garantiscono due giorni di autonomia». Un anno di legge, un bilancio amaro. «Le coppie sentono leso un diritto fondamentale che non è quello del figlio ma il diritto alle cure».
PALERMO - C'è chi parte perfino per gli Usa
In Sicilia le gravidanze con la fecondazione assistita, sono diminuite del 10%. «Ma se valutiamo quelle che si sarebbero potute avere con gli embrioni congelati, il calo reale è del 30%», dice Adolfo Allegra, responsabile del centro Andros. Chi è andato all'estero ha scelto Spagna, Svizzera e perfino Baltimora negli Usa.
FIRENZE - I pazienti arrivano anche da lontano
In Toscana la procreazione assistita viene erogata gratis alle donne sotto i 42 anni in 6 strutture, 4 pubbliche e 2 convenzionate. Circa 2.500 le coppie che ogni anno si sottopongono al trattamento: il 10% arriva da fuori regione. Si stima che con la nuova legge circa 120 coppie (il 5%) abbiano preferito andare all'estero.
TORINO - Richieste invariate, successi diminuiti
Risultati diminuiti del 15% ma affluenza invariata, rileva una delle équipe che all'ospedale Sant'Anna (300 fecondazioni l'anno) segue le coppie infertili. Più pessimisti i centri privati: «Non congelando più gli embrioni, i successi sono calati del 30%» dice il ginecologo Alessandro Di Gregorio.
BOLOGNA - Uno su cinque si è tirato indietro
Una grande corsa ai trattamenti di stimolazione ovarica nei primi due mesi del 2004 per precedere i divieti. Poi il calo verticale. «Fino all'estate scorsa abbiamo avuto una domanda più bassa del 20%», dice Andrea Borini del Centro Tecnobios. «E le gravidanze sono diminuite del 10-15%».
ROMA - Percorso a ostacoli nei centri pubblici
«Fecondazione assistita? A Roma e nel Lazio i centri pubblici sono stati chiusi o funzionano a scartamento ridotto». Parola di Claudio Donadio, primario di Ostericia al San Camillo. «Con un'offerta pubblica così limitata, le coppie sterili vanno all'estero o dai privati che hanno costi proibitivi».
BARI - Dimezzati i risultati positivi
A Bari nell'ultimo anno il 30-40% in meno di coppie ricorre alla procreazione assistita. «Se prima il margine dei successi era del 40-50% - dice Maria Teresa Falagario, ginecologa Aied - ora sfioriamo appena il 30%. Molte non arrivano neanche al trasferimento degli embrioni in utero».
NAPOLI - I costi scoraggiano, domanda in calo
La riduzione delle fecondazioni assistite, a un anno dall'entrata in vigore della legge, è valutata in Campania tra il 25 e il 30%. Tra i motivi della contrazione il costo ancora elevato: tra i 2.500 e i 4.000 euro per trattamento completo Icsi (e non Fivet). Molte delle coppie che scelgono di andare all'estero optano per il Belgio.
GENOVA - In clinica a Nizza per sperare ancora
Una nuova clinica a Nizza, a due ore d'auto da Genova, sembra diventata la meta delle coppie liguri che, per evitare i limiti imposti dalla legge, scelgono di tentare la via dell'eterologa. Nelle strutture liguri dove la fecondazione viene praticata con le nuove regole, però, l'affluenza non è diminuita.
MILANO - Già diecimila coppie sono emigrate
Sono almeno 10 mila le coppie lombarde che nell'ultimo anno sono emigrate per tentare di avere un figlio. Spagna e Grecia, ma anche la Romania, i paesi preferiti da chi ha budget limitati, mentre i centri della Svizzera, della Germania e dell'Inghilterra richiamano chi non ha problemi economici. «Su 100 coppie sterili almeno il 25% viene penalizzata dalla legge», dice il professor Leonardo Formigli, uno dei primi a Milano a dare vita a un centro per la maternità assistita.
13 marzo 2005




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