sembra che UIL e CISL vogliano chiudere a tutti i costi il contratto degli statali prima delle elezioni. Ne parlano in questi giorni anche se non sono seduti ad un tavolo di trattative tradendo forse una voglia matta di aiutare il governo. Anche cedendo un po sulle richieste inizialmente fatte, tutto questo beninteso senza che le parti sociali in questi giorni siano state regolarmente convocate...
ROMA - Il governo offre 100 euro di aumento agli statali e i sindacati si spaccano. Possibiliste Cisl e Uil, furibonda la Cgil che parla di "mercimonio pre-elettorale". Il governo si mostra ottimista sulla chiusura di un accordo e sono state proprio le dichiarazioni del ministro della Funzione pubblica Mario Baccini ad accendere lo scontro.
Il contratto degli statali si deve chiudere "il prima possibile ha detto - se è prima delle elezioni tanto meglio, per noi è prioritario definire il problema". Poi ha aggiunto: "Intorno ai 100 euro si può discutere".
Mentre sulla cifra indicata da Baccini il leader della Cisl Savino Pezzotta non commenta, il responsabile del pubblico impiego del suo sindacato Nino Sorgi apre al governo: "Cento euro di aumento modificano un po' la posizione rigida precedente. Certo, non basta, bisogna aggiungere qualcosa. Ma è una buona base di partenza e dimostra l'impegno del ministro Baccini".
Ancora più esplicito il segretario della Uil Luigi Angeletti: "Il governo ci convochi subito. Si può chiudere. Il ministro Baccini ci chiami, anche domani, nel più breve tempo possibile. Apriremo e chiuderemo la trattativa. E' possibile farlo in poche ore".
Di tutt'altro avviso la Cgil che per bocca di Carlo Podda commenta: "Questa storia è diventata un mercimonio pre-elettorale. Il governo se la canta e se la suona da solo, mentre rimane introvabile un vero tavolo di trattativa. E' una discussione tutta interna al Governo, che il 15 marzo si era impegnato a convocare il sindacato dopo lo sciopero generale e invece continua nel suo dibattito mediatico".
Podda commenta anche l'incontro in programma mercoledì prossimo, in un albergo romano, in cui i leader di An e Udc, Fini e Follini, assieme allo stesso ministro Baccini, dovrebbero prendere posizione proprio sul rinnovo contrattuale. "E' ridicolo - afferma Podda - che due leader di forze tutt'altro che marginali del Governo lo facciano in una manifestazione pubblica: le mediazioni si fanno al tavolo contrattuale".
L'appuntamento è quindi per mercoledì, in occasione dell'assemblea nazionale a livello politico promossa da Udc, An e alcuni esponenti di Fi.




Rispondi Citando