KIRGHIZISTAN: VINCE LA 'RIVOLUZIONE DEI TULIPANI', AKAYEV FUGGE
MOSCA - I parlamentari kirghizi, riuniti a Bishkek, hanno scelto il presidente della Camera Ichengbai Kadyrbekov come capo di stato ad interim, con 44 voti a favore e due astensioni. Lo riferiscono agenzie di stampa russe. La decisione e' scaturita dopo ore di discussioni in un'atmosfera estremamente confusa, in quanto in parlamento erano presenti sia i deputati della passata legislatura sia buona parte dei nuovi eletti, che la Corte Suprema si e' oggi rifiutata di convalidare.
Il parlamento kirghizo ha anche deciso di affidare le funzioni di governo al Consiglio di coordinamento di unita' nazionale, creato dall'opposizione e presieduto da Kurmanbek Bakiev.
In Kirghizistan la ''rivoluzione dei tulipani'' ha vinto alla grande e in modo fulmineo: gli oppositori del presidente Askar Akaiev, furiosi per i brogli alle recenti elezioni per il rinnovo del parlamento, sono andati oggi all'attacco nella capitale, Bishkek, e senza colpo ferire hanno occupato nel giro di poche ore i centri del potere, dal palazzo del governo ('La Casa Bianca') alla sede della televisione. Il paese e' ormai in mano loro.
Forti soprattutto a sud, dove tra domenica e lunedi' hanno preso il controllo delle principali citta' dopo sanguinosi scontri con le forze dell'ordine, i nemici di Akaiev - a parole fautori di un sistema politico piu' democratico e trasparente - hanno sfondato oggi a sorpresa a Bishkek su tutta la linea perche' il presidente ha dato l'ordine di non sparare sui ribelli e si e' volatilizzato tra voci insistenti che lo vogliono in fuga nel vicino Kazakhstan assieme a tutto il clan familiare.
Il cruciale assalto al palazzo del governo - che porta a tre i clamorosi ribaltoni degli ultimi anni nel cosidetto spazio post-sovietico (dopo la Georgia nel dicembre 2003 e l'Ucraina quattro mesi fa) - e' avvenuto stamattina dopo che in diecimila - capeggiati da un ex-premier (Kurmanbek Bakiev) e da una ex-ministro degli Esteri (Roza Otunbaieva) - gli oppositori affluiti in gran parte dalle province meridionali si sono radunati nella monumentale piazza al centro della capitale.
Hanno denunciato ancora una volta a gran voce i brogli grazie ai quali il regime si sarebbe accaparrato 69 dei 75 scanni parlamentari in palio alle legislative del 27 febbraio e 13 marzo, hanno insistito per le immediate dimissioni del capo dello Stato e poi all'improvviso - issando disegni di tulipani, sventolando vessilli gialli e rosa e gridando ''Kel Kel'' (via via in kirghizo) - si sono diretti in massa verso il palazzo del governo. In testa molti giovani armati di bastone e persino un cavalerizzo con fazzolettone giallo in sella ad uno scalpitante purosangue.
La polizia in tenuta anti-sommossa ha cercato di contenere la folla caricando con i manganelli e sparando qualche colpo di pistola in aria ma non c'e' riuscita e al secondo assalto una buona parte dei manifestanti e' penetrata senza troppi problemi nella ''stanza dei bottoni'' del potere kirghizo dove ha frantumato vetri, fatto man bassa di computer e televisori, gettato dalle finestre mobilio e ritratti di Akaiev, distrutto un'enorme massa di documenti.
Nel giro di poche ore, mentre correvano su Akaiev le versioni piu' disparate (''E' scappato con la famiglia in Kazakhstan'', ''si e' rifugiato nella base americana di Manas'', ''E' in volo verso la Russia'', ''ha dato le dimissioni''), il popolo della ''rivoluzione dei tulipani'' e' diventata padrona assoluta della capitale, si e' concesso anche il saccheggio di parecchi negozi e il regime post-sovietico impiantato in quell'angolo di Asia Centrale da quattordici anni (e cioe' dall'indipendenza) e' crollato come un castello di carte. A riprova della sua intrinseca fragilita' e dubbia legittimita'.
Parlando dalla 'Casa Bianca' in mano ai suoi, Kurmanbek Bakiev, uno dei principali leader dell'opposizione, ha esultato di gioia (''Abbiamo il controllo della presidenza! Akayev e' fuggito e il premier Tanaiev ha dato le dimissioni'') e ha promesso che saranno presto indette nuove elezioni.
''Noi - ha dichiarato - manterremo l'ordine. Non consentiremo saccheggi. Noi terremo le nostre proprie elezioni per dare inizio al nostro governo''. In serata la Corte Suprema - a conferma dello squagliamento subitaneo e totale del vecchio sistema di potere - ha prontamente annullato le controverse elezioni all'origine della rabbiosa e rapidissima rivolta.
Mentre gli ospedali curavano la trentina di persone rimaste ferite negli scontri con la polizia, gli oppositori hanno incendiato davanti alla 'Casa Bianca' d'epoca sovietica un paio di Mercedes appartenute ad Akaiev e nel pomeriggio hanno liberato uno dei loro leader di maggior spicco - Feliks Kulov, 56 anni, ex-vicepresidente, ex-sindaco di Bishkek, ex-capo dei servizi segreti - in carcere dal 2001 per furto e abuso di potere nel quadro di un'inchiesta giudiziaria apparentemente pilotata dal regime oggi defunto. Proprio Kulov, popolare al nord, sembra destinato a diventare il personaggio-chiave del prossimo governo kirghizo.
Nel tentativo di disinnescare la crisi ed evitare la destabilizzazione di tutta l'Asia Centrale (dove se la sfangano altre quattro repubbliche ex-Urss dall'incerta stabilita' interna), l'Organizzazione europea per la Sicurezza e la Cooperazione ha da parte sua auspicato la formazione di un governo di unita' nazionale.
A differenza delle rivoluzioni liberal-democratiche in Ucraina e in Georgia, che ha cercato di bloccare, la Russia e' rimasta oggi alla finestra nelle ore in cui il regime di Akayev si affossava. Il premier Mikhail Fradkov si e' limitato ad auspicare che ''l'uso della forza non diventi l'elemento decisivo'' e che la crisi sia superata ''nel rispetto della Costituzione vigente''. Parole di eguale cautela sono venute dal ministro degli Esteri Serghei Lavrov.
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Ma 'sto deficiente perché non ha mobilitato l'esercito, fatto sparare sui manifestanti, chiesto l'aiuto militare della Russia? Questo è peggio di Januchvic, che almeno ha tentato di rimanese in sella. E Putin cosa crede di ricavare stando sempre a guardare?
C'è veramente di che mettersi le mani nei capelli...




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