All’Auditorium-Parco della Musica di Roma il 30 marzo si celebrano i novant’anni del “grande vecchio” della sinistra



di Cristina Missiroli




I novantenni di Roma, che pure non sono pochi, non se ne abbiano a male; usi a festeggiare i loro compleanni circondati dall’affetto delle famiglie e dalla compagnia degli amici, hanno da oggi un bell’esempio di come festeggia un loro coetaneo di tutto rispetto: Pietro Ingrao.
Il grande vecchio della sinistra italiana, per anni al vertice del Pci, di cui ha sempre guidato l’anima sinistra, verrà celebrato in pompa magna dal Comune di Roma il prossimo mercoledì 30 marzo. In una saletta comunale?Non proprio. Definitivamente tramontate le nostalgie per le Case del Popolo, il “popolo della sinistra” si dà un appuntamento non troppo defilato: adunata generale alla ribalta della sala Santa Cecilia dell’Auditorium di Roma. La sala più grande della ciclopica struttura concertistica di Renzo Piano, duemila posti, sarà adibita a sala di compleanno, tra luci, palettes e gruppi musicali. A spese di chi? Per quanto si apprende, l’ente che ha organizzato l’evento mondano, con il patrocinio del Comune di Roma, è la Fondazione Musica per Roma. Una società privata? No, un ente pubblico, o meglio una partecipata del Comune. Una Fondazione alla quale, tramite il capitolo di spesa della cultura del bilancio municipale, ciascun contribuente finisce per attribuire una parte delle sue tasse. Senza sapere di versare così un obolo vero e proprio nelle tasche di una consorteria legata a doppio filo con la Quercia, tanto da prestare – mai come in quest’occasione – la cosa pubblica a fini privati. Pure le premesse descritte nel sito internet dell’Auditorium descrivono con toni elegiaci l’innovativa soluzione della nuova gestione conferita alla Fondazione Musica per Roma: “Si tratta della prima grande trasformazione di una Spa in Fondazione, secondo quanto è stato reso possibile dal nuovo diritto societario. I soci fondatori sono il Comune di Roma, che ha conferito in comodato d’uso per 99 anni l’immobile Auditorium alla Fondazione, e la Camera di Commercio, che metterà a disposizione del fondo capitale la somma di 25 milioni di euro, confermando in tal modo una collaborazione tra le due istituzioni che già si cimenta in svariati progetti culturali e sociali”. Il primo grande progetto socio-culturale è quello di allietare gli invitati, tutti strettamente connessi con la sinistra romana, in una gigantesca, plateale festa in onore di Ingrao. Che non è esattamente una personalità super partes, né tanto meno può essere ascritto ad una cerchia di figure di livello istituzionale elevato. Ingrao fu Presidente della Camera dal 1976 al 1979, è vero, ma ha poi via via lasciato la scena politica, ed ha recentemente fatto pervenire, durante il congresso nazionale di Rifondazione Comunista, una lettera di adesione al partito di Fausto Bertinotti. Walter Veltroni si presta al gioco e convoca tutti gli amici di sempre, i compagni di partito, tutti i funzionari di Botteghe Oscure e della storica federazione che fu del Pci, già in via dei Frentani.Il suo è un legame forte e diretto, con Ingrao. Quando Veltroni era segretario della Fgci di Roma, tutta la federazione era in mano ad Ingrao, che guidava la corrente di opposizione a Berlinguer. E con Veltroni gli “embedded” non sono pochi: c’è il Centro di Studi e Iniziative per la Riforma dello Stato di Mario Tronti, ci saranno Gianni D'Elia, Luciana Castellina ed Ettore Scola. Tutto il gotha, insomma. E a fare da Gran cerimoniere, un conduttore da prima serata del calibro di Gad Lerner. Del quale sarebbe interessante conoscere l’eventuale ingaggio. Così, annebbiato il ricordo delle piadine e l’odore delle salsicce, tutto l’ex Pci si ritrova tra calici di prosecco, esibizioni, frizzi e lazzi. Un passo più lungo della gamba? Com’è possibile che il presidente della Fondazione lo abbia avvalorato? Il cerchio si chiude quando si apprende che il presidente di Musica per Roma è Goffredo Bettini, classe 1952, già negli anni Settanta membro della segreteria nazionale della Fgci, ingraiano di ferro da lungo tempo. Bettini ha assunto la presidenza della Fondazione nel 1999 e probabilmente era da tempo in preparazione il “gran finale”: a sei anni dall’insediamento, pronto forse a gestire nuovi incarichi con il giro di poltrone in vista per l’anno prossimo, Bettini tributa ad uno dei suoi maestri un party dal sapore hollywoodiano, ma dalle italianissime conclusioni: paga sempre il contribuente.