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  1. #1
    Le fondamenta di POL
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    Predefinito Napoli e la retorica luttuosa

    Ogni qualvolta muore un ragazzo per mano di questa assurda guerra di camorra che sta insanguinando Napoli, ci si interroga stupiti e addolorati sulle ragioni che si celano dietro atti così cruenti facendo riaffiorare temi come il disagio sociale, l’assenza di sbocchi alternativi e di un sostegno concreto alle famiglie che vivono nei quartieri di periferia. Psicologi ed esperti si accalcano nell’elencare le cause di drammi imputabili alla società, intesa nel modo più ampio e generico per giungere alla conclusione che i colpevoli di queste giovani vittime siamo noi tutti. Insomma, un concentrato di demagogia e luoghi comuni oltre che di pericolose semplificazioni della realtà perché si tende in questo modo a coprire le responsabilità dei singoli per giustificare le proprie azioni.

    La verità è ben diversa perché le persone perbene, anche se povere, non si piegano a certe logiche senza smarrire il confine tra il bene ed il male.
    Se un ragazzo di 14 o 15 anni è un piccolo delinquente probabilmente lo si deve all’ambiente nel quale è cresciuto, alla famiglia che lo ha allevato, ma le colpe non sono della società intesa in un modo così astratto e pernicioso. C’è chi sceglie la delinquenza come stile di vita, che non si sognerebbe nemmeno lontanamente di ribellarsi ad un sistema che pone al vertice chi detiene il potere con arroganza e prepotenza.
    Se è vero che la paura di esporsi prende in ostaggio intere comunità che non possono contare su un adeguato supporto delle istituzioni e delle forze dell’ordine costringendole ad adeguarsi allo status quo, è altrettanto vero che esiste una fetta della società che è marcia nella sua essenza: è quella che si compiace ed esalta le figure di tanti boss di quartiere perché questi simboleggiano un certo modo di detenere il potere ed il controllo della zona di competenza e che facilmente si tramutano in modelli da eguagliare o da rimpiazzare.

    Quel che è ancora più inquietante sono le rappresentazioni di questa cultura e di questo modo di intendere il “rispetto” in occasione dei funerali di giovani vittime di una guerra più grande dei loro stessi capi. Vittime di una scelta che è innanzitutto propria e dei familiari, piccoli criminali che vengono osannati come eroi. Sono scene che si ripetono sistematicamente: oggi per il quindicenne di Caivano ucciso dalle forze dell’ordine nel corso di un inseguimento dopo una rapina, o per il quattordicenne di Villaricca “punito” per aver osato rubare uno scooter alle persone sbagliate. Bare bianche che si fanno largo tra una folla che applaude una vita sconfitta e che inveisce contro la polizia “assassina” colpevole di aver svolto il proprio compito a rischio dell’incolumità di agenti, anch’essi giovani o padri di famiglia la cui scelta di vita è stata ben diversa, o contro le telecamere poste lì ad infangare l’immagine e la memoria di quello che era poco più di un bambino, ma anche un ladro di periferia.
    E’ giusto rispettare il dolore dei cari, meno accettare frasi fatte e ricattatorie volte a trasferire altrove le responsabilità di una vita sbagliata: “siamo abbandonati a noi stessi”, “questa società non offre molto”, “dov’era lo Stato quando per crescere i nostri figli siamo stati costretti a rubare o a fare altro?”. Ma nessuno si chiede cosa si è fatto per migliorare e cambiare la vita dei propri figli, sottraendoli alla logica delle pistole e della sopraffazione del prossimo. Ho visto un ragazzo nascere in quartiere che non è un modello di civiltà e di vivibilità ma a due passi dal centro della città: nella sua vita di adolescente ha avuto tutto da un padre fin troppo premuroso, e la sua scelta è stata quella delle bande, esaltandosi dinanzi al gusto di un furto e finendo la sua triste esistenza contro un camion mentre fuggiva a tutta velocità su una moto rubata con una pistola nei pantaloni.

    Non esiste una società colpevole, ma esistono persone che scelgono il crimine. Se si parte da questo assunto sarà possibile creare una società diversa e possibilmente non immersa nella sua inutile retorica.

