22 novembre 2009
“Mettetevi in cammino, non siate pigri, perché dalla vostra meraviglia deriva la vita dell’arte, dei luoghi, del nostro paese: l’Italia delle meraviglie”. Nella prefazione del suo ultimo libro, appunto “L’Italia delle meraviglie” (Bompiani), Vittorio Sgarbi sostiene che l’Italia è unita dalle sue bellezze artistiche. Quindi i pericoli per l’unità non vengono dalla Lega bensì dalle agenzie di viaggio, che strappano milioni di italiani dai tesori degli avi caricandoli su aerei bestiame con destinazione New York e Mari del Sud. Oggi che nessuno fa più il militare a Cuneo, nessuno va più a Cuneo, mentre tutti conoscono Barcellona perché al posto della leva hanno messo l’Erasmus. Serpeggia un patriottismo biforcuto che di un’Italia plurale non teme gli eventuali ostacoli alla libera circolazione verso il Sacro Monte di Cerveno (pagina 31 del libro sgarbiano) o il castello di Corigliano Calabro (pagina 221) ma l’eventuale freno alle elargizioni del governo centrale (pensioni, stipendi pubblici…). Che il San Giorgio di Cosmè Tura (pagina 79) lo trafigga con la sua lancia bellissima.
© 2009 - FOGLIO QUOTIDIANO
di Camillo Langone




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