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Sull'incidente dell'Unità c'è solo da stendere un velo. Siamo espertissimi in autogol, e questo era pergiunta del tutto inutile, considerando lo stato di grave difficltà in cui versava Storace fino a qualche giorno fa. Gli abbiamo regalato un buon pretesto per riossigenarsi un po'.
Quanto alla propaganda di Berlusconi e dei suoi giornali, sono reduce adesso da un breve viaggio in Sicilia, e devo dire che torno rinfrancato. L'aria che ho respirato da quelle parti promette molto bene per noi. Mi sembra che il malessere e il disincanto nei confronti di questo signore si sia diffuso anche lì. Ho parlato con gente che lo aveva votato, sostenuto, glorificato fino a qualche tempo fa, e che oggi, pentita, è inferocita, grida vendetta, pronta a suonargliele di santa ragione.
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Citazione:
Citazione da Intervento Principale di by bsiviglia
quando voleva imporre i libri di testo nella scuole, quando ha discriminato i bambini fra figli naturali e figli legittimi, quando ha affossato i consultori facendoci entrare quelli di Cl, quando ha violato la privacy all'anagrafe di Roma. E dico solo questo, perchè non abito nel Lazio, dove sicuramente i cittadini ne potrebbero dire di cotte e di crude.
Per esempio, la rete di agenzie regionali (Laziomatica è solo la punta dell' iceberg) attraverso cui Storace controlla flussi di spesa e sistemi di relazioni politiche. Oppure i numerosi Consigli d' Amministrazione dove i compensi dei consiglieri sono in continua lievitazione, così come quelli dei dirigenti della Regione, che si sono raddoppiati gli stipendi e alcuni di loro fanno campagna elettorale per Storace. O il sostegno sfacciato ai privati anche quando intervengono in settori di pubblica utilità (a partire dalla sanità). Ma soprattutto le decine di migliaia di precari, lavoratori interinali, a progetto, ecc. ecc., arruolati grazi alla nefasta Legge 30 nell' esercito clientelare di chi spera in un sottolavoro nel sottogoverno della Regione.
E' un sistema modellato su quello della buonanima di Vittorio Sbardella (lo squalo DC uomo forte degli andreottiani romani della I Repubblica), che Storace ritiene imbattibile. Vedremo.
Quanto alle piazzate storaciane in difesa della "lazialità" (crisi Alitalia, Fiat Cassino e Rai) sono tanto roboanti quanto inoffensive per il governo. Non a caso adesso Storace chiede aiuto a Berlusconi e lo ottiene prontamente.
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Il nuovo che avanza...
Andreotti l' ha buttata là, con l' aria un po' svagata, in un' intervista al "Quotidiano Nazionale": "Per la verità il voto è segreto... ma voterò per Storace".
Ed ha motivato la sua "scelta di campo" lodando la gestione della sanità nel Lazio, diventata in effetti un carrozzone di potere clientelare che nulla ha da invidiare ai carrozzoni dello Sbardella ricordato da Caio Mario.
Storace si è dichiarato lusingato per l' adesione di "uno degli statisti più benvoluti della storia d' Italia", altri nazialleati si sono commossi parlando di "conversione del divo Giulio", ecc.
Ecco il nuovo che avanza, che avanza dalla Ciociaria, terra d' origine di entrambi i personaggi, Andreotti è nato infatti a Roma ma la sua famiglia è originaria di Segni, mentre Storace è di Cassino.
Come sono lontani i tempi in cui Fini esclamava: E' la fine del regime e lo dimostra l' autentico boato che ha salutato la notizia dell' avviso di garanzia ad Andreotti da me data alle migliaia di veronesi che affollavano il mio comizio" (1993).
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Il nonno e il nipote
Citazione:
Citazione da Intervento Principale di by Catilina
Andreotti l' ha buttata là, con l' aria un po' svagata, in un' intervista al "Quotidiano Nazionale": "Per la verità il voto è segreto... ma voterò per Storace".
Non è una novità la frequentazione di Andreotti con l' ambiente missino, basti dire che già nel 1948 (Storace non era ancora nato), Andreotti abbracciava sui pianori di Arcinazzo il maresciallo Rodolfo Graziani, ex-capo dell' esercito di Salò.
Il problema vero è che, come noto, i rapporti di Andreotti con il Vaticano sono stretti da una vita e i dettami della Curia romana sono la bussola della sua navigazione politica. Perciò la sua dichiarazione di appoggio a Storace mi inquieta. La Chiesa aveva infatti promesso che non si sarebbe impegnata per nessun partito alle regionali, ma a Roma ha parlato per bocca di Andreotti.
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Non so se sia il Vaticano il suggeritore delle dichiarazioni andreottiane. Mi pare piuttosto che il politico in questione, ottuagenario avanzato, abbia ormai interesse ad esprimere pareri autorevoli e basta.
D'altronde, che nutra simpatie disinvolte su quel versante non è un mistero: nella sua corrente militavano, tra il vario fecciame, l'ex picchiatore missino Vittorio Sbardella (lo Squalo, ricordate?), il camerata Giuseppe Ciarrapico e il post-fascista Publio Fiori.
Sono peraltro contento della sua esternazione. La sfida Storace-Marrazzo ha la sua rilevanza, certamente, e mi auguro davvero che sancisca la sconfitta di Epurator. Ma c'è una battaglia ben più importante per le sorti del Paese su cui Andreotti è chiamato a combattere con tutto il peso della sua influenza, ed è quella sulla revisione costituzionale.
Il recente appoggio a Storace rafforza enormemente il suo no alla nuova costituzione. Perché nessuno, domani, potrà rinfacciargli di parlare da "comunista".
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Storace? No grazie!
E' andata bene (si fa per dire). Tra i due mali, abbiamo il minore. E Marrazzo Presidente.
Solo una considerazione, sono felice che non sia stato confermato anche per una dichiarazione fatta prima delle elezioni e che mi ha fatto sperare il risultato ottenuto dall'Ulivo: Storace aveva dichiarato che, in caso di riconferma alla Regione, non avrebbe concesso a Roma i poteri speciali sul traffico e in altri settori (di competenza regionale) e che invece sono già stati concessi ad altre metropoli, tra cui Milano. Non solo non li avrebbe concessi a Veltroni, ma Veltroni se li sarebbe potuti scordare almeno fino al 2011, quando scadrà il mandato del sindaco della Capitale. Spero che con Marrazzo alla guida venga mantenuta in tempi rapidi la "promessa" di concedere maggiori "poteri" di coordinamento e gestione al Comune di Roma, soprattutto in materia di traffico, che sta letteralmente ingolfando la cintura semiperiferica e le periferie intorno al GRA. Strano che non sia stato posto l'accento su questo fatto in particolare durante la campagna elettorale: sono convinto che nella provincia di Roma, se avesse posto l'accento su queste infantili posizioni del presidente uscente, Marrazzo avrebbe avuto maggiore appoggio (e una vittoria netta).