  2. #2
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    Ci sono molte ragioni che ti indirizzano verso una scelta. Scegliere una qualsiasi cosa in modo PIENAMENTE cosciente secondo me è DIFFICILISSIMO e l'uomo di per sè preferisce farsi trasportare dalla corrente e ogni tanto spostare il timone. E' un problema umano... no di quelle zone. Dire che costoro hanno scelto il "male" è vero... l'hanno scelto però perchè in queste zone è molto facile operare questo tipo di scelta in primis, e poi semplicemente in moltissimi casi "conviene"... perchè operare la scelta contraria è moooolto difficile e sconveniente.

    Io e te che probabilmente abbiamo "scelto" il bene perchè l'abbiamo scelto? E' stata una scelta consapevole e pienamente cosciente? E' una risposta difficile da dare.... più di quanto tu creda. O magari è stato anche l'ambiente a indirizzarmi verso determinate scelte...? Era da un po' che ci riflettevo...

  3. #3
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    In origine postato da Adriano1897
    Io e te che probabilmente abbiamo "scelto" il bene perchè l'abbiamo scelto? E' stata una scelta consapevole e pienamente cosciente? E' una risposta difficile da dare.... più di quanto tu creda. O magari è stato anche l'ambiente a indirizzarmi verso determinate scelte...? Era da un po' che ci riflettevo...
    La misura più efficace contro la camorra sarebbe sottrarre i bambini delle cosche alle famiglie,per il loro bene,sin da piccoli.

    Bisognerebbe trovare il modo legale di farlo

  4. #4
    Le fondamenta di POL
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    In origine postato da Adriano1897
    Ci sono molte ragioni che ti indirizzano verso una scelta. Scegliere una qualsiasi cosa in modo PIENAMENTE cosciente secondo me è DIFFICILISSIMO e l'uomo di per sè preferisce farsi trasportare dalla corrente e ogni tanto spostare il timone. E' un problema umano... no di quelle zone. Dire che costoro hanno scelto il "male" è vero... l'hanno scelto però perchè in queste zone è molto facile operare questo tipo di scelta in primis, e poi semplicemente in moltissimi casi "conviene"... perchè operare la scelta contraria è moooolto difficile e sconveniente.

    Io e te che probabilmente abbiamo "scelto" il bene perchè l'abbiamo scelto? E' stata una scelta consapevole e pienamente cosciente? E' una risposta difficile da dare.... più di quanto tu creda. O magari è stato anche l'ambiente a indirizzarmi verso determinate scelte...? Era da un po' che ci riflettevo...
    L'educazione familiare e scolastica ha sicuramente la sua importanza, ma arriva l'età nella quale sei chiamato a fare delle scelte. Io credo che usare violenza nei confronti del prossimo sia un crimine che non accetta tolleranza

  5. #5
    Betelgeuse
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    In origine postato da Adriano1897
    Ci sono molte ragioni che ti indirizzano verso una scelta. Scegliere una qualsiasi cosa in modo PIENAMENTE cosciente secondo me è DIFFICILISSIMO e l'uomo di per sè preferisce farsi trasportare dalla corrente e ogni tanto spostare il timone. E' un problema umano... no di quelle zone. Dire che costoro hanno scelto il "male" è vero... l'hanno scelto però perchè in queste zone è molto facile operare questo tipo di scelta in primis, e poi semplicemente in moltissimi casi "conviene"... perchè operare la scelta contraria è moooolto difficile e sconveniente.

    Io e te che probabilmente abbiamo "scelto" il bene perchè l'abbiamo scelto? E' stata una scelta consapevole e pienamente cosciente? E' una risposta difficile da dare.... più di quanto tu creda. O magari è stato anche l'ambiente a indirizzarmi verso determinate scelte...? Era da un po' che ci riflettevo...
    Sai che me lo sono chiesta anch'io a volte? E sono giunta alla conclusione che l'ambiente un po' come il DNA ti segna in modo indelebile, spingendoti verso una certa direzione fa di te ciò che probabilmente sarai: quante possibilità avrebbe un ragazzo di non essere mafioso se fosse nato nella famiglia di Riina? E quante i figli di Riina di essere mafiosi se fossero nati altrove, in una tranquilla famiglia 'normale'? Certo assai poche. Però è anche vero che in qualsiasi momento possiamo cambiare il corso della vita accettando o rifiutando ciò che il destino ha preparato per noi: se la volontà è intatta, allora anche la piena responsabilità di quella scelta rimane. Non dobbiamo sedere per forza ad una tavola che non ci piace.

