Risultati da 1 a 6 di 6
  1. #1
    SENATORE di POL
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    Predefinito MILAZZISMO e NEO-Milazismo

    Le democraticissime preoccupazioni di sinistra ed estrema sinistra per il diritto dei nazisti di partecipare alle elezioni regionali ("rubando" possibilmente qualche voto all'ala più a destra della CDL), con gli sforzi di D'Alema e del baraldinaiano Veltroni,sicuramente encomiabili, per dimostrare che quello delle firme false della lista "Mussolini" è frutto di un complotto "storaciano".....sanno di Neo-Milazzismo. Con l'avvvertenza che, come diceva Marx, quando la storia "si ripete".......la replica è.....una farsa.

    "
    MILAZZISMO
    (1958-1960). Prassi politica siciliana che coalizzava le opposizioni anche se ideologicamente contrastanti. Prese nome dalla maggioranza composita (dal Msi al Pci) che elesse Silvio Milazzo, un dissidente democristiano, presidente regionale il 23 ottobre 1958. Espulso dalla Dc, Milazzo fondò l'Unione siciliana cristiano-sociale che vinse le elezioni del giugno 1959. Il movimento entrò in una crisi irreversibile l'anno successivo. "
    http://www.pbmstoria.it/dizionari/storia_mod/m/m166.htm



    Senescentemente

  2. #2
    SENATORE di POL
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    Lutto per gli "antifascisti" del Sinistra_Estrema Sinistra, la magistratura amministrativa ha respinto il ricorso della nipote del loro ex compagno di ideali, cav. Benito Mussolini - Duce del Fascismo e fondatore dell'Impero.

    " Tar Lazio: no a ricorso Mussolini
    Contro la sua esclusione dalle prossime regionali
    (ANSA) - ROMA, 18 MAR - Il Tar del Lazio ha respinto il ricorso presentato dalla lista Alternativa Sociale di Alessandra Mussolini. La leader lo aveva presentato contro la sua esclusione dalle prossime regionali, decisa dall' ufficio elettorale presso la Corte d'Appello. 'Queste elezione non hanno piu' valore per il popolo italiano'. E' la prima reazione della Mussolini, che, quando gli avvocati hanno comunicato la decisione, ha lanciato il telefonino contro la parete del camper.

    "
    www.ansa.it


    Cordiali saluti

  3. #3
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    dal quotidiano LIBERO di oggi 22 marzo 2005.....

    " « Antifascisti di giorno, con l'estrema destra di notte »


