Ernst Zündel, nato nel 1939 in Germania, è uno dei maggiori
esponenti del revisionismo storico internazionale. A 19
anni è emigrato in Canada, dove ha lavorato con successo
nel campo delle arti grafiche (alcuni dei suoi lavori sono
apparsi sulla copertina della rivista canadese
?Maclean?s?).

Nonostante la promettente carriera, Zündel decise ben
presto di dedicarsi al compito di difendere l?onore del suo
paese natale, costantemente e sistematicamente calunniato
dalla propaganda dell?ultima guerra diventata Storia
Ufficiale. Abile oratore ed organizzatore, in tutti questi
anni ha condotto la sua lotta contro ostacoli
apparentemente insormontabili con indomito coraggio
tenacia, diffondendo un?enorme quantità di libri, opuscoli,
volantini, bollettini informativi, cassette audio e video e
scrivendo egli stesso numerosi opuscoli e saggi.

Ernst Zündel è noto soprattutto per il ruolo d?imputato nei
due grandi ?processi dell?Olocausto?, intentatigli nel 1985
e nel 1988. Egli era stato accusato di avere ?pubblicato
notizie false? e, nel caso specifico, avere pubblicato e
ristampato l?opuscolo "Sono realmente morti sei milioni?".
Questi due processi fecero grande scalpore all?epoca,
perché per la prima volta furono attentamente ascoltati e
contro-interrogati ?sopravvissuti? ed autorevoli storici
dell??Olocausto? e furono addotte molte prove che
confutavano la storia ufficiale. La più importante di
queste fu la testimonianza dello specialista di camere a
gas d?esecuzione americane, Fred Leuchter, che esibì i
risultati delle perizie eseguite ad Auschwitz-Birkenau e
Majdanek sulle presunte camere a gas di sterminio,
risultati che davano ragione a Zündel.

Al termine del processo del 1985, Zündel fu riconosciuto
colpevole, ma la corte d?appello annullò la sentenza,
affermando che il giudice aveva, tra l?altro, impartito
istruzioni improprie alla giuria ed impropriamente escluso
delle prove a difesa. Nel 1988, Zündel fu condannato ad una
pena detentiva di nove mesi; in appello, la Corte Suprema
canadese dichiarò che la legge sulle ?notizie false?, in
base alla quale egli era stato condannato, costituiva una
violazione della Carta dei Diritti Umani canadese. Fu una
vittoria importante per l?imputato e per i diritti di tutti
i Canadesi.

Negli anni ?90 Zündel fu anche trascinato dinanzi a un
?Tribunale dei Diritti Umani? a Toronto con l?accusa di
?incitamento all?odio e all?antisemitismo? attraverso
Internet. Secondo il regolamento di questo nuovo genere
d?istanza giuridica, non occorre stabilire se ciò che si è
detto o scritto è vero: il criterio determinante è ?il
danno che potrebbe essere fatto alla sensibilità? di certi
gruppi. In altre parole: ?La verità non è difesa?! Zündel
fu, naturalmente, stato condannato e, in seguito,
continuamente logorato e minacciato da nuovi processi
penali.

Perciò, dopo quarantadue anni trascorsi in Canada, tentando
invano di ottenere la cittadinanza canadese, egli si
trasferì negli Stati Uniti, dove nel gennaio 2000 sposò
Ingrid Rimland, cittadina americana. La coppia visse
tranquillamente per due anni nello stato del Tennessee
finché, il 5 febbraio 2003, Zündel fu arrestato presso il
suo domicilio con il pretesto di non essersi presentato ad
una banale convocazione delle autorità dell?immigrazione.
Due settimane dopo, fu tradotto in una prigione canadese,
dove è rimasto detenuto sino all?inizio di questo mese in
isolamento ed in condizioni disumane, con l?accusa di
essere una ?minaccia per la sicurezza nazionale e per la
comunità internazionale?. Il CSIS (Canadian Security
Intelligence Service) ? un organismo analogo all?FBI
statunitense ? sostiene che il materiale pubblicato da
Zündel, benché assolutamente non-violento, potrebbe
?spingere alla violenza individui delle sue stesse idee?!

Così, questo pacifista di 65 anni, attivo nelle battaglie
per i Diritti Umani, che ha vissuto per quarantadue anni in
Canada senza aver commesso la minima infrazione alla legge,
pur essendo stato fatto segno di numerosi attentati, è
stato deportato in Germania, dove è attualmente detenuto
nel carcere di Mannheim. Infatti, chiunque, in qualsiasi
parte del mondo, tenta di mettere liberamente in
discussione dell??Olocausto? può essere perseguito
penalmente in Germania. Nonostante siano stati la moglie e
gli amici, e non Zündel stesso, a diffondere il suo
materiale attraverso lo ?Zündelsite? dagli Stati Uniti,
egli è passibile di condanna ai sensi della legge federale
tedesca (art.130 c. p.).

Dunque, contrariamente ai più elementari principi del
diritto, lo Stato tedesco pretende reprimere atti ? in
questo caso, scritti pacifisti ? commessi in altri paesi,
in altri continenti dove, peraltro, non sono illegali.
Ernst Zündel non ha commesso nessun reato in Germania, ma
si trova comunque rinchiuso in un carcere in Germania! Per
i suoi scritti! Ecco il crimine che noi denunciamo.

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