Wojtyla doveva alzarsi dalla bara e dire a Bush: Vattene!
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Alice incontra Don Vitaliano, il prete no-global sospeso a divins: “Quanto i giovani hanno seguito le parole di Giovanni Paolo II? Poco, a giudicare dai preservativi abbandonati a Parigi durante la giornata mondiale della Gioventù”.


(Alice n.52 del 27/04/2005)



Don Vitaliano, lei non ha mai fatto mancare critiche all'operato di Giovanni Paolo II. Perché?

Guardi, oggi abbiamo ancora negli occhi la marea di gente che è andata a rendere omaggio alla salma del Papa. Ma se vogliamo bene a Giovanni Paolo II dobbiamo anche avere amore, come avrebbe detto lui, per lo splendore della Verità. E se amiamo la Verità occorre saperla raccontare fino in fondo. Io ho perso mio padre da pochi mesi e con mio padre ho avuto tanti scontri, ma non per questo non lo amavo. Anzi, probabilmente discuti con una persona proprio perché gli vuoi bene. Ripercorrere questi ventisei anni di pontificato alla luce di una Verità vera e non giornalistica significa evidenziarne le luci e le ombre.


Cosa contesta a Giovanni Paolo II?

In questi ventisei anni il Concilio Vaticano II è stato tante volte citato, ma poco realizzato. Però non c'è un articolo di giornale od un giornalista (tranne rare eccezioni) che abbiano ripercorso questo pontificato ponendosi in atteggiamento critico. E allora mi è venuta in mente una frase del Vangelo di Luca su cui sarebbe bene riflettere: “Guai quando tutti parleranno bene di voi, perché così hanno fatto i vostri padri con i falsi profeti”. Ecco, io mi preoccuperei se tutti parlassero bene di me, perché o hanno paura, o non hanno ben capito cosa ho detto, o perché ci sono degli interessi.



Lei critica le liturgie vaticane...

Le Grandi liturgie in Vaticano sono tutto tranne che qualcosa di liturgico. Dio, a cui si renderebbe onore, passa in secondo piano, perchè diventa centrale la liturgia in sé, fatta di tanti simboli che poi non dicono un granché ai fedeli. Anche nelle giornate della Gioventù, che erano così tanto partecipate, non hanno provocato l'effetto che lo stesso Papa avrebbe voluto, ovvero riflessione.



In che senso?

Le faccio un esempio: nella giornata della gioventù che si svolse a Parigi (nella Francia figlia prediletta della Chiesa ormai scristianizzata) tutti applaudirono alle parole del Papa che parlava contro gli anticoncezionali e contro i rapporti pre-matrimoniali... peccato che il giorno dopo gli spazzini trovarono migliaia e migliaia di preservativi. Quindi, c'è qualcosa che non funziona. Siamo tornati al vecchio modo di fare Chiesa, quello di Pio XII: salvare la facciata mentre dietro a questa facciata non c'è quasi nulla. Mi domando cosa fanno, nella vita di tutti i giorni, le migliaia di giovani che assistono alle messe. Mi chiedo quanto abbiano realizzato di ciò che hanno appreso dalle parole del Papa.




Lei è considerato un prete no global. Un pacifista ad oltranza.

Nel cuore del Concilio Vaticano II, Paolo VI fece un viaggio a New York per parlare nella sede delle Nazioni Unite. Il suo discorso ancora oggi resta di una sconvolgente attualità: “Fratelli, lasciate cadere le armi dalle vostre mani”, che nasceva in un periodo in cui l'umanità aveva il terrore della guerra nucleare. La Chiesa ebbe il coraggio di gridare che la guerra è dannosa per l'umanità. Purtroppo, da allora, i passi fatti non sono tanti. Oggi assistiamo a oltre 100 guerre sparse nel mondo con una frustrazione in più.



Quale?

Due anni fa, 110 milioni di persone sfilarono pacificamente nelle piazze di tutto il mondo per dire “no” alla guerra. Le democrazie di tutto il mondo se ne sono fregate, e hanno iniziato una guerra di cui non vediamo ancora la fine. Occorre riaffermare questi diritti sia all'interno della Chiesa, sia all'interno dei singoli Stati. Sono convinto che se le persone sapranno diventare protagoniste della vita della comunità allora avremo fatto un passo avanti verso la pace. E' stato stridente vedere Bush in prima fila al funerale del Papa. Per coerenza il Papa avrebbe dovuto alzarsi dalla bara e dire “vattene, o fa cessare la guerra in Iraq!”.


AC