    di ELISA CALESSI


    ROMA - Francesco Storace, non a caso detto lo Schwarzenegger della Ciociaria, sceglie la linea dell'attacco. Incalza, interrompe. Tanto che a un certo punto riesce a scalfire l'olimpica tranquillità di Piero Marrazzo che sbotta: « Sappiamo che Storace era un giornalista. Ma qui le domande non le deve fare lei » . Il faccia a faccia che va in scena su Tg3 Lazio è il primo confronto tra i due candidati alla presidenza. E arriva dopo una ridda di scandali, polemiche, guerre giudiziarie che hanno travolto entrambi gli schieramenti. La sfida è decisiva, c'è in gioco una partita che può influire sul risultato finale delle Regionali. Ovvio che a bordo campo si segua con attenzione. Raccontano che Silvio Berlusconi sia rimasto soddisfatto dalla " prestazione ? del Governatore. Certo, il candidato del centrosinistra, ex conduttore di " Mi manda Rai Tre ?, ha sfruttato bene la padronanza del mezzo televisivo ( per tutta la durata dell'incontro non ha mai smesso di fissare la telecamera). Ma " Francesco ?, notavano nell'entourage del Cavaliere, si èmostrato più vicino alla gente, ha parlato di « cose concrete » : la sanità, le famiglie. Giudizio sull'altro? « Bravo, ma imbalsamato » . Chi abbia vinto, lo diranno i sondaggi. Di sicuro c'è che entrambe le squadre si stanno mobilitando sempre di più attorno ai due sfidanti. Dopo Berlusconi ieri, in difesa di Storace, sono scesi in campo Roberto Formigoni e Giulio Tremonti. Per Marrazzo, gli sponsor sono noti. Li evoca anche nel duello tv quando alla giunta uscente oppone il « buon governo » della sinistra: « Noi governiamo il Comune, la Provincia » . Il patto Veltroni- Gasbarra contro il « governo del cuore » made in Storace. Il primo punto, però, è un altro. Le firme false, le incursioni nell'Anagrafe. Storace: « Quando si viola la legge, non si ha diritto a presentarsi davanti agli elettori » . Marrazzo ribatte che « chiarezza e trasparenza » vanno fatte anche per la vicenda di Laziomatica. « E comunque » , aggiunge, « mi sono sempre tenuto fuori da queste vicende perché ritengo che riguardino l'altro schieramento » . Non è vero, replica l'altro. « Voi avete raccolto firme false per la Mussolini » . Assolutamente no. « Qui è stata violata la privacy, qualcuno è entrato nell'Anagrafe e non si poteva » , dice Marrazzo. Illecito contro illecito. Breve siparietto sull'opportunità di darsi del " tu ? o del " lei ?. Storace: « Ma dobbiamo darci del " lei ?? » . L'altro, impettito: « Credo proprio di sì, siamo due candidati » . Il primo: « È la prima volta che mi succede. In politica ci si dà del " tu ? » . Il candidato del centrosinistra non cede: " lei ?, prego. Ok. " Storax ?, come è stato soprannominato, riprende: « Lei diceva di voler difendere i cittadini dai brogli. Invece li ha incoraggiati » . L'ex conduttore di " Mi manda Rai Tre ?, continuando a guardare la telecamera: « Non abbiamo raccolto nessuna firma. La sua storia personale, piuttosto, dice tutt'altro » . Il Governatore: « Attento alla privacy » . Marrazzo: « La Mussolini appartiene alla destra » . Storace: « Ma non eravate antifascisti una volta? » . « Lo siamo ancora » . « Sì, di giorno. E di notte raccogliete firme per la Mussolini » . Touché. Finisce il primo round. Esaurito il tema scandali, ci si sposta sui contenuti. Ospedali nuovi contro spesa farmaceutica aumentata. Il Pil regionale in crescita contro il calo di competitività. Storace sfodera numeri, parla dell'apertura del Sant'Andrea. Protesta: « Non capisco il vostro livore nei confronti di un'opera come questa » . Marrazzo, ostentando tranquillità: « Nella mia faccia non c'è proprio alcun livore » . L'altro la butta in filosofia: « La vita è gioia, sofferenza, comprensione » . Marrazzo non sa che dire. Ribatte parlando di « quando noi governeremo » . " Storax ? lo interrompe per la trentesima volta: « Perché pensi di vincere? » . Quello, calmissimo: « Certo che sì » . Due stili diversissimi, due mondi. Politici ma anche umani. Storace che quasi fa tenerezza quando dice: « Sono una persona sincera, io » . L'altro, meno focoso ma non meno tagliente, che risponde: « Gli elettori, per fortuna, giudicano in base all'esperienza. Basterà guardare » . La destra sociale contaminata dal ? fare ? berlusconiano contro la sinistra radical chic del buon governo che ci sarà. Gli aiuti alle famiglie contro il reddito di inserimento. Un bel confronto, non fosse viziato dalle carte dei tribunali. Ieri, intanto, è stato indagato Mirko Maceri, il direttore tecnico dimissionario di Laziomatica. E oggi è attesa la sentenza del Consiglio di Stato sul ricorso presentato da Alessandra Mussolini.
    "

    Shalom

  4. #4
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    Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso dell'ultradestra avverso l'esclusione delle liste di Alternativa Sociale dalle regionali del LAZIO. La compagna Alessandra Mussolini (nella foto) ringrazia il compagno Veltroni e i numerosi fans rossi "antifascisti di giorno, supporters dei nazistoidi .........dopo il tramonto".

