MONACO: RANIERI FRA LA VITA E LA MORTE, IL PAPA LO BENEDICE
PARIGI - Ora e' solo il tempo della preghiera, da recitare a mani giunte e con gli occhi rivolti a quella bandiera che sventola sul pennone piu' alto del Palazzo del Principe, sulla Rocca.
E pregano a Montecarlo che quel drappo non venga calato a mezz'asta, perche' cosi' annuncerebbe la morte del loro sovrano, il regnante piu' anziano d'Europa.
Il principe Ranieri e' fra la vita e la morte. I medici hanno gia' parlato: le sue speranze di vita sono ''estremamente'' deboli.
''Il principe e' nei pensieri di tutti i fedeli - dice il sacerdote della cattedrale di Monaco, padre Philippe Blanc - ed e' presente nelle loro preghiere durante questi giorni santi''. A Ranieri e' giunta anche la ''benedizione particolare'' di Giovani Paolo II.
Dopo i bollettini medici di ieri, con l' annuncio della ''prognosi riservata'' e di ''condizioni di salute preoccupanti'', quello di stamani, emesso poco dopo mezzogiorno, ha spazzato via illusioni e quasi tutte le speranze.
''Lo stato di salute di Sua altezza serenissima, principe Ranieri III - questo il testo del comunicato diffuso dal Palazzo del Principe - non cessa d' aggravarsi. Malgrado le cure piu' appropriate e il controllo dell' infezione broncopolmonare, le funzioni cardiache, polmonari e renali si deteriorano progressivamente. La prognosi resta estremamente riservata''.
Oggi pomeriggio anche due dei nipoti del principe - Pierre, di 17 anni, e Andrea, di 20, figli di Carolina - sono arrivati al capezzale del nonno, ricoverato da martedi' al Centro cardiotoracico di Monaco.
Piu' tardi, dall' ospedale, e' uscito il cappellano della famiglia Grimaldi, Cesar Penzo. Aveva le lacrime agli occhi.
Accanto a Ranieri ci sono i tre figli - il principe ereditario Alberto, Carolina e Stephanie.
Ieri sera Alberto e Carolina erano apparsi al balcone del Palazzo del Principe per assistere al passaggio della processione del Venerdi' Santo, guidata, come tradizione, da una quarantina di membri della Arciconfraternita dei Penitenti neri della Misericordia. Accanto a Carolina il marito Ernst Auguste de Hannover.
E' la Pasqua piu' triste e piu' silenziosa per i sudditi del Principato. Anche i numerosi turisti sembrano avvertire la gravita' del momento. Giu', nel porto, intanto, si posizionano le emittenti di tutto il mondo, con furgoni ed antenne paraboliche.
La messa di Pasqua sara' celebrata domani mattina nella cattedrale, dall' arcivescovo, mons. Bernard Barsi. Gia' oggi la chiesa era affollata da monegaschi e turisti venuti a raccogliersi sulla tomba della principessa Grace, morta nel settembre del 1982. Un evento che ha segnato profondamente la sua vita, facendolo diventare il principe vedovo. E in cattedrale, domani, una preghiera gli sara' dedicata, come accade ogni domenica dal 1949, quando Ranieri, allora ventiseienne, divento' sovrano.
Regnante piu' anziano d' Europa, Ranieri, che ora ha 81 anni, ha conosciuto cinque papi, sette presidenti della Repubblica francese, lo stato con cui Monaco ''sovrano ed indipendente nell' ambito dei principi generali del diritto internazionale'' ha delle ''convenzioni particolari'', secondo la Costituzione del 1962, modificata nel 2002.
Ma un sovrano particolare. Ranieri ha detto di essere ''probabilmente l' ultimo capo di stato a poter riconoscere i propri amministrati per strada''. Nel 2004 Monaco aveva 32.000 residenti, di 122 nazionalita', fra i quali piu' di 9.200 francesi, 5.500 italiani e soltanto 7.676 monegaschi.
Appassionato di calcio e soprattutto delle magie del circo, ha anche detto che ''se non fosse stato principe, avrebbe fatto il domatore''.
Ora, come un vecchio leone - come lo chiamano i suoi sudditi - sta lottando fra la vita e la morte.


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