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  1. #1
    Ecogiustiziere Insubre
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    Question Ma insomma, dov'è questo federalismo, si può sapere?

    PASSA IL FEDERALISMO BOSSI: «HO PIANTO...»


    GIANLUIGI PARAGONE
    --------------------------------------------------------------------------------
    «Hai visto che ce l’abbiamo fatta...».
    Ridacchia al telefono Umberto Bossi. Sono da poco passate le 15 e la notizia dell’approvazione al Senato della riforma federale gli era già stata comunicata per bocca di Roberto Calderoli, l’uomo che lo ha sostituito al Ministero. Subito dopo l’hanno chiamato Silvio Berlusconi, Giulio Tremonti e Aldo Brancher.
    «Non sai quanto mi girano i coglioni per non essere stato lì a Roma a godermi questo giorno. E invece sono qui come un pirla...».
    Allora vengo su a Brissago che almeno brindiamo, gli dico. Prendo la macchina e sfidando il traffico delle cinque a Milano (e sognando le infrastrutture che verranno) mi butto in autostrada per andare a raccogliere le valutazioni e le gioie di chi ha sacrificato la vita intera, non soltanto quella politica, per portare in Italia il federalismo. Quando arrivo alla clinica Hildebrand a Brissago, il capo è già nella saletta del bar seduto a parlare di politica. Tamburella con la mano sul tavolo: “Pa-da-nia, Pa-da-nia”.
    È davvero felice anche se ammette: «Avrei voluto essere lì in aula, anche per ringraziare tutti quelli che in questi anni, tra mille difficoltà, hanno dato tutto per raggiungere questo obiettivo. Cosa vuoi che ti dica... Ci sono tante persone che devo ringraziare e alle quali sto pensando».
    Il telefono di Diego, il ragazzo che in questi mesi lo accompagna tra il Canton Ticino e Gemonio, non smette di squillare. «Abbiamo tenuto e ce l’abbiamo fatta, dice all’interlocutore».
    «...Cosa ti stavo dicendo? Ah sì, ti dicevo a chi sto pensando... Penso a quelli che ci sono e a quelli che non ci sono più. A quelli che per tanti anni hanno tenuto duro. Ho pensato ai “miei” giù a Roma; ho ricordato i tempi dei tribunali e dei mille pasticci che ci combinavano per impedirci di fare politica».
    Si vede che mentre parla gli corre davanti il film di una vita intera. Gli ricordo di Bruno Salvadori, del quale ha una fotografia nel suo studio federale in via Bellerio.
    «Ci dicevamo: quando il federalismo avrà raggiunto la Pianura padana il mondo cambierà. E infatti è così, il mondo ora cambierà. Non ce n’è più per nessuno».
    Umberto, cosa beviamo per brindare?
    «Un’aranciata amara».
    E ridacchia, perché sa che solo lui può brindare con coca cola e aranciata amara.
    Amara come i tanti bocconi che hai dovuto mandare giù?
    «Per me questa aranciata è dolce, il federalismo mi è dolce. Sapevo che dovevamo resistere, per ottenere il federalismo. Ci credevamo tutti. Bastava stare fermi e aspettare che prima o poi la storia ci desse ragione».
    Sei stato bravo.
    «Siamo stati fortunati. Puoi essere bravo quanto vuoi, ma occorre anche avere culo».
    Fa i conti con la storia, questo leone rinchiuso nella gabbia di una clinica. E fa i conti con la sua storia personale. Nella fortuna, dico io, c’è anche l’essere riuscito a rimettersi in piedi e tornare a giocarsi la partita. Anche perché non è ancora chiusa.
    Umberto, il prossimo giro tocca al federalismo fiscale.
    «Sì il federalismo fiscale è importantissimo; ne ho anche parlato con i miei. Però bisogna chiudere il federalismo politico. La Lega deve prendere tanti voti al Nord perché il federalismo non resti solo nella Costituzione. Occorre che il federalismo arrivi nelle Regioni; occorrono gli statuti regionali che vanno approvati in fretta. Bisogna che la scuola, la polizia, la sanità siano davvero materia di esclusiva competenza regionale».
    Al tavolo con noi c’è anche Roberto Cota, segretario nazionale della Lega Piemonte. «Dobbiamo fare vincere anche Ghigo, dobbiamo aiutarlo», gli dice Bossi «ai piemontesi chiedo di votare la Lega perché la Lega vuole bene al Piemonte, perché la Lega non vuole che il Piemonte resti senza federalismo».
    Ti sei sentito con Berlusconi?
    «Sì, era commosso anche lui».
    In questi mesi mi sembra che Berlusconi sia stato più un amico che un alleato politico. È così?
    «È vero, ho grande stima di Berlusconi e fino ad ora si è sempre comportato bene. È meglio di tanti altri che chiacchierano e basta».
    In una intervista alla Padania, Ida Magli ha invitato Berlusconi a darti fiducia sulla battaglia per un’Europa dei popoli.
    «È una partita difficilissima, io lo capisco. Berlusconi è il terminale, è quello che deve battere i pugni sul tavolo per cambiare l’Europa e per salvare le imprese. Deve avere il coraggio di chiedere i dazi doganali. Deve aiutarci a difendere le identità dei popoli».
    Berlusconi ha detto che il referendum confermativo sarà fatto solo dopo le Politiche del 2006. Ti aspettavi qualcosa di diverso?
    «Mi va bene lo stesso, adesso non è il momento di pensarci».
    Quando Calderoli ti ha comunicato la notizia al telefono che cosa avresti voluto fare?
    «Mi immaginavo in aula a parlare in ricordo di tutti quelli che hanno lavorato perché si arrivasse a questo risultato. E mi sono immaginato anche a fare comizi, in mezzo al mio popolo che non ho tradito mai. E invece ero lì, vedi?». Bossi mi indica un tavolo vicino al bancone del bar. «Ero lì da solo come un pirla perché devo finire questi dannati esercizi. È mia moglie che vuole che io resti qui...».
    A proposito l’hai chiamata tu o ti ha chiamato lei?
    «L’ho chiamata io. Lei è partecipe di questa giornata storica: ormai lo sapete tutti che senza Manuela la Lega non ce l’avrebbe fatta. Lo sai, comandano le donne... e io mi trovo qui in clinica anche in questa giornata storica. Ma c’è solo una cosa che mi fa guarire: la politica».
    La gente ti vuole bene. Tutti con Manuela tifiamo per il tuo completo recupero.
    «Lo so che la Lega mi vuole bene perché la Lega è partito del popolo, è un movimento che non tradisce mai».
    Quando i calciatori segnano un gol importante di solito fanno una dedica. A chi dedichi questa giornata?
    «La dedico alla Padania e a tutto il Paese. Vedrai, il federalismo aiuterà tutti».


    [Data pubblicazione: 24/03/2005]
    Iunthanaka
    Conte della Martesana

  2. #2
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    Insubria: futura terra deislaminizzata
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    Troppi trionfalismi per un qualcosa che è ancora molto lontano da venire.
    Vomitevoli le lodi e gli attestati di stima per berlusconi.

  3. #3
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    l'unioc dato interessante è la possibilità eventuale di incidere sull'istruzione (ma chi a che punto? questa sarà la scommessa), per il resto sono seghe mentali: la sanità è già regionalizzata e la polizia locale come la intendono loro c'è già e sono i vigili urbani (che a questo punto cambieranno nome.

 

 

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