    Shalom

  5. #5
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  6. #6
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    dal quotidiano di via Solferino

    " Corriere della Sera del 25/03/2005


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    La sinistra e il caso Mussolini

    L'antifascismo intermittente


    Pierluigi Battista
    --------------------------------------------------------------------------------

    Non c’è niente di peggio, per le sorti di un principio considerato irrinunciabile e addirittura fondativo di una comunità politica e morale, del sospetto di un suo uso strumentale. E quando per calcoli politici il valore dell’antifascismo, sorgente morale dell’Italia repubblicana, «religione civile» di una Nazione che vuole recidere ogni legame con un passato imbarazzante, viene improvvisamente offuscato e messo da parte dagli stessi che sino a un attimo prima ne hanno veementemente custodito le ragioni, risulta difficile sottrarsi a quella sensazione di strumentalità e di inautenticità. Ridotto a vessillo da agitare con imprudente incostanza, l’antifascismo, come ha osservato Angelo Panebianco nel Magazine del Corriere commentando la bagarre sul caso Alessandra Mussolini, rischia di essere «messo in cantina». L’antifascismo a corrente alternata: ecco il pericolo che è sotto gli occhi di tutti proprio alla vigilia del sessantesimo anniversario della Liberazione.
    È stupefacente constatare quanto siano stati rari, a sinistra, i commenti indignati sui (presunti, beninteso) aiuti che singoli esponenti dell’opposizione avrebbero generosamente fornito alla Mussolini per la raccolta delle firme necessarie alla presentazione di una lista dichiaratamente neofascista. Nel deserto di reazioni costernate spicca il coraggio di Paolo Flores d’Arcais (e dell’ Unità che ne ha ospitato l’intervento) il quale, unico o quasi tra gli intellettuali, sulla base di un semplice ma limpido enunciato («meglio perdere con l’antifascismo che vincere con i fascisti») ha smentito quel clima di complice silenzio con cui a sinistra si è guardato, non senza malcelata soddisfazione, alla presenza di una lista che avrebbe potuto contribuire alla sconfitta di Francesco Storace. Per il resto (se si eccettuano sconsolate manifestazioni di dissenso di esponenti dei Ds, del Pdci e di Rifondazione) nessun allarme a sinistra su una lista che sin dal nome della sua principale testimonial , fa del fascismo il suo marchio di identità. Nessun proclama di intransigente difesa dell’antifascismo, nessuno scandalo per le croci celtiche e talvolta per una non del tutto dissimulata inclinazione antisemita che fa da contorno alle manifestazioni di un partito la cui unica attenuante parrebbe essere la complicazione dei destini elettorali del centrodestra.
    Ben altro vigore e indignazione hanno mosso, poco più di un mese fa, molti intellettuali (e l’Anpi) che hanno visto nella legge pensata per conferire lo status di «belligeranti» a chi militò sotto le bandiere della Repubblica Sociale un inammissibile tentativo di parificare le ragioni di chi ha combattuto per la libertà con quelle di chi ha combattuto dalla parte dell’oppressione e dell’anti-libertà. A difesa dei valori dell’antifascismo scrissero e si mobilitarono Nicola Tranfaglia e Maurizio Viroli, stilarono appelli, tra i tanti, Margherita Hack e Giovanni De Luna, Aldo Agosti, Giuliano Procacci, Rosario Villari. Ma c’è qualcosa che sconcerta nel silenzio che, in pochissimo tempo, ha modificato l’allarme in una forma di torpore nei confronti del sostegno attivo, o anche dell’inespresso compiacimento, serpeggiante a sinistra per un partito orgogliosamente fascista. Fascista sì, ma meritevole di indulgente attenzione solo perché «oggettivamente» alleato nella battaglia finale contro l’avversario principale. Questo mutamento ingenera inevitabilmente la sensazione che l’antifascismo possa essere adoperato come un elastico, da tendere o allentare a piacimento. Poco male, se tutto questo fosse rubricabile nella categoria del tatticismo. Molto male, perché a essere compromesso rischia di essere proprio l’antifascismo. Un valore troppo importante per diventare la posta in palio di mediocri beghe politiche.
    "

    Saluti liberali

 

 

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