"Non incontrerai mai due volti assolutamente identici. Non importa la bellezza o la bruttezza: queste sono cose relative. Ciascun volto è simbolo della vita. E tutta la vita merita rispetto"
È Tahar Ben Jelloun, scrittore e poeta franco-marocchino tra i più conosciuti in Europa. Autore sensibile alle tematiche sociali della solitudine e dell’isolamento, di chi è costretto a lasciare il proprio Paese, per cercare una nuova identità altrove. In Italia in questi giorni per ritirare il premio Koinè al Medfilm festival di Roma, pubblicherà a maggio per Bompiani una nuova versione del libro Il razzismo spiegato a mia figlia.
Signor Jelloun potrebbe delineare i tratti distintivi di una cultura del Mediteraneo?
È una visione del mondo opposta a quella del Nord o dell’America. È una cultura in cui i legami tra le persone sono la cosa più importante. La definirei una cultura di passione, estremamente varia e per questo piena di conflitti.
Mi dia una definizione di razzismo.
Il razzismo si esprime verso le differenze più evidenti, quelle maggiormente visibili. Quindi, appunto, il colore della pelle. Nel razzista non c’è niente di razionale, ma una logica interna completamente diversa.
Che ruolo hanno i Media in tutto questo?
anno un ruolo importante, per esempio quando utilizzano un aggettivo come un sostantivo bisogna fare molta attenzione. Come quando si dice che “gli zingari” hanno fatto qualcosa. In quel caso la parola zingaro diventa semplicemente negativa. E questo può essere molto pericoloso.
Chiedo al poeta: quanto è importante che le parole usate siano quelle giuste?
La poesia è la matematica delle parole; se non sono esatte questa perde qualunque valore.
Che differenza c’è tra poesia e prosa?
La poesia è dappertutto, non soltanto nei versi. A differenza del racconto non ha bisogno di personaggi o di una storia per descrivere delle emozioni.
Cosa ne pensa della politica dei respingimenti che si sta attuando in Italia?
Questo è un problema che riguarda tutta l’Europa; ma va affrontato nei Paesi di origine di queste persone, in cui esiste una politica che affama il popolo. È questo che va risolto.
Scrivere in una lingua straniera ma con un immaginario arabo che significa per lei?
Come molti scrittori non mi muovo in un’unica direzione. La mia cultura, da Dostoevskij, Borges, Faulkner a Gadda, è di ampio respiro.
Nell’islam non esiste il peccato originale. Anche la visione della sessualità umana è differente rispetto a quella della religione cattolica?
Nell’islam agli adolescenti non verrà mai detto che la Vergine Maria ha concepito un bambino per opera dello Spirito Santo. Il discorso sulla sessualità parte da una visione differente, molto più concreta.
Cosa ne pensa dell’invadenza della Chiesa cattolica nella politica e nella società italiana, anche alla luce delle recenti polemiche relative alla presenza del crocifisso nelle aule scolastiche?
La Chiesa ha l’obbligo di pensare semplicemente all’educazione cattolica, non deve entrare né nella politica, né nella scuola pubblica. Queste sono cose che devono rimanere nettamente separate.




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