  6. #6
    Le fondamenta di POL
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    Predefinito

    In origine postato da Betelgeuse
    Sai che me lo sono chiesta anch'io a volte? E sono giunta alla conclusione che l'ambiente un po' come il DNA ti segna in modo indelebile, spingendoti verso una certa direzione fa di te ciò che probabilmente sarai: quante possibilità avrebbe un ragazzo di non essere mafioso se fosse nato nella famiglia di Riina? E quante i figli di Riina di essere mafiosi se fossero nati altrove, in una tranquilla famiglia 'normale'? Certo assai poche. Però è anche vero che in qualsiasi momento possiamo cambiare il corso della vita accettando o rifiutando ciò che il destino ha preparato per noi: se la volontà è intatta, allora anche la piena responsabilità di quella scelta rimane. Non dobbiamo sedere per forza ad una tavola che non ci piace.
    Però nessuno si chiede come sia possibile che un ragazzo di 16 anni decida di intraprendere la "carriera" malavitosa quando il padre non gli fa mancare niente, lavora dalla mattina alle 7 fino alla sera alle 21 e lasciandogli in eredità, dopo morte prematura, centinaia di milioni di lire. Nonostante questa difficile condizione, nonostante non vi sia un suo solo familiare che ha avuto problemi con la giustizia, nonostante dinanzi a lui vi fossero esempi di rettitudine morale, lui ha preferito una bella pistola e compiere gli stessi atti di violenza di cui era vittima il padre. E' sempre colpa del contesto nel quale si vive....

  7. #7
    Betelgeuse
    Ospite

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    In origine postato da Österreicher
    Però nessuno si chiede come sia possibile che un ragazzo di 16 anni decida di intraprendere la "carriera" malavitosa quando il padre non gli fa mancare niente, lavora dalla mattina alle 7 fino alla sera alle 21 e lasciandogli in eredità, dopo morte prematura, centinaia di milioni di lire. Nonostante questa difficile condizione, nonostante non vi sia un suo solo familiare che ha avuto problemi con la giustizia, nonostante dinanzi a lui vi fossero esempi di rettitudine morale, lui ha preferito una bella pistola e compiere gli stessi atti di violenza di cui era vittima il padre. E' sempre colpa del contesto nel quale si vive....
    Perché non ci sono risposte a certe domande. Troppi i fili che si intrecciano, troppe le vie che si perdono nel buio. Forse quel padre oberato di lavoro non ha dato al figlio tutta l'attenzione che avrebbe dovuto. Forse. Forse al ragazzo malgrado le apparenze sono mancate le cose più essenziali. Forse. O forse invece la sua educazione è stata ineccepibile, con i giusti modelli di riferimento, ed è stato traviato nell'età più sensibile dal fascino malsano di cattive compagnie. O, semplicemente, è una mela marcia: nascono i fiori nel fango, non si vede perché non possano nascere mele verminose tra tante sane. Capita, anche nelle migliori famiglie.

  8. #8
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    Predefinito Re: Napoli e la retorica luttuosa

    In origine postato da Österreicher


    Non esiste una società colpevole, ma esistono persone che scelgono il crimine. Se si parte da questo assunto sarà possibile creare una società diversa e possibilmente non immersa nella sua inutile retorica.
    Questo è il migliore modo per lavarsene le mani e far finta che non esista un problema.
    Esiste un assurdo proibizionismo su droghe, prostituzione, gioco d'azzardo che lascia questo mercato che frutta il 2/3 dei suoi introiti alla camorra.
    Il moralismo è il miglior modo per assolversi dalle proprie responsibiltà.

  9. #9
    Betelgeuse
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    Quindi cosa proponi? Togliere i 2/3 degli introiti alla camorra e passarli allo Stato?

  10. #10
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    Quelli che vogliono combattere la camorra legalizzando la prostituzione mi fanno proprio venire inmente quei santoni che per guarire le malattie gravi consigliano una dieta a base di prugne...

    Il risultato fondamentalmente sarebbe lo stesso in fondo: produzione in abbondanza di... sterco.

 

 
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